Scoperto uno scheletro di un asiatico in cimitero antico romano

16 febbraio

Il team di ricercatori della canadese McMaster University, condotto dall’antropologa Tracy Prowse, ha eseguito delle analisi del DNA e degli isotopi dell’ossigeno sui 70 scheletri finora scoperti nel cimitero Romano di Vagnari, in Puglia. Con grande sorpresa, si è scoperto che l’ascendenza materna di uno di questi, un uomo, provenisse dall’Asia orientale; a quanto pare, è il primo caso del genere nell’Impero romano.

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da IL FATTO STORICO del 27 gennaio 2010

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In ogni caso, sembra che questo contatto con l’Oriente non andò a buon fine. Allora Vagnari era una tenuta imperiale e almeno alcuni dei lavoratori lì impiegati (la maggior parte, secondo le analisi degli isotopi dell’ossigeno, nati in quella zona) erano schiavi. L’uomo con l’ascendenza asiatica-orientale era forse uno di questi.

Nella sua tomba sono rimasti solo una parte dello scheletro e un recipiente di ceramica, datato tra il I e il II secolo d.C. L’analisi del DNA è basata sul DNA mitocondriale (mtDNA) – ovvero il materiale passato da madre a figli. Passando di generazione in generazione, questo subisce mutamenti e permette di classificare gli individui che hanno subito cambiamenti analoghi in ‘aplogruppi‘ – spesso collegati a determinate aree geografiche. Questa tecnica è usata per mappare la diffusione degli esseri umani nel mondo.

L’uomo trovato nel cimitero ha un DNA appartenente all’aplogruppo D – appunto, quello dell’Asia orientale. Quello che non si conosce, però, è l’ascendenza paterna. E i ricercatori non possono neanche dire da quale parte specifica provenissero gli antenati della mamma né quando questi lasciarono l’Asia: insomma non sappiamo se il viaggio venne compiuto da lui o da un antenato.

Collegare questo individuo al commercio di seta tra Cina e Roma è un’idea. Tuttavia, sebbene la seta fosse prodotta in Cina, si pensa che a compiere gli 8000 chilometri di tragitto fossero degli intermediari. In effetti non ci sono molte prove che qualcuno proveniente dalla Cina sia mai arrivato in Italia durante l’antichità. E comunque è improbabile che un eventuale ambasciatore orientale fosse finito a lavorare in una tenuta imperiale.

Sito del Vagnari Project: http://www.shc.ed.ac.uk/Research/vagnari/

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Inserito su www.storiainrete.com il 16 febbraio 2010

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