Storia in Rete n. 147, gennaio 2018

16 gennaio

La doppia faccia del tradimento: infami per qualcuno, eroi per qualcun altro, spesso nella storia coloro che furono additati come voltagabbana lo sono stati per essere capitati “dalla parte sbagliata” o per aver dovuto fare scelte inevitabili. Altri invece hanno scelto consapevolmente di pugnalare alla schiena amici, alleati, compatrioti. Un panorama complesso, come anche spiega Aldo G. Ricci nel secondo articolo di questo numero di “Storia in Rete”, che si arricchisce nel dibattito storiografico a partire da un nuovo saggio – “Sul tradimento” di Margalit Avishai – che rivaluta il collaborazionismo durante la Seconda guerra mondiale. Dimenticando però la RSI. Una dimenticanza a cui rimedia “Storia in Rete”, presentando anche documenti inediti sulla situazione degli ebrei durante gli ultimi mesi della guerra nell’Italia settentrionale.

E ancora sul “tradimento”, variamente declinato: da uno scandalo nell’Italia della belle epoque, l’arresto di un capitano dell’Esercito per aver venduto segreti militari ai francesi, al dibattito su Vittorio Emanuele III, re accusato (a sproposito) d’aver “tradito”, per finire con le proteste dei giovani del FUAN negli anni Cinquanta contro l’assegnazione di una cattedra alla Sapienza a un “articolo 16”, ovvero uno di quegli italiani che durante la guerra avevano cooperato con gli Alleati per favorire la sconfitta dell’Italia e che l’articolo 16, appunto, del trattato di pace proteggeva da ogni conseguenza legale…

Continua poi il dibattito con Pino Aprile sull’unificazione italiana: si parla questa volta del terremoto di Messina e Reggio, dei ritardi nei soccorsi e dei guasti della ricostruzione, delle fucilazioni degli sciacalli (o presunti tali) e di una inquietante idea: bombardare le macerie per evitare epidemie. Ma il bombardamento ci fu davvero? “Storia in Rete” ha un’idea diversa in proposito…

Si apre quindi il capitolo del centenario della Guerra civile russa: i primi fuochi del conflitto che insanguinò l’oriente accesi in Ucraina, ieri come oggi prigioniera della sua posizione geopolitica, e un ritratto del barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg uscito dalla penna magistrale di Mario Appelius.

Infine, “Storia in Rete” anticipa alcune tavole da un nuovo fumetto di prossima uscita che racconta la tragica storia di Norma Cossetto, la martire dell’Istria e la sua orribile fine nelle foibe.

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2 commenti


  1. la nostra rivista, con il numero di gennaio 2018, non cambiava nome il della testata?

    francesco d'accardi

  2. L’uomo propone, il Cielo dispone! :)

    emanuele

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