Megaliti inglesi di Dartmoor legati a culti della morte?

19 aprile

Nell’ultima uscita della rivista inglese “British Archaeology” lo studioso Mike Pitts ha elaborato una teoria sulla possibile destinazione di un complesso megalitico precedente Stonehenge, e datato con sicurezza 3.500 anni prima di Cristo. Secondo l’archeologo “l’impressione generale” che si ha osservando i megaliti e i ritrovamenti archeologici nei pressi (in particolare grandi quantità d’ossa di maiale abbrustolite) è che essi non fossero legati ad un culto solare – ossia alla venerazione di un Dio-Sole – bensì che il ciclo solare degli equinozi e dei solstizi fosse solo un sistema calendariale per gestire le ricorrenze. In particolare Pitts ritiene che “l’allineamento con i solstizi potrebbe avere qualcosa a che fare con un culto della morte”. Il passaggio del sole nei giorni a cavallo del solstizio d’Inverno – e quindi con le giornate più corte dell’anno – sembra collegato con un simbolismo di morte, mentre l’allungarsi del dì nei giorni corrispondenti all’odierno Natale con uno di rinascita.

La datazione delle pietre di Dartmoor è stata fortunosa: i megaliti infatti furono abbattuti e mai più rialzati (come invece è accaduto per Stonehenge) e il paragone fra le parti esposte all’aria e alla luce e quelle a contatto col terreno ha consentito di ricavare con una certa precisione l’antichità dei megaliti. Altri 81 siti archeologici sono stati rinvenuti nelle vicinanze del borgo inglese, uno dei quali – un tumulo funerario – secondo Pitts rafforzerebbe la convinzione che il complesso megalitico fosse legato a riti della morte o funebri.

______________________________

Inserito su www.storiainrete.com il 19 aprile 2010

Invia ad un amico Invia ad un amico     Stampa questo post Stampa questo post

Lascia un commento

*

* Attenzione: i commenti sono moderati. Storia In Rete si riserva la possibilità di non pubblicare commenti offensivi, lesivi dell'altrui reputazione, o comunque contro le leggi in vigore. In ogni caso, i commenti pubblicato non riflettono necessariamente la linea editoriale di Storia In Rete, che si impegna a stimolare e diffondere un dialogo il più possibile rispettoso di tutte le posizioni.