9000 firme per salvare il liceo classico dalla “buona scuola”

19 ottobre

 Da Canfora a Mastrocola, l’appello: «No all’abolizione della traduzione dal latino e dal greco». Recapitata al ministro Giannini una petizione per il rilancio dell’indirizzo di studi: «Deve rimanere una delle più importanti eccellenze educative nazionali».

di Antonella De Gregorio dal Corriere della Sera del 10 ottobre 2016

«La seconda prova dell’Esame di Stato del classico va eliminata». Un macigno, lanciato dall’ex ministro Luigi Berlinguer nell’acqua cheta di una scuola di pochi, a un convegno («Il futuro del liceo classico» tenutosi al Politecnico di Milano lo scorso 28 e 29 aprile) che ha messo a confronto sostenitori della necessità di un rinnovamento e puristi. E se da cent’anni si discute: liceo classico sì, liceo classico no, in occasione di quel confronto si è mobilitato un piccolo movimento di massa, coeso attorno all’obiettivo di mantenere la centralità, nelle prove d’esame finali del liceo, della traduzione dal latino e dal greco («prova chiarissima e semplice», secondo Paola Mastrocola), «quale punto d’arrivo di un serio ed approfondito studio delle lingue classiche».

Lettera-appello
È questo l’oggetto principale di una «lettera-appello» per il Liceo Classico che è stata recapitata al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, al direttore degli ordinamenti scolastici del Miur, Carmela Palumbo, e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In calce alla lettera, le firme di oltre 8mila sostenitori di una scuola che «deve rimanere una delle più importanti eccellenze educative nazionali». Un indirizzo educativo «che ancor oggi diploma i ragazzi che affrontano con migliori risultati gli studi universitari, sia umanistici che scientifici», sostengono i membri della task force (taskforceperilclassico.it) nata a ridosso del convegno milanese per rilanciare questo indirizzo di studi attraverso una serie di provvedimenti che «da un lato consentano ai ragazzi che provengono dalle medie di poterlo scegliere con cognizione di causa; dall’altro che rendano quelli che già lo frequentano in grado di apprezzare e comprendere il senso di uno sforzo senza dubbio impegnativo, finalizzato a leggere ed intendere in originale i testi straordinari della letteratura greca e latina».

Processo al classico
Scuola per pochi (la scelgono sei ragazzi su cento) ma non d’elite, il liceo classico è stato sottoposto negli anni passati a veri e propri «processi». L’ultimo, molto dibattuto sulla stampa, nel 2014, vide schierato anche Umberto Eco. Oggi le adesioni arrivano da studiosi del mondo antico (da Luciano Canfora ad Eva Cantarella, da Salvatore Settis ad Antonio La Penna, da Franco Montanari a Mario Vegetti e Dario Antiseri), ma anche da alcuni dei più illustri fisici e matematici italiani, come Carlo Rovelli, Guido Tonelli e Lucio Russo. Da scienziati, scrittori (Paola Mastrocola) e umanisti: italiani, ma anche francesi, spagnoli, statunitensi. E a colpire non sono tanto i circa 1500 professori, universitari e liceali, quanto i 1500 studenti, i 300 medici, gli ingegneri e gli avvocati, impiegati, casalinghe, pensionati, musicisti.

Tradizione o indicazione
L’elenco completo, sul sito della task force (taskforceperilclassico.it). Che nell’accorato appello richiama il rapporto privilegiato con la classicità di una nazione come la nostra, e imputa il calo delle iscrizioni registrato negli anni passati «non a una scarsa attrattiva delle discipline che vi si insegnano, o un’arretratezza delle metodologie utilizzate… ma principalmente al fatto che ormai gli studenti non sono più messi in grado di sceglierlo consapevolmente e liberamente». Dal ciclo scolastico precedente (le «medie») – è la denuncia – «è stata infatti eliminata la storia antica, e con essa l’ultima disciplina ancora riferibile al mondo classico». E questa «cancellazione» sta rendendo gli studi classici socialmente elitari e discriminanti perché gli unici a poterli scegliere «sono ormai quasi soltanto coloro che li intraprendono per tradizione o indicazione familiare».

Una scelta per tutti
Perché sia garantita a tutti la possibilità di intraprendere studi che «garantiscono i risultati migliori in ambito universitario», la lettera-appello chiede ai «referenti istituzionali» un incontro per analizzare e proporre soluzioni per rivitalizzare e rilanciare il ginnasio-liceo classico, «non impoverirlo nei suoi contenuti e nei suoi caratteri fondanti, ma al contrario arricchirlo di quegli apporti culturali che negli ultimi anni gli sono stati improvvidamente sottratti». Ed è facile prevedere che, forti del consenso ricevuto, non si fermeranno qui.

Invia ad un amico Invia ad un amico     Stampa questo post Stampa questo post

Lascia un commento

*

* Attenzione: i commenti sono moderati. Storia In Rete si riserva la possibilità di non pubblicare commenti offensivi, lesivi dell'altrui reputazione, o comunque contro le leggi in vigore. In ogni caso, i commenti pubblicato non riflettono necessariamente la linea editoriale di Storia In Rete, che si impegna a stimolare e diffondere un dialogo il più possibile rispettoso di tutte le posizioni.