Pio XI, Pio XII e l’enciclica sparita

23 novembre

L’enciclica sparita divide gli storici. Il documento contro il razzismo e l’antisemitismo, che nel 1939 Pio XI non fece in tempo a pubblicare e il successore, Eugenio Pacelli, mise in un cassetto, solleva nuove polemiche. Uno fra i maggiori storici di Pio XII, Pierre Blet (91 anni), intervistato dal quotidiano della Cei “Avvenire” e poi ripreso dall’Osservatore romano, contesta la ricostruzione fatta da Panorama (44 e 45) sulla base dell’archivio del gesuita Robert A. Graham.
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da “Panorama” del 20 novembre 2009
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Non fu Graham a scoprire la bozza dell’enciclica, sostiene padre Blet, perché quel testo venne rinvenuto negli Stati Uniti solo nella seconda metà degli anni 60. Ma una lettera e un appunto autografi che Panorama ha trovato nell’archivio personale di Graham dicono il contrario. Lo storico racconta che nel 1962, durante un soggiorno in Germania, apprese per caso che il principale autore dell’enciclica sparita era stato il gesuita americano John La Farge. Perciò prese contatti con lui e si procurò la bozza del testo. Pochi mesi dopo padre La Farge morì. Padre Blet inoltre sostiene che nell’archivio di Graham ci siano solo i suoi diari. In realtà, oltre a questi, vi sono numerosi altri documenti raccolti in tutto il mondo. Spunta anche un dossier sul «protocollo di Auschwitz»: un lungo e sconvolgente memoriale redatto nell’aprile del 1944 da due giovani ebrei slovacchi fuggiti dal campo di sterminio e inviato alle autorità vaticane affinché denunciassero l’Olocausto. Documenti scottanti che meriterebbero di essere almeno inventariati per scongiurare manomissioni e sottrazioni. (Ignazio Ingrao)
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Inserito su www.storiainrete.com il 23 novembre 2009

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