In Armenia la più antica scarpa in cuoio della storia

16 giugno

La più antica scarpa di cuoio mai indossata da un essere umano è stata rinvenuta nel corso di una campagna archeologica in una caverna nella provincia di Vayotz Dzor, in Armenia. La scarpa – che è in perfette condizioni e risale al 3500 a.C. circa – è ricavata da un unico pezzo di cuoio conformato in modo da adattarsi al piede di chi l’avrebbe indossata, e presenta ancora tracce del grasso con cui era stata trattata, non si sa se per permettere una migliore conservazione del calore o per mantenere il cuoio in forma.

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“Non sappiamo se appartenesse a un uomo o a una donna, perché anche se la misura è piccola, approssimativamente una taglia 37 europea, poteva benissimo essere adeguata a un maschio di quell’epoca”, ha detto Ron Pinhasi dello University College Cork, primo firmatario dell’articolo pubblicato su PloS ONE in cui è illustrata la scoperta.

La conservazione delle scarpe e di diversi altri oggetti rinvenuti – fra cui diversi contenitori con i resti di cereali, albicocche e altre piante commestibili – è stata resa possibile dalla stabilità termica della grotta, caratterizzata da un freddo molto secco, e dal fatto che il suolo era ricoperto da uno spesso e compatto strato di sterco di pecora che ha “sigillato” gli oggetti.

“All’inizio abbiamo pensato che la scarpa e gli altri oggetti risalissero a 600-700 anni fa, considerato il loro buono stato di conservazione. E’ soltanto quando abbiamo eseguito la datazione al radiocarbonio in due distinti laboratori, a Oxford e in California, che abbiamo compreso che la scarpa era più antica di qualche centinaio di anni di quella che indossava Ötzi, l’uomo del Similaun”, ha raccontato Diana Zardaryan dell’Accademia delle scienze armena, che ha materialmente rinvenuto l’oggetto.

“In effetti ci sono notevoli somiglianze fra la tecnica di manifattura di questa scarpa e quelle rinvenute in altre parti d’Europa in periodi più tardi suggerendo che questo tipo di calzature sia stata usata per migliaia di anni in un gran numero di regioni ambientalmente diverse”, ha detto Pinhasi.

“Non sappiamo che cosa ci facessero le scarpe e gli altri oggetti nella caverna o a quale scopo vi fossero state collocate. Sappiamo che sul retro della caverna ci sono delle tombe di bambini, ma sappiamo ben poco su quell’epoca per poter dire perché quegli oggetti fossero lì tutti insieme”, ha concluso Pinhasi. (gg)

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Inserito su www.storiainrete.com il 16 giugno 2010

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