Caravaggio: un documento dà la prova del luogo di sepoltura

5 dicembre

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, ha vissuto una vita turbolenta, conclusasi nel 1610 con una morte misteriosa. Gli studiosi dell’artista che dipingeva “con carne e sangue”, dibattono perfino sul luogo della sua nascita, che taluni storici fanno risalire, nel 1571, a Milano, mentre altri a Bergamo.

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da ANSA

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Sulla fine del grande pittore si erano profilate otto ipotesi, di cui l’ultima, quella del professor Maurizio Marini, storico dell’arte, esperto di Caravaggio, lo vuole fuggiasco da Napoli, gravemente ferito e in attesa della grazia papale per omicidio, sbarcato a Porto Ercole, dove al suo grave stato di salute si è aggiunta anche una febbre tifoide presa con cibo infetto. Caravaggio è così malconcio che viene ricoverato nel reparto femminile dell’infermeria di Santa Maria Ausiliatrice, dove muore nel 1610 e non, come riporta erroneamente l’atto di morte ritrovato nella Chiesa di Sant’Erasmo, nel 1609. L’errore anagrafico è dovuto al fatto, secondo Marini che “non era ancora stato introdotto il calendario gregoriano nell’area senese”. Tuttavia questo documento costituisce la prova che Caravaggio è stato seppellito nel piccolo cimitero di San Sebastiano, chiuso nel 1956. Tutti i reperti ossei del cimitero sono stati trasferiti in quell’anno nel cimitero di Porto Ercole, dove, presumibilmente, il Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali ha annunciato oggi a Roma, di aver concentrato le sue ricerche dei resti di Caravaggio, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. Il professor Giorgio Gruppioni, ordinario di antropologia all’Università di Bologna, coordinatore del comitato scientifico che se ne occupa, ha spiegato oggi come procederanno le ricerche, a cui collaborano oltre Bologna, le Università di Lecce, Ravenna e Pisa. La prima fase è quella della raccolta degli indizi per localizzare i resti. La seconda fase punta sulla ricerca dei resti nella cripta della chiesa di Porto Ercole. La terza, sulla datazione dei resti in base al test del carbonio 14. La quarta riguarda il reperimento delle informazioni sulle caratteristiche fisiche di Caravaggio. La quinta punta sull’analisi del dna dei resti ossei, comparata al dna dei discendenti maschi della famiglia Merisi. Sesta e ultima fase, la ricostruzione del volto del pittore.

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Inserito su www.storiainrete.com il 5 dicembre 2009

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