Morto l’ambasciatore sovietico protagonista della crisi di Cuba

19 aprile

E’ morto a Mosca il 6 aprile scorso uno dei più importanti protagonisti della guerra fredda: l’ex ambasciatore sovietico a Washington Anatoly Dobrynin. Il diplomatico aveva 90 anni ed è stato uno degli attori principali durante la crisi di Cuba. La notizia è stata data dal quotidiano russo “Kommersant”, proprio nel giorno della firma tra Russia e Usa per il nuovo trattato Start, l’accordo per la riduzione delle armi strategiche offensive.

Dobrynin è stato uno dei più grandi diplomatici sovietici: dietro le quinte contribuì a prevenire la guerra atomica e a ravvicinare l’America e l’Unione Societica. Dal ’62 all’86, fu inviato del Cremlino a Washington: a lui, da Kennedy a Reagan, vennero aperte le porte della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato. Parte dei retroscena apparvero nelle sue memorie: “In confidenza”, pubblicate nel 1995 in America.

Dobrynin entrò al Ministero degli Esteri nel 1946: ha lavorato sotto i ministri Vyacheslav Molotov, Dmitry Shepilov e Andrei Gromyko. Ma fu la sua mano il 27 ottobre 1962 a firmare l’accordo con il presidente USA John F. Kennedy per la rinuncia alle installazioni missilistiche a Cuba, in cambio dello smantellamento delle rampe di lancio statunitensi in Turchia e Italia, e della garanzia di non intervento contro Cuba.

In una dichiarazione ufficiale del Cremlino il presidente russo Dmitry Medvedev lo ha definito “una leggenda” della diplomazia russa, mentre il primo ministro Vladimir Putin ha chiamato Dobrynin “un esempio di dedizione al servizio della Patria”.

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inserito su www.storiainrete.com il 19 aprile 2010

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