Polemiche in Francia per “assoluzione” di Vichy da parte di Le Pen

13 maggio

Jean-Marie Le Pen, leader dell’estrema destra francese, ha scaricato da qualsiasi responsabilità il regime collaborazionista di Vichy in merito alla deportazione degli ebrei francesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Uso alle provocazioni, il leader del Front National ha affermato nel corso di una trasmissione radio-televisiva che “gli ebrei francesi hanno beneficiato” dell’azione del governo diretto all’epoca dal maresciallo Philippe Petain e con sede a Vichy. “Fingere che il maresciallo Petain fosse responsabile della persecuzione degli ebrei durante la guerra è un’idea scandalosa”, ha affermato Le Pen. In passato Le Pen aveva fatto scandalo definendo le camere a gas naziste “un dettaglio della seconda guerra mondiale”. Taciuta a lungo, la responsabilità dello Stato francese nella deportazione degli ebrei di Francia era stata formalmente riconosciuta dal presidente Jacques Chirac nel 1995.

Dure le reazioni alle parole del leader del FN: Richard Prasquier, presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia (CRIF) ha definito “vergognoso” e “negazionista” il discorso di Le Pen. L’ex ministro e presidente onorario del Partito radicale della sinistra (PRG), Roger-Gérard Schwartzenberg, ha protestato contro le dichiarazioni del leader del FN. “L’indecenza Jean-Marie Le Pen è senza limit”, ha detto in un comunicato. “Il giorno che il nostro paese onora la memoria dei deportati, il presidente del FN (…) ha invece lodato Pétain, parla senza alcuna condanna delle leggi emanate contro gli ebrei e sembra ignorare che il rastrellamento della Vel d’Hiv è stato organizzato da René Bousquet, Segretario generale della polizia di Vichy, ed eseguito da ben 4500 poliziotti agli ordini dello Stato francese “, ha detto l’ex ministro.

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Inserito su www.storiainrete.com il 13 maggio 2010

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