Storia in Rete numero 54, aprile 2010

13 aprile

Storia in Rete di aprile dedica un ampia sezione iniziale ad alcuni degli aspetti oscuri della politica estera di Mussolini, dalla scoperta di un servizio segreto creato dal Duce a Salò per contrastare il tentativo tedesco di annettere il Trentino-Alto Adige alla poco nota – ma molto istruttiva – vicenda della “Linea Non-mi-fido”, la fortificazione del confine al Brennero portata avanti dal 1940 al 1942 in piena alleanza italo-tedesca. E ancora l’ultimo Mussolini, oscillante fra pensieri di morte e disfatta e fisso agli “assi” che ancora gli restavano nella manica e la vicenda dei documenti che forse erano quegli “assi” e che finirono in mano inglese. E – infine – la storia di De Agazio, uno dei primi giornalisti ad indagare sulla sorte di quei documenti, assassinato nel 1947 perchè giunto troppo vicino a verità scottanti. Chiuso il lungo “dossier Mussolini”, Storia in Rete torna ad occuparsi di Risorgimento, con un ritratto di Luigi Luzzatti e quindi con la 14^ puntata della storia dell’astronautica italiana si avvicina al momento clou della nascita dell’Agenzia Spaziale tricolore. Storia in Rete quindi getta uno sguardo sul lato oscuro di Salvator Allende, quando – nella sua giovinezza – il futuro campione della democrazia cilena (e mondiale) sosteneva tesi eugenetiche. Dal Cile a Vienna, dove si celebra il più grande condottiero italiano del Settecento, il Principe Eugenio di Savoia, e ancora il secondo dei ritratti dei fratelli di Napoleone, Luciano Bonaparte, testardo e nobile oppositore dell’Imperatore dei Francesi. Infine una sconsolata panoramica del massacro della storia di Elisabetta di Baviera – conosciuta come “Sissi” – compiuto dalla recente fiction RAI.

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Un commento


  1. A proposito delle ‘carte-Mussolini’ scomparse a Dongo, segnalo l’ interessante rivelazione di Maurizio Valenzi, ex-sindaco di Napoli ed ex-dirigente comunista del dopoguerra scomparso centenario un anno fa, contenuta nel memoriale ‘Confesso che mi sono divertito’, Tullio Pironti Editore 2008, Napoli. Egli ricorda di avere re-incontrato, dopo 50 anni dalla sua conoscenza, l’ ufficiale dei servizi inglesi PWB che, a Napoli, provvedeva dopo l’ 8 settembre, alla logistica del PCI stesso: mettendo a disposizione somme per le case, le sedi, gli alimenti, gli stipendi dei dirigenti ecc…Questi, tirando fuori uno sbiadito fazzoletto tricolore con sigla CLNAI, gli confessa essere un reperto di Dongo, portsto da lui a Londra ‘insieme ad una cassa di documenti’ reperiti sul posto.
    GC

    gianni caroli

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