Storia in Rete n. 171, marzo-aprile 2020

26 marzo

In attesa che l’emergenza coronavirus termini e tutto il circuito editoriale e di distribuzione riprenda a funzionare, Storia in Rete esce comunque sia in formato digitale – pdf – nell’edicola virtuale di EzPress che nella versione cartacea.

Il nuovo numero di Storia in Rete dedica la copertina ai duecento anni dalla nascita di Vittorio Emanuele II, padre della Patria, dimenticato totalmente nell’Italia del XXI secolo. Un sovrano – spiega Aldo A. Mola ai lettori – che fu il vero motore del Risorgimento e non solo uno spettatore delle iniziative altrui.

Ma l’Italia non dimentica tutti gli anniversari: ce ne sono altri che celebra, ma anche qua con tutta una serie di amnesie “di comodo”. E’ il caso del 25 Aprile, ricorrenza nazionale che quest’anno arriva ai tre quarti di secolo invecchiando malissimo. Ne parlano Marcello Veneziani e Fabio Andriola.

Altri paesi, altre amnesie. Sebastiano Parisi racconta la rimozione della parte meno nobile ed eroica della guerra aerea durante il Secondo conflitto mondiale: nei paesi anglosassoni l’epica degli equipaggi dei bombardieri che hanno raso al suolo le città europee e giapponesi non ha ancora fatto i conti con la cruda realtà delle popolazioni civili massacrate dalla loro azione.

E se da una parte la storia condanna, dall’altra assolve o riabilita. E’ il caso del generalissimo italiano della Prima guerra mondiale, Luigi Cadorna, come ci spiega Aldo G. Ricci, o del re d’Inghilterra Riccardo III Plantageneto, protagonista dell’ultimo capitolo della Guerra delle Due Rose raccontata in un nuovo libro di Roberto Chiavini che Storia in Rete anticipa.

E ancora, la storia delle epidemie che hanno falcidiato l’umanità prima del Covid19 narrata da Massimo Centini e un’intervista di Erika Gallesi a Pupi Avati, regista che più d’una volta s’è cimentato con temi storici – particolarmente col Medioevo – e che ora intende raccontare Dante Alighieri in una nuova pellicola.

Infine, le cambiali scadute del colonialismo, un debito che le nazioni europee sembrano non dover più smettere d’essere chiamate a pagare nonostante il trascorrere dei decenni e le responsabilità delle superpotenze e degli stessi stati post-coloniali, come spiega l’ultimo libro di Marco Zacchera.

Tutto questo e molto altro su Storia in Rete n. 171!!

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5 commenti


  1. “emanuele: Non censuriamo nessun commento a meno che non sia contro la legge e di conseguenza ci esponga a chiusura…”

    Il mio commento non era contro la legge. Sono molto deluso.

    Socrate

  2. E’ una decisione diretta del Direttore. E la delusione è nostra nel leggere la “pochezza” e la volgarità di certi commenti.

    emanuele

  3. Grazie della risposta, puntuale e cortese. Mi sarebbe piaciuto discutere sul perché il mio commento vi è parso volgare. In quanto alla “pochezza” accetto la critica essendo assolutamente consona al personaggio in questione.

    Socrate

  4. Non penso si debba sollevare tanto scalpore sul taglio storiografico utilizzato. In fondo si tratta di una lettura tradizionale della storia – anzi di quella che un tempo era un po’ la vulgata del Risorgimento, propinata anche dal buon Silva ed a cui reagiva in parte,essendo un po’ più legato all’Economia Politica, il manuale del Bruni. Al fondo, il Sussidiario Elementare (ancora anni ’70) approfondito con testi di esperti…Storia Illustrata, esperti magari vicini a Casa Reale, al Piemonte – magari in modo in fondo autoprodotto, km zero… Troverei più interessante sondare quale ( profondo, evidentemente) segno politico abbiano lasciato – in un mondo mediatico e di filmoni preletti e preinterpretati per le verifiche di rito – i dati bruti, spesso ripresi da testi che un po’ tutti, forse in modo sbiadito, ricorderanno….Silvia GOI

    Silvia G.

  5. “I dati bruti” non credo abbiano lasciato “segno politico” importante. Forse qualche traccia (distorta) ma certamente non migliore di quello lasciato dal Corriere dei piccoli!

    Socrate

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