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Democrazia segregazionista: così gli USA trattavano gli schiavi “emancipati”

Queste incredibili immagini rivelano la vita degli afro-americani che alla fine della guerra civile era liberi solo nominalmente. Il tredicesimo emendamento abolì la schiavitù, ma alcuni ‘proprietari’ trovarono comunque il modo per mantenere vivo lo spirito della segregazione dopo il 1863.

di Ian Burns per “Mail On Line [1]”, traduzione da Dagospia [2] del 29 settembre 2017

 Agli schiavi liberi venne chiesto di continuare a lavorare nelle stesse piantagioni, la mezzadria fu un modo per saldare i loro debiti. In una foto del 1910 si vede un vagone carico di schiavi, 50 anni dopo la proclamazione di emancipazione, arrestati sotto le leggi di Jim Crow e costretti ai lavori forzati.

Forzati al lavoro

In altre gli afro-americani vivono ancora nei campi di cotone gestiti dai bianchi, le scuole per soli neri, l’identikit che ritraeva ‘il tipo criminale negro’ e il poster che spaventava i cittadini paventando un mondo in cui i bianchi avrebbero lustrato le scarpe ai neri.

Le immagini più crude sono quelle delle esecuzioni in pubblico: il corpo carbonizzato di 18enne in Texas, condannato per aver stuprato la moglie di un bianco, risale al 1916. Con le leggi di Jim Crow i neri finivano in carcere anche solo per aver imprecato accanto ad una signora bianca.

Philadelphia nel 1908

il corpo carbonizzato di un negro linciato nel 1916

il temuto mondo dei bianchi che servono i negri, propaganda del 1861

identikit negro criminale 1908

rhode island 1937

alabama 1939

scuola in georgia nel 1864

arkansas 1935

california 1898

texas 1900

california 1898

california 1898

georgia 1908

un linciaggio di un afroamericano 1916

famiglia afroamericana 1863

georgia 1908

schiavi in carolina del sud 1863