Storia in Rete n. 117-118, luglio-agosto 2015

29 luglio

Storia in Rete di agosto svela in esclusiva per i suoi lettori alcuni dettagli dal diario inedito del 1942 attribuito a Mussolini che era stato anticipato nello scorso numero. Pagine che mostrano un Mussolini “a tre dimensioni”, con i dubbi e le fragilità di un uomo solo al timone durante la tragedia della Seconda guerra mondiale, molto al di là della piatta visione tramandata dagli opposti della vulgata e dell’agiografia.

Quindi Storia in Rete torna sull’enigma della Sindone: un nuovo saggio rilancia la tesi del “falso medievale” ma lo fa ignorando le evidenze scientifiche e storiche. Lo ha letto per i nostri lettori una esperta della Sindone, Emanuela Marinelli.

Dalla Sindone a un altro mistero della storia della Chiesa cattolica: quello dell’atteggiamento di papa Pio XII durante l’occupazione tedesca di Roma. Documenti eccezionali confermano che fu lo stesso pontefice a ordinare ai conventi romani di aprire le porte per ospitare ebrei e ricercati politici, sottraendoli alle retate dei nazisti.

Con un balzo indietro di 25 secoli Storia in Rete porta i suoi lettori nella Sicilia greca, durante le spaventose guerre fra coloni ellenici e Cartagine durate oltre quattrocento anni e quindi ad Atene, con lo scandalo delle erme che sconvolse la carriera politica di Alcibiade proprio alla vigilia della temeraria spedizione ateniese contro la potentissima Siracusa.

Continua quindi il racconto del tormentato rapporto di odio dell’Italia con gli austriaci nell’Ottocento, premessa per l’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, e nel ciclo dei protagonisti di quel conflitto Storia in Rete presenta un ritratto di Enrico Corradini, padre del nazionalismo italiano.

E prosegue anche la carrellata di profili dei grandi scrittori italiani fra Belle Epoque e Ventennio presentati da Enrico Tiozzo: questa volta è il turno di Luciano Zuccoli.

Infine, l’avventura più misteriosa di Giacomo Casanova: il flirt con l’enigmatica “M.M.”, suora in un convento veneziano, che dopo due secoli pare avere un nome e un cognome

Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di luglio-agosto!!

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Un commento


  1. Secondo il professore Mario Alinei la Gioconda sarebbe il ritratto di una donna morta raffigurata con gli occhi aperti. Alinei avrebbe visto la medesima espressione sul volto di sua madre morta. Così Leonardo riprenderebbe il tema della sua prima opera perduta, che aveva come soggetto la Medusa mitologica. La Sindone di Torino invece sarebbe l’autoritratto o il ritratto di un uomo vivo rappresentato come morto. Ma i geni tendono ad agire in modo simile ed ad avere un volto somigliante nella maturità. Cfr. ebook. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

    Ravecca Massimo

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