Scoperta a Rieti la villa dove nacque Vespasiano

12 agosto

In provincia di Rieti, nei territori dell’antica Sabina, è stata scoperta pochi giorni fa una straordinaria villa romana che, con molta probabilità, potrebbe essere la residenza di campagna di Tito Flavio Vespasiano. L’imperatore romano, di cui quest’anno si celebra il bimillenario della nascita, è colui che rifondò Roma, fece costruire il Colosseo, il nuovo foro, il Tempio della Pace e tassò i bagni pubblici che, con espressione colloquiale e irriverente, presero da lui il nome di vespasiani. Agli scavi sta collaborando un’equipe, formata da giovani archeologi e studenti dell’Università degli Studi di Perugia e della British School of Rome, coordinata dal professor Filippo Coarelli, docente di antichità greche e romane all’Università di Perugia, con il supporto della Soprintendenza Archeologica per il Lazio.

Elisa Ignazzi su

Nascosta sotto metri cubi di terreno, è venuto alla luce il perimetro di una villa dotata di sale di ricevimento, terme e colonnati. Nella sala principale è ancora visibile, perfettamente conservato, un pavimento con preziosissimi intarsi di marmi policromi, provenienti dalle cave del nord Africa. Lo splendore di questo ambiente, di altri due con pavimento mosaicato e le grandi dimensioni dell’intero complesso, hanno fatto pensare ad una villa imperiale e, per la geografica dei ritrovamenti, il collegamento con Vespasiano è stato facile. L’imperatore infatti nacque nel 9 d.C. nel villaggio reatino di Falacrinae (l’odierna Cittareale) da una famiglia di modeste origini. Da giovane si dedica alla pastorizia, prima di intraprendere una valorosa carriera militare che lo porta a Roma, dove regna dal 69 al 79 col nome di Cesare Vespasiano Augusto.

Con lui inizia la dinastia Flavia che garantirà all’Impero un’era di straordinaria sicurezza, ponendo fine a un periodo d’instabilità e devastazioni seguito alla morte di Nerone. Svetonio infatti scriverà: «…per tutta la durata del suo impero, non ritenne nulla più importante del consolidare lo Stato quasi umiliato e vacillante, e poi di abbellirlo (…) Realizzò anche nuove opere: il Tempio della Pace vicino al Foro e quello del divino Claudio sul Celio (…) inoltre l’Anfiteatro al centro della città…». Poco distante dagli scavi della villa sono stati ritrovati anche i resti dell’antica Falacrinae, grazie ad un’antica pietra con iscrizione romana del periodo repubblicano, ritrovata più di dieci anni fa da un contadino della zona. L’iscrizione incisa sulla pietra è un’ode che celebra la partecipazione di un abitante di Falacrinae alle guerre sociali del 91-89 a.C., il conflitto che oppose i Romani agli Italici.

Gli archeologi vogliono essere ancora cauti sulla recente scoperta, ma l’epoca, il luogo, l’unicità degli ambienti della villa e il fatto che non ce ne siano altre nei dintorni, tutto lascia pensare a una residenza appartenente alla dinastia dei Flavi.

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Inserito su www.storiainrete.com il 12 agosto 2009

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