W.A. Mozart fu ucciso da un’infezione batterica?

18 agosto

Sarebbe stata una banale infezione batterica a causare la morte prematura del compositore austriaco Wolfang Amadeus Mozart. Lo ha dimostrato uno studio dell’università di Amsterdam, Olanda, e dell’University College di Londra, guidati da Richard Zegers. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

da www.ansa.it del 18 agosto 2009

I ricercatori hanno preso in esame i registri di morte ufficiali conservati a Vienna e risalenti al periodo novembre 1791-gennaio 1792, a cavallo della morte del compositore austriaco avvenuta il 5 dicembre del 1791. Inoltre, sono stati analizzati anche i registri che risalivano allo stesso periodo dell’anno precedente e di quello successivo. In totale, nei periodi considerati, a Vienna morirono 5.011 adulti, di cui 3.442 uomini e 1.569 donne. L’età media di morte negli uomini era di 45,5 anni, mentre le donne vivevano di più, fino, in media, a 54,5 anni. Al tempo si moriva soprattutto di tubercolosi e malattie correlate, mentre al secondo posto per cause di morte c’erano malnutrizione e deperimento e al terzo l’edema. Secondo gli autori dello studio, in base anche ai sintomi e alle dichiarazioni di chi ha visto il cadavere subito dopo il decesso, a causare la morte di Mozart sarebbe stata un’infezione da streptococco che avrebbe infettato i reni causando una sindrome nefritica con edema. Intorno alla data di morte del compositore, infatti, tra i giovani viennesi aumentarono proprio le morti per causa di edema.

______________________________

Inserito su www.storiainrete.com il 18 agosto 200

Invia ad un amico Invia ad un amico     Stampa questo post Stampa questo post

Lascia un commento

*

* Attenzione: i commenti sono moderati. Storia In Rete si riserva la possibilità di non pubblicare commenti offensivi, lesivi dell'altrui reputazione, o comunque contro le leggi in vigore. In ogni caso, i commenti pubblicato non riflettono necessariamente la linea editoriale di Storia In Rete, che si impegna a stimolare e diffondere un dialogo il più possibile rispettoso di tutte le posizioni.