Storia in Rete n. 141-142, luglio-agosto 2017

21 luglio

A un anno dal fallito golpe di Ankara il potere di Erdogan in Turchia è sempre più forte. E si manifesta anche attraverso una rivalutazione della storia imperiale ottomana, con le grandiose celebrazioni che ogni anno si tengono “spontaneamente” per ricordare la conquista di Costantinopoli, il 29 maggio 1453. Una storia fatta di grandi vittorie ma anche di schiavismo, massacri, espansionismo imperialista ai danni dell’Europa, e che l’Europa farebbe bene a ricordare a sua volta. Storia in Rete dell’estate 2017 racconta le relazioni fra Occidente e Impero ottomano dal XIII secolo al tramonto ottocentesco del “malato d’Europa”. Una storia che dovrebbe far riflettere e soprattutto far riconsiderare tanti complessi di inferiorità che oggi minano l’autocoscienza e l’autostima dei popoli europei. E una di queste mine – spiega Antonello Carvigiani – è stata smascherata da un affilato saggio di Rodney Stark, un docente di storia protestante che difende il Cattolicesimo dalle “leggende nere” dure a morire con cui è stato infangato nei paesi della Riforma.

Continua poi anche questo numero di Storia in Rete il dibattito sul Risorgimento. Lo fa Pino Aprile, analizzando quelle elite meridionali che “tradirono e furono tradite”, lasciando il sud in uno stato semi-coloniale, e Pierluigi Romeo di Colloredo, che evidenzia come il regno delle Due Sicilie fosse minato al suo interno da discordie fra terraferma e Sicilia, rispondendo anche alle affermazioni di Aprile sul numero 140 di Storia in Rete a proposito del generale Cialdini.

Dal Risorgimento a uno dei più torbidi segreti dell’Italia contemporanea: quello della morte di Mussolini. Sandro Provvisionato rivela un inedito memoriale che raccoglie la confessione nientemeno che di Walter Audisio, il “colonnello Valerio”, sedicente “giustiziere” del Duce. Una confessione rilasciata in segreto a dei suoi compagni di partito negli anni Cinquanta che sotto certi aspetti lascia perplessi (avrà detto la verità?), ma dall’altro conferma una tesi che in pubblico i vertici partigiani hanno negato per decenni: quella della “doppia fucilazione”, con forza sostenuta da Pisanò e Bandini e confermata solo di recente dalle analisi forensi.

Poi Roberto Festorazzi getta una luce inedita sui contatti segreti di Leo Valiani con l’intelligence britannica. Contatti molto più profondi e vincolanti di quelli ufficialmente riconosciuti dall’esponente giellista, e che suggeriscono anche inquietanti spiegazioni alle modalità sbrigative e tutt’altro che chiare con cui si giunse all’esecuzione di Mussolini.

E ancora, una perizia di Storia in Rete su una delle foto pubblicate nel numero 129-130 dell’estate del 2016 dimostra che si trattava in realtà di un fotoritocco. Ma chi e perché ha avuto interesse a millantare la presenza di un agente dell’OSS sui luoghi dell’esecuzione di Mussolini proprio in quei giorni di fine aprile? Lo smascheramento di un falso non fa che spalancare nuovi campi d’indagine, tanto più visto che le foto ritoccate provenivano proprio da un ex agente segreto d’oltreoceano…

Infine, raccontato da Marcello De Angelis, il ritratto di uno dei grandi militari italiani del XX secolo: Federico Baistrocchi. Uno dei migliori organizzatori e riformatori del Regio Esercito, che dopo aver preparato le basi per la vittoria italiana in Abissinia nel 1935 venne messo da parte da Mussolini, anche per le invidie e i malumori che aveva suscitato fra i suoi meno capaci colleghi.

Tutto questo e molto altro su Storia in Rete in edicola!!

SFOGLIA L’ANTEPRIMA DI STORIA IN RETE (flash)

Guarda la copertina di Storia in Rete 141-142

Guarda il sommario di Storia in Rete 141-142

VUOI ACQUISTARE IL NUMERO 141-142 DI STORIA IN RETE IN PDF? CLICCA QUI!

TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI

Invia ad un amico Invia ad un amico     Stampa questo post Stampa questo post

34 commenti


  1. Articolo: Audisio smentiwc3e se stesso

    Non è vero che Edoardo Conti ha rivelato a 88 anni questa “favoletta”. L’aveva già divulgata, a dispetto del suo asserito “giuramento” molti anni addietro e personalmene sia io che il compianto Alberto Bertotto scrivemmo qualcosa in proposito.
    Giuste le note di Fabio Andriola su alcune inverosomigianze di cronaca. In effetti il racconto, presunto di Audisio, non ha alcun riscontro nei fatti conociuti e appurti.
    In ogni caso, solo un imbecille può credere che pochi anni dopo quegli eventi, Audisio va a fare quella confessione a un gruppetto di persone di cui alcune gli sono sconociute.
    Ammesso che la rivelazione di questo Conti sia veritiera, e io ho molti dubbi in proposito, potrebbe esserci la sola spiegazione che Audisio volle veicolare una versione, che nel caso i fosse scoperta la messa in scena di Villa Belmonte, avrebbe poi potuto dire che lo aveva comunque annuncito pur tenendolo riservato.
    Nel racconti di Audisio, infatti, vi sono alcuni particolari, sia pure storpiati, che hanno un fondo di verità, ovvero Mussolini ucciso sotto casa De Maria, in una cantina, in realtà fu in un ripostiglio attrezzi che fungeva anche da stalla porcilaia, e la finta fucilazione di villa Belmonte.
    Comunque queste storielle, aumentano solo la confusione.
    L’arma con la quale a suo tempo il PCI difese la vulgat, fu proprio quella della ambiguità non dichiarta. Per esempio, mente ufficialmente il partito difendeva a spada tratta e con mezzi energici, la vulgata i Audisio, allo stesso tempo lasciava circolare nel comasco la voce che era stato Michele Moretti a sparare al Duce, un fucilatore molto più credibile da quelle parte. Ma questo lo lasciva cercolare solo a voce, guai a stilare articoli o relazione. Ma ancora, all’interno del partito, dove nessuno credeva a Valerio – Audisio, Togliatti faceva confidenze che il fucilatore era stato Aldo Lampredi. Anche questo solo ufficiosamente e in confidenza. Tanto erano sempre tre comunisti.

    MAURIZIO BAROZZI

  2. Voi pubblicate da Roma, pero’ noi a Milano (a due passi da Dongo) vediamo certe cose un po’ piu’ da vicino.

    Ho letto l’articolo su Audisio, quello su Valiani, quello su Mocarski, quello su Baistrocchi e comincerei dalla fine (cioe’ Mocarski a pag.85) dove chiedete ai lettori: perche’ qualcuno (chi poi?) ha cercato di depistare i due mastini che avevano gia’dimostrato la contraffazione?

    Oh bella….. perche’ i due svizzeri sono essi stessi i contraffattori, e’ ovvio. Chi lo negherebbe?

    Domanda: quanti soldi han fatto i presunti quadrupedi negli anni facendo circolare la nota fotografia di un Mocarski “barbuto” che neanche all’asilo infantile coi pastelli a cera pastrugnavamo le facce a quel modo?

    Gli svizzeri li sanno fare i soldi, quelli si, e i ‘tagliani glieli danno.

    Cosa ne sanno gli svizzeri di Mussolini, che gli han chiuso la porta in faccia a donna Rachele?
    Cosa vogliono ancora da noi? Ci stanno provocando?

    Vogliamo vedere se non portiamo la (nostra) frontiera al Lago di Costanza o al Fiume Danubio domani mattina?

    Vogliamo vedere?

    Cordiali saluti da Mario Venturini, Milano.

    Eugeniomario Venturini

  3. Caro Venturini, le foto non sono state pagate neanche un centesimo e la contraffazione del voto di Mokarski è stata opera di qualcuno che non siamo noi né i ricercatori svizzeri. Infatti, se legge bene, quella foto è stata pubblicata negli anni Sessanta quando tutti noi eravamo in altre faccende affaccendati…

    emanuele

  4. Gentile sig. Emanuele, chiedo scusa ma direi che mi sono espresso male.

    Credo che ai nostri lettori non interessi per niente il sapere se l’oggetto pubblicato dal loro giornale sia “a gratis o a pagamento” ne’ tantomeno interessa al sottoscritto: quando compriamo il giornale al prezzo di copertina tanto basta, volendo e dovendo rispettare l’editore.

    Siamo invece molto interessati al contenuto (altrimenti non pagheremmo il prezzo di copertina) mi pareva ovvio: per cui, non vogliamo sapere come la Svizzera fa i soldi ma vogliamo sapere cos’ha da dire quando s’impiccia degli affari nostri.

    E cosa ci dicono gli Archivi dell’Esercito e della Diplomazia Svizzera? Ci perdoneranno ma noi a Milano saremo “crucchi” non lo abbiamo ancora capito.

    A Berna a Lugano a Bellinzona (a Campione) c’era questo e quest’altro, va bene, ma nulla di nulla per ora appare di utile e che gia’ non si sappia.

    E’ noto che la fotografia del Mocarski colla frangetta e la barbetta riempiva la terza puntata del veloce Reportage sul “Tesoro di Mussolini” a firma Dino Zannoni e pubblicato dal Corriere d’Informazione nel 1965 (la terza puntata e’ del mercoledi 6 ottobre) ma…

    se la fotografia viene continuamente riproposta da 52 anni e nessuno di quei (del mestiere) che la ri-propongono dice mai come sarebbe arrivata al Corriere ‘sta contraffazione…

    i nostri lettori (qualsiasi lettore) cominceranno a pensare che i continui ri-propositori siano contraffattori, mi scusi.

    Come minimo penseranno che (da 52 anni) siano complici dei contraffattori.

    Lo stesso vale per il “fax d’oltreoceano” che per forza di cose ha un numero di utenza iscritto alla societa’ dei telefoni: si puo’ sapere chi e’ sto furbo che manda quaggiu’ i suoi fax d’oltreoceano, oppure…

    vantando la vergognosa privaci itagliana dobbiamo sospettare che alla fine (si badi che a Milano io abito in un quartiere malfamato) provenga dalla casa di fronte?

    Mah!

    Eugeniomario Venturini

  5. Con riferimento al numero di Luglio- agosto 2017 di Storia in rete invio la seguente nota:
    AUDISIO SMENTISCE VALERIO
    Quanto racconta Edoardo Conti, se effettivamente dichiarato da Walter Audisio, è tutto falso e inventato in una allegra serata da persona o persone in grave stato etilico.Giustamente Maurizio Barozzi ed Fabio Andriola fanno notare che il supposto racconto di Audisio non trova alcun riscontro in fatti e avvenimenti che sono stati oggetto di relazioni ben documentate.
    L’invenzione della inesistente cantina in casa De Maria poi … anche se Maurizio Barozzi asserisce “che alcuni particolari hanno un fondo di verità”!!!

    Il Riferimento a Franco Bandini e Giorgio Pisanò.
    Franco Bandini scrisse “Le ultime 95 ore di Mussolini” nel 1959; nel febbraio 1973
    (Storia Illustrata) dopo dimenticò tutto e senza ritrattare la prima opera, si inventò la “doppia fucilazione” con attori senza nome e volto.
    Credevo di essere stato chiaro, documenti alla mano, in “Sparami al petto!”.

    Giorgio Pisanò e la testimonianza di Dorina Mazzola: mi spiace smentire Pisanò e Dorina Mazzola, che ho conosciuto e sono in rapporto di amicizia con la famiglia. La famiglia Mazzola era molto numerosa: nove persone. Nessuno della famiglia, pur abitando nella stessa casa, quella notte e quel giorno vide o sentì alcunché.
    Vorrà dire che nella riedizione del libro sarò molto più esplicito.
    Che senso ha la lettera scritta da Pisanò a Geninazza da me inserita in “Sparami al petto?

    DEPISTAGGIO DA OLTREOCEANO
    Depistaggio da parte di chi?
    Mi spiace smentire le fatiche di Emanuele Mastrangelo; dice che …”nessuno, fino allo scorso anno era riuscito a dare un nome a quell’uomo alto e distinto”.
    Ma non è così; andiamo per ordine.
    1 – La fotografia n. 5 del servizio fu pubblicata su Corriere d’informazione del 6/10/1965.
    L’immagine ritrae: Bianchi Renzo “Renzino”, Pier Luigi Bellini delle Stelle “Pedro”, il personaggio alto e distinto (ritoccato con barba finta) e un altro partigiano che non è Bill- Urbano Lazzaro.
    (Sabato 2 settembre 2017, sono stato da Wilma Conti che a Dongo c’era e ha assistito alla fucilazione di Pavolini e degli altri fascisti. Esclude decisamente che il partigiano, primo da destra, sia Urbano Lazzaro)

    2 – La fotografia n. 3 è stata pubblicata sul settimanale OGGI del 18/6/1997. La didascalia è sbagliata. E’ scritto che è stata scattata a Dongo, mentre è stata scattata ad Azzano di fronte al Bar Auto. Ed il nome dell’agente americano è chiaramente indicato nel testo: Lada Mokarski.

    3 – La fotografia n. 1 è stata scattata da Ugo Vincifori nella mattinata di domenica 29 aprile 1945. Come si può notare gli abitanti di Azzano, sono “vestiti della festa”. Me lo disse lui stesso quando lo intervistai e la registrazione è nel mio archivio. Me lo dissero anche diversi abitanti di Mezzegra quando, diversi anni fa, la fotografia venne esposta nel corso di una mostra fotografica presso la biblioteca di Mezzegra, in piazza della Magnolia, ad Azzano. Riconoscevano in essa un loro parente.
    3 – Le foto n.2 e n. 4 sono autentici tarocchi.
    Ho potuto accedere al Fondo Lada Mocarski , Manuscripts and Archives, presso l’università di Yale.
    Questa fotografia non esiste nell’archivio Lada, mentre la foto n.3 c’è ed è molto nitida.
    4 – La fotografia n.3 è stata scattata, sempre da Ugo Vincifori, il 6 giugno 1945.
    Non lo presumo io; Lada Mocarski l’ha scritto su un brogliaccio in cui elenca le persone da lui incontrate dal 29 aprile al 13 giugno 1945.
    Resto a disposizione per eventuali altri chiarimenti o confronti pubblici.
    Distinti saluti.
    Pierangelo Pavesi

    Milano, 23/09/2017

    Pierangelo Pavesi

  6. Caro Pavesi,
    anche tu sei fuori pista ,non da adesso e te lo dico in maniera molto amichevole, chiaramente e senza spirito polemico.Ti invito a ragionare soltanto.Ormai sulla fucilazione di Mussolini si sono dette una marea di sciocchezze e tante bugie. Gli unici ad aver fatto centro sono stati: Giorgio Pisano’ ( che tu lo neghi in modo molto superficiale e me ne meraviglio),Luciano Garibaldi ( che ha fatto centro con “la pista inglese”) ,Luigi Liberatore (che è stato il primo nel dopoguerra a ricostruire con dovuta minuziosità ,in tutti i dettagli,cio’ che successe veramente a Dongo tra il 26;27 e 28 aprile del 1945,l’avvocato Alessandro Zanella di Mantova ne il suo “L’ora di Dongo”,l’autopsia fatta traendola dai particolari delle foto scattate sul corpo di Mussolini morto,dal patologo Aldo Alessiani ( già perito del Tribunale di Roma) e soprattutto cio’ che ha scoperto,pochi anni fa,il parroco di Giulino Di Mezzegra (CO) don Luigi Barindelli;di cui ne ha dato ampio e documentata prova pure la Tv privata di Como,Espansione TV ( per informazioni chiedere al dott.Luciano Garibaldi,che è stato testimone oculare,in quella trasmissione di cio’ che ha scoperto don Lugi Barindelli).Il resto ( e purtroppo anche la tua ) è solo fuffa,confusione e soprattutto paranoia. Cerchiamo di stare ai fatti e di ragionare su di essi ( visto che i fatti sono stati provati e documentati,anche se tu lo neghi). Ma ti diro’ di piu’.Uno degli assassini di Mussolini (che era li a controllare per il governo britannico che il lavoro sporco fosse effettivamente svolto, è stato l’agente del MI6 inglese David Darrick Wilkinson,conosciuto con lo pseudonimo di Johm Maccaroni ( citato dal fu partigiano bresciano Bruno Lonati nel suo libro e che da molti di voi depistatori è tutt’ora considerato un pallaro,mentre invece…..). L’agente britannico David Darrick Wilkinson fu a sua volta assassinato a Londra nel 1952,a casa sua da un’agente italiano che nel dopo guerra ha sempre agito in solitario per la difesa degli interessi italiani.Quell’esecuzione fu una chiara vendetta,l ‘MI6 capi tutto,incasso’ il colpo ( come di solito si usa fare negli ambiente degli agenti segreti)e stette zitto.Per il momento gli eredi questo agente ( che vivono all’estero) non mi autorizzano a farne il nome.Ma il racconto che mi ha fatto il nipote di lui l’ho trovato assolutamente preciso.Infatti,poco tempo fa,dagli archivi britannici sono venuti alla luce i nomi di quasi cinquecento ( 500) agenti,operanti in Italia prima e durante la II G.M.( tra cui tanti italiani traditori ed infami criminali) e alla dicitura del nome David Darrick Wilkinson,sul suo dossier vi è la scritta ( non a caso) “The most secret”. Questo agente,Wilkinson,apparteneva a quel ramo speciale ( tutt’ora operativo)dell’ MI6,specializzato negli assassinii di capi di stato o di governo.In sostanza,a Mussolini lo volevano tutti morto. Tutti,Vaticano compreso,pure gli svizzeri e non è una novità.Insomma,caro Pierangelo,fattelo dire,smettiamola di lavorare di fantasia e stiamo ai fatti.Se veramente vuoi capire il perchè tutti lo volevano morto,la chiave di lettura la puoi trovare in un fantastico libro scritto nell’immediato dopo guerra dal fu medico curante di Mussolini a Salo’,il dott.Georg Zachariae,ne il suo “Mussolini si confessa” ( riedito circa 12 anni fa dai tipi della Bur Edizioni). Infatti,in quel libro,c’è un capitolo di circa 20 pagine che si intitola ( parola piu’ parola meno):”Il socialismo secondo Mussolini”. Li capirai perchè Mussolini doveva morire.Li troverai la vera chiave di lettura sulle vere cause che ci portarono a quel macello ch’è stata la II G.M. E se ci mediti sopra capirai il perchè Mussolini ( secondo certi “signori”) doveva morire. Vivo sarebbe stato molto pericoloso politicamente e non solo.
    E a proposito dell’agente italiano che assassino’ a sua volta l’agente inglese Wilkinson,era figlio di padre italiano (siciliano) e di madre inglese.Dieci anni fa,questo nipote di quell’agente italiano,partecipo’,da studente universitario presso la locale Università di Edinburgo (Scozia),ad una conferenza storica tenuta dallo storico inglese David Alexander Tetlow Stafford ( alcuni suoi lavori sono stati pubblicati pure in Italia)e alla fine della conferenza,casualmente,scambio’ alcune chiacchiere con un signore inglese,già anziano,che conosceva questa storia.Il nipote si meraviglio’ e chiese lumi in materia su di lui. Al che,l’anziano signore inglese si qualifico’ come un’ex agente dell’ MI6 e sputo’ il rospo,dopo che il nipote gli confesso’ che mai e poi mai avrebbe fatto il suo nome…Per la precisione,quel signore inglese,già agente segreto,è stato anch’egli un docente universitario…

    Ubaldo Croce

  7. Caro Croce,
    Tu hai letto tutto, tranne il mio libro. Io cito fatti, documenti, testimonianze, attinte dal sottoscritto.
    Il povero Pisanò, non ha fatto centro,come pure il caro amico Luciano Garibaldi.
    Il buon Luigi Barindelli, parroco di Mezzegra dal 1961, non ha scoperto un bel niente. Non so a quale sua intervista tu ti riferisca. Se si riferisce agli “svizzeri”, glieli ho presentati io, ma non erano portatori di documenti, ma alla ricerca.
    L’avv.Zanella, con cui sono stato in rapporto, ha scritto la cronaca degli avvenimenti aiutato da ottimi collaboratori. Le carenze del suo lavoro emergono nelle parti in cui lui “ipotizza”.
    P.S.
    Mi sono rimaste solo due copie di “Sparami al petto!”; se vuoi te ne spedisco una copia, per lettura, con preghiera di restituzione.
    A disposizione per qualsiasi altro chiarimento. Da quando ci incontravamo a Mezzegra, non ho cambiato numero di telefono.

    Pierangelo Pavesi

  8. Caro Pierangelo,
    la morte di Mussolini,il suo assassinio è una cosa troppo delicata,seria e precisa per darla in pasto ai Gianinazza e soci vari. Il parroco Luigi Barindelli,non ha mai parlato di “svizzeri” o di altro. Ha parlato di precise prove ( provate) che lui aveva da tempo scoperto e che solo alcuni anni fa,sulla Tv privata comasca,”Espansione tv” ha raccontato e dimostrato cio’ che diceva.Se potessi andare presso la sede di espansione TV in Via V.Emanuele II° ti potrebbero dare copia di quel bellissimo servizio.Pisano’ e Garibaldi hanno fatto centro eccome e le testimonianze che ho ricevuto da un mio amico che ha frequentato per anni gli ambienti storici della locale facoltà di storia di Edimburgo (Scozia) lo hanno provato.Tieni presente che questo mio amico,fino allo scorso anno neppure sapeva di Pisano’ e Garibaldi.Le tue fonti anpine ( anpi) purtroppo sono da tempo state smentite in tutti i sensi.Non a caso fanno silenzio oppure ripropongono ( cambiando sempre qualcosa) le solita solfa.In conclusione,caro Pierangelo,l’assassinio di Mussolini,nonostante certe prove ben evidenziate,che smentiscono ormai le ultra decennale frottole anpine e di “storici”allineati all’anpi,è tutta da riscrivere. Pensare che quattro straccioni si pseudo partigiani criminali,potessero eliminare un pezzo grosso come Mussolini,senza il chiaro appoggio delle autorità ( ipocrite) Alleate è da beoti.Significa che non si è capito assolutamente nulla nè di Mussolini e tanto meno del perchè della sua tragica fine. Piuttosto,anzichè andare dietro agli anpini,leggi con attenzione cio’ che ti ho scritto prima. E se puoi,fatti finanziare un bel viaggio a Londra e vedrai,che in altri archivi troverai delle evidenti tracce su chi e perchè ha voluto la morte del Duce.troverai anche prove che nel dicembre 1944,il finanziere della Resistenza ( si fa per dire…),Alfredo Pizzoni ebbe dagli Alleati la somma di lire ( dell’epoca) di 800.000.000 (ottocentomilioni)che doveva servire a finanziare il movimento partigiano fino ad aprile 1945….E che per quel mese tutto doveva finire….E cosi fu….Dovresti anche sapere,che tutti i movimenti della cosi detta “resistenza” erono tutti controllati da agenti britannici,americani e anche russi. E i cosi detti “resistenti”,volenti o nolenti, dipendevano da essi ( gli agenti alleati).Che tu ci creda o no è cosi. Pertanto,parti da qui e poi vedrai che ci arriverai anche tu….Ciao.

    Ubaldo Croce

  9. Caro Croce,
    L’ineffabile don Barindelli, non mi risulta proprio che abbia mai provato niente, ha sempre, al massimo, avanzato “ipotesi”.
    Basta citare amici, nipoti, ecc.
    Fare nomi ed esibire testimonianze orali e/o scritte, firmate, registrate e verificate.
    Degli agenti segreti, amaricani e inglesi, ho verificato tutto nei loro archivi, come pure in quelli americani.
    Tutto ciò che tu dici non ha nulla di concreto, solo ipotesi, si dice,ecc.
    L’assassinio di Mussolini è un fatto di cronaca nera ed io, tuo malgrado, ho ricostruito tutto.
    Con sommo dispiacere degli altri ipotizzatori.
    Passo e chiudo.
    Pierangelo
    P.S
    Tu non vuoi assolutamente leggere il mio libro. Pazienza.

    Pierangelo Pavesi

  10. Prendiamo atto, caro Pavesi, a prescindere da quel poco che si conosce e da quel molto che non si conosce sull’assassinio di Mussolini ed i Petacci (senza parlare delle morti strane di Buffarini Guidi e Carlo Alberto Biggini), che Lei si auto-accredita e presenta come “cane-poliziotto” della vulgata ortodossa dell’antifascismo dogmatico che alla ricerca scientifica e storico-investigativa sostituisce l’enfasi autocelebrativa veterotestamentaria della Resistenza intesa come oggetto di culto. Entro i prossimi 4 anni, qualcuno (lo chiami pure “ipotizzatore” se le torna comodo), anzi qualche fatto, si incaricherà di smentirLa. Auguri!

    Alessandro De Felice

  11. prof.De Felice,
    ha letto il mio libro? Se si, mi contesti ciò che, secondo Lei è errato.
    Se non lo ha letto,………………
    Auguri a Lei, io non aspetto alcun messia.
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

  12. Forse mi sbaglierò, ma – pur essendo Lei libero di considerare il Suo saggio alla stregua del Vangelo – non mi risulta che Lei abbia tenuto in gran conto tutte le sfaccettature dongologiche che inchiodano alla falsità la versione ufficiale e la vulgata del PCI. Interpretazioni parziali di resoconti altrui di soggetti passati ad altra vita e falsificazioni della verità avanzate fin dal primo momento (che certo non sono contenute nel Suo lavoro), sono penetrate così profondamente nella coscienza collettiva, grazie all’omertà comasca che tanto ha avvelenato la Storia del ‘900, da diventare luoghi comuni accettati senza riserve dalla storiografia italiana di regime. E da qui, a cascata, dai media tutti. E ciò, nonostante che lo stesso Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Como abbia, il 29 gennaio 2007, scritto: “Da tutto il materiale raccolto tuttavia si evince con chiarezza e con attendibilità scientifica che in realtà il decesso di Mussolini e Petacci è da collocarsi nelle prime ore della mattina del 28-4-1945, e il luogo di commissione dei due omicidi deve essere indicato non solo nella casa, ma anche nella stanza ove i due vennero condotti per la loro ultima notte e dove vennero sorpresi in posizione inizialmente supina e in abbigliamento succinto, come dettagliatamente illustrato, argomentato e motivato dal più che esauriente e convincente studio del Dott. Alessiani”.
    Amen!

    Alessandro De Felice

  13. Caro Pierangelo,
    “l’ineffabile” Barindelli,ha parlato di fatti e di prove ( provate)che smentisce in maniera chiara e assoluta tutte le cavolate che ti hanno raccontato o vari Gianinazza e compagnia cantante anpina,su cui hanno speculato per troppo tempo,in modo mafioso e sfacciato. Se avrai la bontà ( e ti converrebbe a mio avviso) di visionare con attenzione l’eccellente servizio fatto da “Espansione TV” di Como capirai tutto.

    Ubaldo Croce

  14. Egregio Prof. De Felice
    Caro Ubaldo
    Poichè ho letto tutto ed ho visto tutto, Rai TV, Espansione TV ho scritto un saggio che entrambi non avete letto. Per cui voi esprimete giudizi su ciò che non conoscete.
    Di certo non avete letto neppure ciò che ha scritto in proposito anche il Prof.Baima Bollone.
    Quando avrete letto entrambi, accetterò di continuare il dialogo e capirete tutto.
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

  15. Caro Pierangelo,
    ho letto te ( e anche fin troppo) e ho letto pure le pseudo tesi scientifiche di Bollone. Abbi pazienza.
    non se ne puo’ piu’.Le cose sono andate avanti.
    Cerchiamo di aggiornarci e di ragionare come si deve.
    Se poi si vuole stare,per partito preso alle idiozie che si raccontavano fino ad un decennio fa,non mi interessa.
    Io ho avuto la fortuna,grazie a certi video che ho fatto,di aver provocato lo sfogo di un italiano che vive all’Estero e che ha avuto un nonno con una grande responsabilità nei servizi segreti italiani,prima e durante la II guerra mondiale,che mi ha raccontato e provato cose che neanche te lo immagini. Il signore in questione ( residente attualmente all’estero)non ha mai conosciuto nè Pisano’ e tanto meno Luciano Garibaldi.Ebbene,mi ha raccontato ( avendolo saputo da suo nonno)le stesse cose ( inteso come dinamica dei fatti che tu contesti) che Garibaldi e Pisano’ hanno descritto.Non solo.Persino in Gran Bretagna ci sono alcune persone che sanno queste cose.Mi ha fatto ( provandomelo) persino il nome dell’agente inglese che era presente per essere sicuro che Mussolini fosse stato assassinato e anche lui prese parte all’assassinio (si chiamava David Darrick Wilkinson). Questo agente arrivo’ a Tremezzo la sera prima e si nascose nella Villa di James Henderson ( uomo di affari inglese fratello del fu ambasciatore britannico a Berlino,Sir Nevile Meyrick Henderson)insieme ad altri agenti.E che dire poi anche delle perizie svolte da un equipe medica di Pavia che dalle foto hanno ricavato altri scabrosi elementi?Vogliamo dire che sono dei paranoici fascisti anche quelli? Dov’è che si vuol parare qui? Ma a che giuoco giochiamo?Infine,tornando all’agente Wilkinson,egli fu assassinato nel 1952,da un agente italiano per vendetta,esattamente nella stessa casa dove viveva Wilkinson.Ora,se tu vuoi continuare ad abbeverarti ai racconti di Gianinazza e di tutta quella povera gente dell’alto lago di Como che per decenni ha speculato ( per non dir anche di peggio) sull’assassinio di Mussolini,raccontando cento e passa versioni quello è affar tuo.Ma i fatti sono fatti.E non vederli nella loro chiara interezza non si fa nessun servizio alla causa della verità storica.

    Ubaldo Croce

  16. Caro Pavesi, più espliciti di Ubaldo Croce non si può essere. E Lei non è in grado col Suo studio di poterlo contraddire. Quanto a me, la massa documentale sugli ultimi giorni di Mussolini rintracciata in archivi esteri ed interni, oltre alla accurata analisi di studi ignorati o taciuti da 70 anni durante i quali è stata pianificata una sistematica opera di falsificazione storica e manipolazione mediatico-scolastico-universitaria, mi costringerà a dilatare i miei studi sul carteggio Mussolini-Churchill (ed annessi e connessi) a non meno di 5mila pagine. Perché, lo ribadisco (non avendo Lei scientificamente risposto allo scrivente), “contra factum non valet argumentum”.

    Alessandro De Felice

  17. E’ talmente vera la fucilazione a Villa Belmonte
    che ancora taroccano le foto dopo 72 anni per nascondere la presenza di agenti americani.

    https://archiviomniaveritas.wordpress.com/2017/09/28/dongo-1945-una-strana-foto-dei-partigiani-pedro-e-bill/

    Un’altra domanda al Dott. Pavesi.

    Quella nella foto è o non è la Dorina Mazzola che indica il punto dove fu uccisa la Petacci ?

    http://www.televignole.it/wp-content/uploads/2017/07/dori.png

    Ormai alla barzelletta della fucilazione di VIlla Belmonte ci crede solo google maps.

    rick

  18. Completo il mio commento dicendo la mia opinione: a Mezzegra gli inglesi sono arrivati prima degli Americani.
    I due rapporti pubblicati da Mocarski potrebbero significare un suo “fallimento” e una sua non presenza in zona i giorni dell’omicidio di Mussolini (se la foto è veramente stata scattata giorni dopo…) e la necessità di fare rapporto a Dulles con qualcosa di tangibile.
    Un killer non si fa fotografare davanti ad un bar.

    CLN, CLNAI, e le formazioni partigiane erano state infiltrate dagli inglesi (e non dagli americani che si muovevano in modo diverso).
    Questa lista, su cui si può dare il beneficio d’inventario, ma corroborata dall’articolo di De Rienzo, ci fornisce qualche nome interessante.

    https://archiviomniaveritas.wordpress.com/2017/10/06/uk-special-operation-executive-most-secret-list-leo-valiani/

    rick

  19. Egregio RICK
    (sarebbe gradito conoscere anche nome e cognome )
    Rispondo ben volentieri alle tue domande:
    1° domanda
    Le tre fotografie
    La prima fotografia rappresenta (da sinistra):
    Pedro, Ardente, Louis Hoffman (cittadino svizzero abitante vicino a Dongo) e Bill.
    La seconda fotografia è stata ricavato dalla prima, cancellando Ardente e Hoffmann, ma dimenticando la mano di Ardente sulla spalla di Bill.
    La terza fotografia ritrae un gruppo di “partigiani” e civili. Io conosco i nomi di alcuni di essi; in gran parte erano “partigiani del 27 aprile” e i loro nomi non compaiono nell’elenco dei partigiani della provincia di Como .
    La foto fu scattata nelle “radiose giornate” , probabilmente il 27 aprile o poco dopo.
    Tutte e tre le fotografie sono presenti nel mio archivio e mi sono state date da una persona presente nella terza fotografia.

    2° domanda
    La signora della foto è Dorina Mazzola, che ho conosciuto e intervistato e conosco figlie e nipoti. Nel mio archivio ho la copia fotostatica del suo memoriale, parzialmente pubblicato, da Giorgio Pisanò, nel suo libro.
    Nel mio saggio “Sparami al petto” sono stato molto soffice nell’indicare le criticità riscontrate nel memoriale di Dorina e nel libro di Pisanò. Viste le osservazioni di Croce e De Felice, sarò molto più pesante ed esplicito nella riedizione.

    Tue considerazioni
    Mi spiace contraddirti; sul lago di Como sono arrivati prima i soldati americani, con somma gioia dei negozianti di Lenno, Mezzegra e Menaggio.
    Qui fu aperto un casinò che vide Pedro tra gli assidui frequentatori.
    La fotografia, non ritoccata, che ritrae Renzino, Pedro, Lada Mocarski ed un altro partigiano, è stata scattata da Ugo Vincifori il 6 giugno 1945.
    L’articolo di Di Rienzo non riesco a leggerlo; se puoi mandamelo in formato più leggibile.
    La mia mail è : petrus.pp@libero.it

    Pierangelo Pavesi

  20. Egregio Prof.Alessandro De Felice,
    Trasecolo.
    Più ermetici di Ubaldo Croce non si può essere. Per una corretta indagine occorre citare nomi, dati, fatti, scritti, testimonianze ecc.
    Quanto sempre a Croce, che non ha prodotto nulla, non posso contraddire il nulla, o le sue ipotesi o le sue illazioni. E’ Croce, caso mai, che deve contraddire il mio saggio.
    Quanto a Lei, Professore, dilati pure i suoi studi e li pubblichi, non aspetti qualche nuovo ipotizzatore !
    Lei conclude la sua lettera con una dotta citazione latina:“contra factum non valet argumentum”.
    Poiche “fatti” Croce non ne ha prodotti, io concludo con la frase di un celebre carosello: “basta la parola” .
    Distinti saluti
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

  21. Gentile Dottor Pavesi Le faccio i miei più sinceri complimenti per i precisi, sintetici ma sostanziosi interventi con cui pacatamente ed educatamente ha replicato ai nostri illustrissimi ufologi e criptoantrozoologi quantistici dall’altisonante cognome,eccellentissimi studiosi che con i loro castelli di parole danno tanto lustro a questo spazio web.

    Trovo preziosissimo in particolare il Suo lavoro certosino di datazione / collocazione spazio-temporale del materiale fotografico, attività indispensabile per cercare di evitare fraintendimenti e falsi storici o la creazione di falsi miti.

    Purtroppo non ho avuto la fortuna di leggere la prima edizione del Suo libro “Sparami al petto”. Potrei sapere se ha intenzione di ripubblicarlo e come ha intenzione di distribuirlo?
    In alternativa ne è disponibile una “versione informatica”? Per contattarla in merito(naturalmente “palesandomi”)posso fare riferimento al Suo sito web?

    Grazie e ancora complimenti!

    Admiral Canoga

  22. Egregio Pavesi, forse è Lei che non ha letto ciò che ha scritto Croce, il quale ha pure citato il nome effettivo ed il nome in “codice” del presunto killer britannico del Duce. Rivelatogli dal nipote dell’agente italiano che avrebbe vendicato in Gran Bretagna lo stesso Mussolini negli anni ’50. Quanto a me, mi sono limitato a citarle al momento, ciò che ha scritto il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Como nel 2007. Se questi non sono fatti solo Lei e Admiral Canoga non l’aveTe capito. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Fatti e carte scritte, non bla bla. Si vada a rileggere le perizie Alessiani e Pierucci. Poi vada all’Istituto di Medicina Legale di Milano dove nel 2003 il prof. Franco Lodi mi disse che vi era un’autopsia del Duce ancora “secretata” e “non consultabile”. E La smetta di citare Baima Bollone, che il meno che si può dire è che non ha capito niente o che ha, scrivendo il libro da Lei citato e già letto dal sottoscritto anni addietro, agito su input altrui.

    Alessandro De Felice

  23. Gentile Sig.Admiral Canoga,
    può tranquillamente scrivere alla mia mail petrus.pp@libero.it comunicandomi il suo recapito telefonico.
    No il sito web. Le darò tutte le informazioni necessarie.
    Il mio telef.: 3319011571.

    Pierangelo Pavesi

  24. Caro Pierangelo,
    come sarebbe a dire “non ho prove”? Ma di cosa,di chi?Tu hai soltanto preso per buono le balle degli anpini e il memoriale Gianinazza,che è la solita frittata fritta dell’ennesima e dell’ennesima versione di come fu assassinato il Mussolini e la Petacci. Ormaii memoriali dei “partigiani” lacustre comaschi assomigliano quasi ai negozi di souvenir di Mussolini a Predappio;ma con una sostanziale differenza.Infatti a Predappio si limitano a vendere originali gadgets mussoliniani,libri etc,a Dongo e dintorni ancora le solite storielle. Fino a pochi anni fa,sia a Dongo e Giulino di Mezzegra attiravano dei turisti curiosi e diversi storici ( o presunti tali) che cercavano,interrogando da una vita,la solita gente e ognuno di loro gli diceva una cosa diversa.Teorie,teorie cavolose e illogiche, che ormai,anche un bambino capisce che sono storielle,favole senza nessun concreto fondamento. Poi se tu gli vuoi dare,ci tieni,a dar credito a queste panzanate,accomodati pure.Ma abbi almeno la decenza di non farle passare come cose vere,perché ti metteresti su un piano assolutamente indecoroso. E dovresti sapere il perchè. E se dovessi ignorarlo sarebbe grave.Tu dici che io “non ho prove”e sarei “ermetico”. Per smentire questa tua affermazione ti informo soltanto,che nel mese di marzo del 1993,grazie ai buoni uffici dell’avvocato Alessandro Zanella di Mantova ( gli diedi un semplice aiutino per il libro che ormai stava finendo di scrivere sui fatti di Dongo),incontrai una sera,a Cernobbio (CO) due partigiani. Uno di loro si chiamava Antonio Saldarini ( Fiamme Verdi)e l’altro,comunista della brigata garibaldina,non volle dirmi il nome.Ma a domande precise ebbe l’onestà di rispondermi altrettanto pecisamente (cosa rara per un rosso). Ebbene,proprio il partigiano comunista (rosso) mi confermo’che cio’ che a suo tempo già scriveva Pisano’ (e ne parlava pure il giornalista e storico Luciano Garibaldi) aveva fondamento. Si rifiuto’ di scendere dei particolari e capii che la cosa lo turbava non poco.Cosi,vedendo la sua chiara difficoltà a proseguire nel racconto,non volli insistere e lo ringraziai per la sua testimonianza. Riferii il tutto all’avvocato Zanella (che in quel momento stava finendo di scrivere il suo libro “L’ora di Dongo” edito poi dalla Rusconi nel 1993)e concordo’ con me che i fatti di Dongo e Giulino di Mezzegra andavano assolutamente riscritti. Non solo. Aprile 2005,60° anniversario fine II G:M:,Municipio di Dongo,tra le varie personalità presente all’evento,fu invitato il Partigiano Bruno Giovanni Lonati ( che ha pure scritto un libro:”Quel 28 aprile. Mussolini e Claretta: la verità” edizioni Mursia). Lonati,insieme ad un ex partigiano della zona di Forli ( ne parlo’ il settimanale “Oggi” tra il 1992-1993)’ stato fra i pochissimi ( se non l’unico) a tirare in ballo i servizi britannici.So soltanto che negli ambienti anpini Lonati fu fatto passare per pazzo,millantatore e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ( per averne prova rivolgiti all’Admiral-aspirante mozzo- Canoga.Lui sa come trattare certi “ufologi”,criptoantrozoologi quantistici etc. Lui si che se ne intende…..!!! ). In poche parole,fra i presenti nella sala del Municipio di Dongo,sentendo il racconto di Lonati,capirano piu’ che bene che la versione ufficiale ( avallatta pure dall’avvinazzato autista Gianinazza)fa acqua da tutte le parti.Lonati parlo’ del capitano britannico dell’MI6 John Maccarone.In realtà di “Maccarone” non aveva nulla e tantomeno di “John”.Si chiamava esattamente ( lo ripeto ancora) David Darrick Wilkinson,specializzato in operazioni del massimo segreto e anche nell’assassinio di capi di stati o di governi.Circa un anno fa,dagli archivi britannici sono usciti una lista di circa 500 ( cinquecento nomi)di spie al servizio di Sua Maestà Britannica ( mi raccomando: riferisci tutto perfettamente a Canoga),tra cui tantissimi italiani ( non a caso protetti poi dall’articolo 16 del dicktat,e non trattato di pace,di Parigi del 10 febbraio 1947).Tra questi,al nome di David Darrick Wilkinson è apparso,sulla sua cartella la dicitura “The most secret”.Allora? Cosa vogliamo di piu’ caro Pierangelo? Di che “ermetismo” parliamo? Casomai gli ermetici sono tutt’ora i Governi Alleati,vincitori della II G.M. a far sapere le cose ( ma non tutte) dopo altre 70 anni dalla fine della II G.M.Ma ti vorrei dare un’aiutino. Hai mai sentito parlare di un certo Luigi Liberatore? Hai mai letto il suo certosino rapporto sui fatti di Dongo in tutte le sue dinamiche?nel caso non l’avessi fatto ti consiglierei di farlo.Questo rapporto è stato riportato ne “I giorni dell’odio” Edizioni Ciarrapico 1981. Comincia a partire da li.Poi ( e te lo ripeto ancora) guardati bene,attentamente (senza pensare a Gianinazza e cavolccci vari)a cio’ che ha detto Don Luigi Barindelli,parroco di Giulino Di Mezzegra ( almeno fino a pochi anni fa).Vedrai,se veramente lo vuoi,che i conti ti ritorneranno….
    Saluti.E salutami pure il tuo amico Admiral Canoga.Mi raccomando…

    Ubaldo Croce

  25. Egr. mozzo, pardon lapsus calami, aspirante Admiral Canoga (che immagino non abbia neanche fatto il servizio militare prima di diventare pensionato-grafomane), forse sarebbe il caso che fornisse il Suo indirizzo ad Ubaldo Croce. Non crede? Amen.

    Alessandro De Felice

  26. Caro Ubaldo,
    basta elucubrazioni, fantasie, supposizioni, si dice, non mi ha detto il nome o mi hanno detto ma non posso dirlo.
    Veniamo al sodo.
    Gradirei che tu mi rispondessi alle seguenti domande:
    1 – Tu citi l’agente dell’MI6 inglese David Darrick Wilkinson conosciuto con lo pseudonimo di John Maccaroni citato dal fu partigiano, di Legnano, Bruno Giovanni Lonati.
    Di questo agente gradirei conoscere i dati anagrafici.
    [a proposito di Lonati ti informo che nel suo libro, nella copertina, e in TV ha indicato, come luogo dell’uccisione di Mussolini, l’angolo di una via che nel 1945 non esisteva e che fu costruita negli anni ’70!]
    2 – Il luogo, giorno e mese del 1952 in cui fu ucciso David Darrick Wilkinson e una pagina di giornale che ne tratta.
    Il nome degli eredi di questo agente (che vivono all’estero) e che [OVVIAMENTE] non ti autorizzano a farne il nome. [e questa sarebbe una testimonianza o prova]
    3 – Il nome dell’agente italiano che assassinò a sua volta l’agente inglese Wilkinson.
    4 – Il nome dell’italiano che vive all’estero e che ha avuto il nonno con grande responsabilità nei servizi segreti italiani prima e durante la IIa guerra mondiale.
    Ti informo , inoltre, che alla villa di James Henderson non arrivò nessuno “la sera prima”. Me lo hanno testimoniato il giardiniere ed i custodi della villa, di cui posso indicare i nomi, come pure posso indicare i nomi di tutti gli ospiti della villa in quel giorno.
    [A proposito di James Henderson sappi che non era né fratello né lontano parente di Sir Nevile Meyrick Henderson]
    5 – dati anagrafici di Eugenio Saldarini , Fiamma Verde, ultima persona da te citata e albo elenco fiamme verdi
    Caro Ubaldo, non nasconderti dietro top secret, most secret, documenti secretati e non consultabili, perché il tempo è scaduto, in Italia, come pure all’estero. A meno che, come nel famoso carosello: basta la parola.
    A me, e lo dico col massimo rispetto, la tua parola non basta, come pure quella di chi trasforma le sue dotte ipotesi in tesi senza documentarle. E ritengo non basti neppure a coloro che ci leggono!
    Rimango in attesa di tue documentate risposte.

    Sincerly
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

  27. Caro Pierangelo,
    le elucubrazioni le puoi leggere altrove e non da me.Poi,vedo che purtroppo NON sei attento a cio’ che leggi.E soprattutto ignori completamente che cosa è veramente l’ambiente dei servizi segreti.Lo si vede.Ma ,naturalmente non te ne faccio una colpa.Ci mancherebbe.Per quanto mi riguarda non mi nascondo dietro nulla,perché c’è poco da nascondere.
    Rispondo alle tue domande.
    1) Il partigiano Lonati,non mi risulta essere di Legnano ma della provincia di Brescia.Sul fatto che lui abbia confuso il nome di una via non fa alcun testo.Lo so che ti dispiace ma è cosi.E a proposito di Lonati.Un’altro partigiano,che si chiamava Ferdinando Orsi ( che doveva essere di Forli o Imola) diede sulla Rivista “Gente” o Oggi” ( purtroppo non ricordo bene esattamente quale delle due,ma sono sicurissimo che l’intervista fu data ad una delle due testate)parlo’di quest’agente inglese,che avrebbe partecipato all’assassinio di Mussolini. Mi ricordo che Giorgio Pisano’ lo contatto’ma lui,Orsi,non seppe aggiungere altri particolari.Disse che non era sul lago di Como in quei giorni del 27 e 28 aprile del 1945,ma che seppe,da fonti segrete partigiane come erono effettivamente andate le cose.Questo Ferdinando Orsi,diceva che lui era un’infiltrato nella RSI.
    2) Dell’agente “John Maccarone”,alias David Darrick
    Wilkinson,non sono al momento possibilitato ad avere i suoi dati anagrafici e tantomeno parlare con suoi eredi.So solo che il nome è reale e questo agente ( mi dispiace per te) è veramente esistito.Per farti togliere ogni dubbio chiedero’ al nipote dell’agente italiano che lo assassino’ di parlarne con te.Cosi capisci che cosa significa l’ambiente degli agenti segreti ( di cui ti consiglio di andarci molto cauto,un vero ambiente di vipere).L’agente Wilkinson è stato assassinato,presso la sua abitazione di Londra nel mese di giugno ( se ben ricordo) 1952.Appena mi contatterà chi di dovere ti diro’ anche il giorno. Ti diro’ altresi che negli ambienti degli servizi inglesi si resero conto che quel delitto fu fatto da un agente italiano per vendetta. Capirono,incassarono il colpo,zitti e mosca.
    Cosi,da sempre,si agisce in quegli ambienti.Ieri come oggi.
    3) Per quanto riguarda il nome dell’agente italiano che lo assassino’ al momento non lo posso sapere.Ti dico solo che il padre di questo conoscente italiano,nipote dell’agente italiano di cui ti dico, è stato assassinato mentre indagava sui veri mandanti dell’assassinio dei giudici Falcone e Borsellino (che non è affatto stato,come molti utili idioti credono,ordinato da Toto’Riina….!!!).E quindi potrai immaginare lo stato d’animo di questa persona che mi ha raccontato questa tremenda storia.Ti dico solo che una alta carica dello Stato italiano,avallo’ l’esecuzione del padre di questo mio conoscente,nipote del suddetto agente di cui sopra. Quell’alta carica dello Stato è stato un presidente della repubblica italiana.L’agente in questione,che assassino’ l’agente Wilkinson è stato addestrato da un agente della fu Regia Marina,il capitano di corvetta Pompeo Aloisi,famoso,nel mondo dell’intelligence,per aver violato,il 24 febbraio 1917,i documenti segreti custoditi nel Consalato Imperiale austro-ungarico di Zurigo,in cui i nostri agenti,grazie alla grande perizia di del Comandante Aloisi
    riuscirono ad impossessarsi dei nomi delle spie austriache (n tra cui anche diversi italiani al loro soldo) che operavano in Italia in quel periodo della I G.M,compiendo diversi sabotaggi etc. Per il fatto che questo signore ( che mi ha conosciuto tramite la rete,per via di certi miei video,che lo hanno molto incuriosito sulla mia persona)non mi vuole ancora dire qual’era il vero nome di suo nonno è solo per una questione della sua sicurezza. Tanto è vero,che mi ha sinceramente detto che il nome con cui si fa chiamare da ne,non è proprio quello suo.Pero’ se proprio vuoi potrei farti mandare da lui un suo rapporto in merito. Poi gli puoi fare le domande che vuoi e capirai anche tu.
    Sono molto informato di cio’ che accadde nella villa Henderson. Ma secondo te ,quegli agenti si sarebbero dovuti presentare ai giardinieri e ai custodi dicendogli:” Scusate signori,siamo qui per assassinare Mussolini,ordine di Sua maestà Britannica e del Suo Primo Mininitro Wiston Churchill. Preparateci una camera con un bel bagno caldo e del thé”? Ma ti rendi conto di cio’ che affermi? Svegliamoci un poco per favore.Non so se l’Henderson della villa di Tremezzo era fratello o parente o no dell’Henderson Ambasciatore a Berlino nel 1939. Io ho letto da piu’parti che sarebbe stato suo fratello. Che poi non lo sia stato cambia poco nel quadro della faccenda.I dati anagrafici di Antonio Saldarini ( e non Eugenio) li potresti reperire nel Comune di Cernobbio ( dato che lui quella sera che mi incontro’ si presento’come residente a Cernobbio). Ma ce n’era un’altro che sapeva molto bene come effettivamente andarono le cose a Giulino. Era l’agente della fu regia Marina Italiana Edvidio Salvarezza di Brunate. Mi racconto’la faccenda ( ma si rifiuto’ di dirmi tutto,perchè aveva ancora molte paure)esattamente nel mese di maggio 1992,presso al sede dell’Associazione Marinai d’Italia,a Como,presso lo stadio Sinigaglia.Allora ,non mi resi conto del suo racconto e delle sue paure.Facevo fatica a crederci.Ma dopo che mi incontrai con Saldarini pensai di rintracciarlo.Telefonai a suo figlio ( cosi si qualifico’ al telefono la persona che mi rispose) e lui,Edvidio Salvarezza,mi chiese cortesemente di non disturbarlo.Aspettai del tempo,lo richiamai tempo dopo,mi rispose sempre il figlio e mi comunico’ che lui,il padre, purtroppo era già passato a miglior vita.
    Naturalmente,le parole non bastano,ma abbiamo tutti un cervello per ragionarci sopra.In modo razionale naturalmente.
    E poi che cavolo scrivi a fare “Sincerly” ?
    Ma da quando in qua si saluta in quel modo?
    Scrivi “saluti” che fai bella figura.Fai come me.
    Un caro saluto Pierangelo. E mi raccomando.Stai lontano dagli anpini,spegni la Tv,non leggere i giornali e usa il cervello.
    Fa bene alla salute. I primi tempi si sta un po’ male,ma poi,abituandosi,facendo del sano esercizio ci si sente meglio.Si comincia a cercare di meglio e ti vien voglia di letture sane,indicative e si migliora nello spirito ( oltre che nella mente).
    Credimi e stammi bene.Capisci a me.

    Ubaldo Croce

  28. Pavesi, crede che io abbia la minima voglia di svelare a Lei (od a gente come il mozzo aspirante Admiral) le mie ricerche ed i documenti rintracciati prima di pubblicarle/i su un testo scientifico?? Se Lei crede che la verità su ciò che accadde a Bonzanigo di Mezzegra e dintorni e la posta in gioco fossero tutte interne e conosciute alle/dalle bande di semi-analfabeti partigiani comaschi della fine aprile 1945, allora ho l’impressione che quando finirò i miei lavori, a molti “signori” “accreditati” passerà completamente la voglia di ridere e si sentiranno tremare le gambe. Ha presente l’effetto che fa un uragano sulle formiche? Ah, dimenticavo: guardi che “cordiali saluti” in inglese si scrive “sincerely”, non “sincerly”.
    Molti saluti.

    Alessandro De Felice

  29. De Felice, è’ esatto che “cordialmente” in inglese si scrive “sincerely” e chiedo venia. Qualsiasi lettera deve essere riletta nei minimi particolari ed io, colpevolmente, non l’ho fatto. Per il resto , non mi sembra di averle chiesto di svelarmi le sue ricerche e i suoi altezzosi argomenti non mi interessano. Il nostro epistolario finisce qui .
    Sincerely
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

  30. Caro Croce,
    Alle mie domande non hai dato alcuna esatta risposta, ne prendo atto e mi dispiace (per te).
    1) Giovanni Lonati è nato a Legnano e deceduto a Brescia. Ha indicato, per iscritto, in TV, e in pubblica conferenza (io c’ero) cose completamente inesatte; non ha fornito alcuna testimonianza e nessun nome riscontrabile.
    2) Di David Darrik Wilkinson o John Maccarone, al momento, non sai rispondere. Ne prendo atto.
    3) Per quanto riguarda James Henderson, della sua persona, della sua villa ad Azzano, di chi l’abitava in quei giorni, constato che sei totalmente disinformato.
    Ti ringrazio per i consigli. Fine della trasmissione; riprenderà, se riprenderà, quando fornirai documenti, testimonianze, dati, fatti inoppugnabili. Non basta la parola.
    Sappi che quanto io ho scritto nel mio saggio, è dispiaciuto molto ai comunisti ed ai loro eredi, perché ho dimostrato, non ipotizzato, che Mussolini è morto da eroe.
    Sincerely (= cordialmente)
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

  31. Caro Pierangelo,
    hai poco da “prendere atto” o da “dispiacerti”. Vuol dire che non hai capito nulla,di nulla.Per la villa Henderson c’è poco da essere informato…Veramente poco. Se fai leggere cio’ che ti ho scritto a chi se ne intende di certe cose, ti saprà spiegare che non è come la pensi tu. Le notizie su Wilkinson sono state chieste a chi di dovere, ma averene di al momento non è possibile.E tutt’ora una faccenda molto delicata in Gran Bretagna E si puo’ immaginare il perché… Naturalmente se mi permetteranno di saperne di piu’ te lo ( e ve lo) faro’ sapere appena le ricevo ( le notizie). Mussolini non è morto da eroe ( come si vorrebbe far credere),ma ha fatto una morte che non si augura a nessuno. Altro che “morto da eroe”. Non ha avuto neanche il tempo di pensarlo. Chi mi ha descritto il fatto me lo ha ben fatto capire…Ho mandato un file,preso da un link di provenienza inglese, fattomi pervenire proprio da Londra,dalla persona che mi ha raccontato queste cose di cui ho fin qui scritto,a storia in rete. Li vi sono scritti i nomi di centinaia di agenti britannici e non ( soprattutto tanti italiani al loro servizio,tra cui il fu Generale Raffaele Cadorna) che operavano in Italia non solo durante la II G.M. ma anche prima. Forse non hai ancora capito che le guerre non le si dichiarono da un giorno all’altro,ma le si preparano anni prima ( il dossier Pietromarchi,se l’hai letto,ti dovrebbe far aprire gli occhi…). Avere documenti inoppugnabili da chi ha fatto l’agente segreto per operazioni speciali é impresa molto difficile.Quindi,bisogna ragionare su certi fatti e capirne la dinamica per arrivare ad una logica conclusione. Colui che mi ha raccontato cio’ che ho solo parzialmente riportato, mi ha fatto capire tante cose di quel mondo ( degli agenti segreti). La vera storia della II G.M. ( e non solo) la si capisce soprattutto carpendo cosa hanno svolto ( e tutt’ora svolgono) i servizi segreti,che sono la vera deus ex machina della politica estera e geopolitica del proprio paese.I britannici,che hanno dominato la scena mondiale per quasi tre secoli,sapevano ( e sanno tutt’ora) cosa fare e come fare. Ecco perché sono stati una grande potenza. L’Italia,invece,ha cominciato a fare seriamente la politica di grande potenza solo durante il ventennio. I nostri agenti ( come Dazo Guadagno,Aristide Tabasso,Amedeo Guillet,I colonnelli Puglisi e Bruttini,l’esploratore Raimondo Franchetti e altri ),hanno fatto dei veri miracoli. Hanno compiute imprese da far impallidire gli stessi servizi alleati ( vedasi il libro super censurato dell’agente della Regia Marina Aristide Tabasso ”Su onda 31 Roma non risponde”).Su questi agenti si sa pochissimo e spero che qualcuno ne possa far emergere la loro sopraffina intelligenza. Purtroppo per loro,erono al servizio di un paese,l’italia,che desiderava ( e tutt’ora desidera) rimanere insignifcante,accattona,serva,ruffiana e tira a campà… E la cosa piu’ grave è che lo stesso Capo del Governo,Benito Mussolini,nonostante fosse stato anzitempo avvertito del marciume esistente,nulla fece per neutralizzare la quinta colonna interna,che già da tempo aveva patteggiato la vendita del nostro paese (Duce incluso) all’allora futuro nemico ( gli Alleati). E questo è una cosa assolutamente incontestabile. Per farti capire che cosa intendo ti descrivo uno stralcio di cio’ che ha riportato nel suo libro “La tenda di Cassibile”,pag.195,lo storico Carlo De Risio :”Intervenne Goering, ministro dell’aeronautica germanica “comunicando di aver messo le mani anche su centinaia di ottimi aerei da caccia italiani…”. Hitler si mostrò scettico, ma Kesselring, comandante germanico nel sud Europa confermò la notizia e Hitler esclamò: “come hanno fatto quegli inetti a produrre cose simili?…” D’impulso Goering rispose: “per anni, gli italiani e il Duce ci hanno deliberatamente ingannato, accumulando aeroplani e materie prime. Il Duce si è mostrato così idiota che meriterebbe di essere fucilato…” L’uscita non piacque a Hitler, che si era sobbarcato grandi spese e sforzi per liberare Mussolini dal Gran Sasso, e che replicò: “la colpa va invece attribuita al Re e ai generali, che hanno preparato per lungo tempo il tradimento!”» Carlo De Risio – nel suo libro “La tenda di Cassibile”, pag.195, editrice Science Technology History, Roma 1993].Per la ragion di stato si fanno cose che definire criminali è dir niente. La morte,l’assassinio di Mussolini rientra in questo quadro. Non comprenderlo ( dato che le tracce ci sono) significa continuare a precipitare nel burrone della storia,con le sue infinite menzogne ( che oggi non le credono piu’ neanche chi le continua a scrivere per compiacere il potere dominante di turno).Quindi,credere che quattro poveretti di pseudo partigiani analfabeti,criminali (per tua informazioni,chiedi ai parenti degli scomparsi del pizzo di Cernobbio e ad altri scomparsi lungo il lago di Como e alla famiglia del partigiano,a libro paga inglese,Luigi Canali detto “Neri” e ai parenti di Giuseppina Tuissi detta “Gianna”), mangia lavarello a tradimento abbiano, fatto loro,solo loro,quel crimine,senza rendersi conto cosa facevano e a chi lo facevano,senza una chiara supervisione dei servizi alleati ( in particolar modo britannici) è molto peggio che essere ingenui. Vedi caro Pierangelo, continuare a dormire sulla neve,sognando che i porci volano è dannoso. Schiaccia ogni senso critico che non dovrebbe mancare a nessuno. Davanti a certe affermazioni e convinzioni che tu esprimi e ci credi,perfino la carica dei seicento diventa una ragionata esercitazione militare, logica e sensata.Spero di essere stato chiaro.Non solo per te ma anche a chi legge.
    Cari saluti.
    Ubaldo

    Ubaldo Croce

  32. Grazie Ubaldo per le tue prolisse, ma fuori tema, non risposte. La trasmissione è finita. Amen
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

  33. Caro Pierangelo,
    non sono proprio andato fuori tema,ma ti ho solo dato delle tracce.Quando capirai cosa significa parlare di servizi segreti e delle loro porcate non troverai mai,quasi mai,nessun documento o prove.Puoi essere solo fortunato se ne trovi uno che parla…Allora si…
    Amen e vai in pace.

    Ubaldo Croce

  34. Caro Ubaldo,
    Il Signore sia con Te.
    Pierangelo Pavesi

    Pierangelo Pavesi

Lascia un commento

*

* Attenzione: i commenti sono moderati. Storia In Rete si riserva la possibilità di non pubblicare commenti offensivi, lesivi dell'altrui reputazione, o comunque contro le leggi in vigore. In ogni caso, i commenti pubblicato non riflettono necessariamente la linea editoriale di Storia In Rete, che si impegna a stimolare e diffondere un dialogo il più possibile rispettoso di tutte le posizioni.