Un sorriso per Sarkozy. Quando la Storia ogni tanto salda i conti

21 marzo

Finalmente una bella notizia! La magistratura francese ha proceduto al fermo dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, accusato di aver preso una tangente di cinque milioni di euro dal defunto Raìs libico Gheddafi quando era ministro dell’Interno sotto la presidenza di Chirac. I soldi , in contanti, sarebbero stati portati in valigia diplomatica da Tripoli a Parigi, come lo stesso Gheddafi aveva più volte dichiarato al momento dell’attacco della Francia alla Libia (appoggiato poi da Gran Bretagna, USA e dalla riluttante Italia di Berlusconi). Inutile ricordare che da quella decisione derivò il crollo del regime libico e l’invasione di migranti nel nostro Paese. Si capisce ora il motivo della scelta di Sarkozy, divenuto, nel frattempo presidente francese. Non si voleva solo scalzare la presenza delle società petrolifere italiane dalla Libia, ma anche eliminare il testimone chiave della corruzione dello stesso personaggio. Come non ricordare a questo punto il sorrisetto malizioso che lo stesso Sarkozy riservò al povero Berlusconi nel 2011, alla vigilia del suo defenestramento, durante un incontro con Angela Merkel, quando gli venne chiesto dell’affidabilità dell’allora capo del governo italiano. Per una volta tanto la legge del contrappasso ha funzionato. E anche noi possiamo riservare un sorrisetto compiaciuto al ‘povero’ Sarkozy finalmente dietro le sbarre.

Aldo G. Ricci.

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