Tom Holland: “non mi sento greco o romano, ma cristiano”

24 ottobre

“In primo luogo, ci furono i dinosauri, affascinanti, feroci, estinti. E una debole ombra di dubbio, per la prima volta, ha scalfito la mia fede cristiana. Con il tempo, si è oscurata ancora di più”. Così il grande storico inglese Tom Holland, autore di fortunati programmi di storia antica per la Bbc. “La mia ossessione per i dinosauri si è evoluta senza soluzione di continuità in un’ossessione per gli antichi imperi.

da  del 9 ottobre 2016

Quando ho letto la Bibbia, il centro del mio fascino erano non tanto i figli d’Israele quanto i loro avversari: gli egiziani, gli assiri, i romani. In modo simile, anche se vagamente, ho continuato a credere in Dio, l’ho trovato infinitamente meno carismatico dei miei beniamini dell’Olimpo: Apollo, Atena, Dioniso. E se erano vani, egoisti, crudeli, questo serviva soltanto ad aumentare la loro fama di rock star. Con il tempo ho letto Edward Gibbon e gli altri grandi scrittori del secolo dei Lumi, pronto ad accettare la loro interpretazione della storia: che il trionfo del cristianesimo ha inaugurato un’‘età della superstizione’. La mia intuizione adolescenziale che il Dio biblico era nemico della libertà e della gaiezza venne così razionalizzata. Quando sono arrivato a scrivere il mio primo libro di storia, ‘Rubicon’, ho scelto un soggetto particolarmente vicino al cuore dei filosofi: l’età di Cicerone. Il soggetto del mio secondo libro, ‘Persian Fire’, era usato già a Hollywood, come era servito a Montaigne e Byron, come archetipo del trionfo della libertà sopra il dispotismo: l’invasione persiana della Grecia”.

Ma a quel punto qualcosa si rompe. “Più mi immergevo nello studio dell’antichità classica, tanto più alieno e inquietante lo trovavo. Non mi sono riconosciuto più nei valori di Leonida, che aveva praticato una forma particolarmente criminale di eugenetica e istruiva i giovani a uccidere ‘Untermenschen’ di notte; né in quelli di Cesare, che ha sterminato un milione di Galli. Come tale, la convinzione del fondatore dell’Illuminismo mi è apparsa insostenibile. ‘Ogni uomo sensato’ – ha scritto Voltaire – Deve guardare con orrore la setta cristiana’. Oggi che la fede in Dio svanisce in tutto l’occidente, i paesi che un tempo erano noti collettivamente come la cristianità continuano a portare il sigillo di due millenni di rivoluzione che il cristianesimo ha rappresentato. E’ la ragione principale per cui, in linea di massima, la maggior parte di noi che vive nelle società post-cristiane ancora dà per scontato che sia più nobile soffrire che infliggere sofferenza. Ed è per questo che in genere diamo per scontato che ogni vita umana abbia uguale valore. Ho imparato ad accettare che io non sono greco o romano, ma orgogliosamente cristiano”.

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