Francia blocca conio moneta Ue che celebra Waterloo

13 marzo

A distanza di due secoli la sconfitta di Napoleone a Waterloo brucia ancora parecchio ai francesi. Lo dimostra l’iniziativa del governo transalpino che sta cercando di bloccare in tutti i modi il conio di una moneta da due euro che commemora la celebre battaglia, combattuta 200 anni fa, il 18 giugno del 1815. La notizia è stata diffusa dall’euroscettico Daily Telegraph che ha molto ironizzato sulla suscettibilità dei cugini d’Oltralpe. Secondo questi ultimi infatti la moneta sarebbe «un simbolo negativo» e potrebbe addirittura «compromettere l’unità della zona euro».

di Francesco Tortora dal Corriere della Sera dell’11 marzo 2015

I fatti
Lo scorso mese di febbraio il Belgio, paese in cui si celebrò l’epico scontro tra le truppe francesi e quelle anglo-prussiane, avrebbe presentato al Consiglio dell’Unione Europea la bozza del disegno della nuova moneta da due euro. Tuttavia pochi giorni dopo il governo francese avrebbe risposto con un ricorso, previsto dalle regole europee, ma che fino a oggi è stato poco usato dagli stati del Vecchio Continente. Nella lettera, che boccia senza mezzi termini il conio della nuova moneta, il governo francese scrive: «La battaglia di Waterloo è un evento che ha una particolare importanza nella coscienza collettiva che va oltre il semplice conflitto militare. La circolazione di monete che promuovono un simbolo negativo per una parte della popolazione europea ci appare pericoloso, in un contesto in cui i governi dell’euro-zona stanno cercando di rafforzare l’unità e la cooperazione attraverso l’unione monetaria».

Il giudizio del Consiglio Europeo
Da parte sua il Consiglio dell’Unione Europea sembra comprendere le rimostranze francesi e in un comunicato avrebbe rilevato: «Ogni stato membro la cui moneta è l’euro ha il diritto di sollevare un’obiezione alla bozza di progetto presentata dal Belgio se il progetto rischia di creare reazioni negative tra i suoi cittadini». E ha poi aggiunto: «Gli stati membri sono informati con la presente che la Francia ha presentato una tale obiezione il 5 marzo». Alla fine il giudizio definitivo da parte del Consiglio dell’Unione Europea dovrebbe arrivare la prossima settimana».

L’ironia degli inglesi
La diatriba ha molto divertito gli inglesi che, sebbene non siano tra i 19 paesi che utilizzano la moneta unica, si son sentiti direttamente coinvolti, in quanto eredi del duca di Wellington e principali artefici della sconfitta di Napoleone: «Sono felice che la zona euro abbia deciso di celebrare il fallimento della Francia di creare un super-stato europeo – ha dichiarato al Telegraph Sir Peter Luff, membro conservatore del parlamento britannico – La suscettibilità dei francesi è fuori luogo perché essi dovrebbero riconoscere che la sconfitta di Napoleone segna un grande momento per la libertà e la democrazia dell’Europa». Ancora più duro il collega Peter Bone che taglia corto: «Sarebbe davvero straordinario se questo eccezionale duecentesimo anniversario della battaglia di Waterloo non si celebrasse perché urta la sensibilità dei francesi. La Francia deve imparare a crescere un po’ e deve sostenere l’iniziativa belga».

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Un commento


  1. Senza Napoleone I B(u)onaparte non esisterebbe il tricolore italiano e non sarebbe esistita la Nazione Italiana. L’ironia britannica è fuori luogo. I francesi, detestabili per il degaullismo e l’esistenzialismo sartriano malato e decadente, conservano al contrario intatta la memoria e l’orgoglio verso un vero Grande Uomo ed hanno ancora fisso in mente quello che gli italiani non hanno più, dopo 70 anni di metodologie di sradicamento socio-spirituale: il Cosmos e l’Imperium.

    Alessandro De Felice

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