Storia in Rete numero 52, febbraio 2010

8 febbraio

cover 52

Storia in Rete di febbraio presenta ai lettori due esclusive inchieste sulle finanze segrete del Terzo Reich. La prima getta luce sui rapporti economici fra la Germania di Hitler e i grandi trust americani, in particolare attraverso una triade di banche che univa la famiglia Thyssen con Prescott Bush, nonno del presidente George W Bush. La seconda invece ripercorre le vicende ancora oscure dell’oro della Banca d’Italia trafugato dai nazisti nel 1943, portato a Fortezza (in Alto Adige) e poi fatto largamente sparire in Germania e banche svizzere. E ancora sui segreti del nazismo, la vexata quaestio sulla vera fine di Hitler: i resti a Mosca sono i suoi? Si suicidò o fuggì? Chiusa l’ampia parte dedicata alle vicende del Reich, si conclude l’analisi dei racconti di Montanelli sulla Finlandia, Mannerheim e un suo favoleggiato flirt nientemeno che con la futura regina d’Italia Elena del Montenegro. Storia in Rete presenta quindi Storiainfiera, la prima rassegna nazionale dedicata alla Storia: fra rievocazione, borghi antichi, cucina, il Bel Paese si racconta (e fa affari). E ancora, continua il racconto dell’avventura spaziale dell’Italia, a cura di Storia in Rete e dell’Agenzia Spaziale Italiana. Con un salto nel Barocco, il trecentesimo anniversario della nascita di Pergolesi permette di riscrivere la biografia del compositore de “la Serva Padrona”, mentre in Sicilia ci addentriamo fra i misteri oscuri dei Beati Paoli, i vendicatori del popolo di Palermo. Scienza e invenzioni, quindi: dallo scippo del telefono inventato autonomamente dagli italiani Meucci e Manzetti, alla bufala del “cronovisore”, che furoreggiò per qualche tempo sui giornali italiani degli anni Settanta. Storia in Rete anticipa quindi un capitolo di un nuovo saggio sulla storia di Fiume e – infine – inizia una collana di articoli dedicati alle figure dimenticate del nostro Risorgimento: prima puntata, Giuseppe Massari.  Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di febbraio!

Guarda la copertina di Storia in Rete numero 52

Leggi il sommario del numero 52

Gli oscuri affari fra la Germania di Hitler e Prescott Bush

Nazi-Gold: la vicenda dell’Oro della Banca d’Italia trafugato dai nazisti

Hitler il non-morto: suicidio o fuga?

Fantasioso Montanelli: Indro e la favola del tenente e la principessa…

Storiainfiera: l’Italia storica si racconta a Ferrara

L’avventura dell’Italia nello Spazio: puntata dodici

I Beati Paoli: oscura setta o vendicatori del popolo palermitano oppresso?

A tre secoli dalla nascita, una nuova biografia per Pergolesi

Così Graham Bell scippò il telefono a Meucci e Manzetti

La bufala della cronovisione

1919: e “Cagoja” ordinò di affamare Fiume…

Giuseppe Massari, il pugliese giobertiano che riunì l’Italia


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Un commento


  1. L’ipotesi che Hitler si sia suicidato è largamente plausibile con il carattere del soggetto, nonché con l’imbibbimento intellettuale della cultura nordica pagana, di cui tutto il nazismo era imbevuto, il quale parla del Wlahalla e delle saghe nordiche con cui si bruciano tutti gli effetti del re morto o suicida, talvolta ivi compresi i familiari. Sembrano –quindi- romanzate le ipotesi che il dittatore germanico sia sopravvissuto ed essersi rifugiato in Argentina; del resto se ciò fosse successo, l’istinto tedesco del dittatore sarebbe emerso nuovamente, magari per fare della terra peronista il IV Reich, oppure anche come personaggio in ombra, che dirigeva il presidente argentino. La politica di Juan Domingo Peron -invece- se la si analizza bene è molto più simile al fascismo che non al nazismo, più vicina alla socializzazione, tramite il giustizialismo. Di tedesco nella politica argentina di quegli anni, non si vede proprio nulla.

    Federico

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