Assedio di Gaeta 1860-61. Revisionismo storico o sfascismo?

23 giugno

Il seguente video – che circola tramite il blog di Beppe Grillo – mette in luce alcuni controversi aspetti dell’assedio di Gaeta del 1860-1861, quando l’esercito piemontese schiacciò l’ultima resistenza dell’armata duosiciliana asserragliata nella fortezza campana di Gaeta.

Un episodio che senza dubbio è da rivalutare sotto vari aspetti, dall’eroismo dei difensori alla crudele determinazione degli assedianti. Ma è davvero necessario farlo nei termini di questo video?

Esagerazioni, errori marchiani (Garibaldi che dice “obbedisco” a Teano!), incongruenze, uso di una terminologia violentemente denigratoria (l’esercito piemontese chiamato “cialdinesco”) e la deformazione in senso negativo di eventi assolutamente normali (l’evacuazione dei civili in chiave spettacolaristica e come fosse un crimine di guerra)… tutti esempi di come non dovrebbe farsi la storia, e di come il passo fra revisionismo scientifico e uso politico della storia sia brevissimo.

Da vedere per capire quanto far male la storia possa far male al Paese, alla memoria condivisa, e perfino alla causa di chi vorrebbe seriamente revisionare e rivalutare il passato borbonico.

Immagine anteprima YouTube

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Inoltre ricorda di votare sul duecentesimo anniversario del Conte di Cavour! E’ stato ricordato adeguatamente o no?

E’ stato ricordato adeguatamente il 200° di Cavour?

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28 commenti


  1. Qui non si tratta di fare nessun sfascismo.E’ ora che gli italiani si appropriono della loro vera storia,qualunque essa sia,pure quella che non si aspettano.E’ ormai notorio che il risorgimento cosi come fu concepito e fatto fu un’atto assolutamente criminale.Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario.l’Italia purtroppo vive su tre miti fondanti.Essi sono:il risorgimento,la marcia su Roma e la resistenza.Tre miti fasulli che ci sono stati raccontati in maniera truffaldina e ancora si continua a farlo.E’ ora di dire a chiare lettere che il risorgimento non fu voluto dalla stragrande maggioranza degli italiani.Fu imposto con la forza e la truffa.Tutti i plebisciti che avrebbero dovuto legittimare l’unità d’Italia furono solo delle miserabile farse,delle truffe in piena regola.La marcia su Roma fu soltanto possibile perchè Re Vittorio Emanuele III° acconsenti che si facesse.Se non lo avesse voluto si sarebbe sbarazzato delle camice nere in poche ore e poteva benissimo farlo.Tanto è vero che Mussolini,nonostante certi proclami volle aspettare il nullaosta del Re,che arrivo’ tramite il telegramma mandatogli tramite l’attendente del re generale Cittadini.Solo allora Mussolini si mosse e ando’ a Roma con la lista giä pronta dei ministri per fromare il governo.Per la resistenza invito tutti a leggersi il libro del capo partigiano di Cesena Francesco Morandino di Cesena:”Il migliore ha la rogna”.E’ notorio che Morandino per protestare contro il finanziamento dato da Oscar Luigi Scalfaro agli istituti della resistenza si suicido’ tragicamente dandosi alle fiamme.

    Ubaldo Croce

  2. Che alcuni capitoli della Storia d’Italia si debbano conoscere meglio è indiscutibile. Che altri capitoli vadano riscritti pure.
    Ciò che è assolutamente ridicolo è farli riscrivere ad emeriti cialtroni come il signore che parla nel filmato che completa abitualmente con la fantasia alcune grossolane lacune della sua conoscenza e non si cura minimamente di curare l’enorme lacuna della sua buona educazione.

    Quanto al Re Vittorio Emanuele III agì secondo la prassi costituzionale. Conferì un incarico ad un deputato che si presentò alle camere.
    Quelle stesse Camere che fino ad allora furono incapaci di esprimere un governo decente votarono la fiducia ed i pieni poteri a Benito Mussolini.
    Ed aggiungo anche che fecero bene perché nessun altro avrebbe potuto fare meglio di lui in quel momento.

    ferdinando

  3. La Storia d’Italia andrebbe riletta in modo acritico e non ideologico per conoscere meglio molti episodi che influenzano ancora oggi gli aspetti politici-economici. L’evento di Gaeta, così come mostrato nel video, non fa luce in modo chiaro sulla storia del Risorgimento perchè tende a deleggitimare tutta la “piemontizzazione” del futuro stato italiano facendola passare come una sorta di “violenza politica” di Cavour in difesa, invece, di una specie di “resistenza del sud” che fu, in realtà solo una mera volontà a rimanere legati a privilegi politici-economici oramai retrogradi. Per quanto riguarda Gaeta, così come è successo nel febbraio del 1961 per il centenario dell’Unità d’italia, spero che questa città venga ricordata con la giusta considerazione per il ruolo che ha avuto non solo nell’episodio della resa, ma anche per il Risorgimento italiano in generale.

    Fabio

  4. Mi riferisco al commento di “Ferdinando”. Ho ascoltato con attenzione e concentrazione tutto il video e non ho mai sentito o visto qualcosa che non sia vero.Pertanto,caro Ferdinando, penso che la figura del “cialtrone” non possa essere individuata tra coloro che sono stati intervistati. Secondo me cialtrone è chi si “avventura” in giudizi storici senza aver cognizione della storia stessa (come mi sembra nel tuo caso).Tu mi devi spiegare come fa un Regno all’avanguardia nella penisola, dove si primeggiava per arti e cultura, dove si avevano i conti in regola, dove i primati peninsulari, continentali e mondiali non si contavano,ad essere ridotto in “schiavitù” con la scusa dell’unità dai cosidetti “Fratelli d’Italia” venuti a liberarli (da chi poi se il loro sovrano era nato a Napoli?). Fratelli d’Italia che ammazzarono con i loro criminali di guerra ( Bixio, Cialdini, Pinelli ed altri) circa un milione di altri Italiani (che non parlavano francesi), che distrussero interi paesi (Pontelandolfo,Casalduni, Scurcola ed altri ancora) e che causarono trenta milioni di emigranti in una terra che fino al 1860 gli emigranti li accoglieva.
    Prima di giudicare è meglio erudirsi sui fatti. Nupo (Nunzio Porzio da Napoli)

    Porzio Nunzio

  5. Fabio, ma quale “risorgimento italiano” e/o “unità d’italia” e quale
    “mera volontà a rimanere legati a privilegi politici-economici oramai retrogradi.” Cavour, quel bieco verme, aveva le idee chiare. Per pagare tutti i debiti che il piemonte aveva contratto gli servivano le floride casse del Regno delle Due Sicilie e servendosi
    dell’ “eroe dei due mondi” (ma quale eroe se in Uruguay è ancora ricercato)diede atto al suo progetto di “annettere e colonizzare” il Regno del Sud. Non “mitizziamo” quindi il risorgimento perchè non esiste. Esiste solo una guerra civile Italiana in cui i perdenti (che difendevano la loro Patria, la loro terra, le loro donne e la loro dignità ) furono chiamati Briganti.
    “….e Napoli che i barbari non vide mai,vide i garibaldini”
    ( Giacinto de Sivo )

    Se ti interessa saperne di più, prova a leggere il libro di Gustavo Rinaldi- ediz. Controcorrente- ” Il Regno Delle Due Sicilie- Tutta la verità “. E’ un libro molto esaustivo.

    Nupo da Napoli

    Porzio Nunzio

  6. Altro “mito” fondante della Repubblica, è la 1° Guerra Mondiale. Gli archivi si aprono ed i documenti dimostrano in modo inequivocabile che la “liberazione” di TN e TS era un pretesto, solo il 2% di quelle popolazioni era irredentista. 680.000 morti, debiti di guerra fino al 1988; non certo per i “territori irredenti” che furono offerti gratuitamente il 10 aprile del 1915. Ma l’Entente offrì di più; perciò il Regno d’Italia, ALLEATO della Triplice, firmò il Patto di Londra il 26 aprile del 1915. Il 5 maggio uscì dall’Alleanza avendo un patto firmato con il nemico, il 24 maggio dichiarò Guerra. Perchè volle la guerra? Per diversi motivi, ma non certo per “liberare” qualcuno.

    Wilhem T.

  7. Caro Porzio Nunzio, visto il tuo sincero amore verso il tuo paese e il popolo a cui appartieni ti consiglierei di emigrare verso un paese con una storia più cristallina e civile della nostra, sempre se lo trovi……

    Adriano Ciabani

  8. Egregio amico Adriano (Ciabani), queste di sotto sono sue parole in merito ad un commento del sign.Agostino: “Vorrei sapere dove ha attinto queste notizie il Signor Agostino. Ma ha una pur minima idea di chi e di cosa sta parlanodo o le spara a zero senza neanche sapere cosa dice?? Difficile a dirsi……”.

    Queste altre:..”Questo revisionismo filo borbonico e questa visione bucolica del Regno delle Due Sicilie sono assolutamente ridicole…E’ appurato storicamente che il Regno di Napoli era, in quel periodo, lo stato più reazionario d’Europa e la sua economia era a livello medioevale. Il latifondismo della peggior risma, la corruzione diffusa e la povertà dilagante della sua popolazione erano lo scandalo degli stati civili. Quanto alla sbandierata terza potenza economica europea il Regno di Napoli possedeva alcuni piccoli opifici che alla caduta del sistema protezionistico borbonico saltarono alla velocità della luce….Purtroppo molti errori sono stati fatti dopo l’Unità, e anche questo è un fatto storico innegabile ma, per piacere, non distruggiamo anche quel poco di buono che è stato fatto almeno per rispetto di quei tanti giovani “terroni” e “polentoni” che morirono a Palermo, a Milazzo e al Volturno. Che il loro sacrificio sia servito a qualcosa….
    A me invece, poi, consiglia di emigrare.
    Tutto ciò denota la sua estrema ignoranza sugli argomenti che tratta.Lei ha veramente bisogno di erudirsi in materia.
    Ma da dove tira fuori le corbellerie che dice? Ma provi a leggere De Sivo,Buttà,Campolieti,Savarese,De Tiberis,Ciano,Salera,Gulì, Rinaldi,Pagano,Selvaggi, Alianello(autore di tre capolavori,due dei quali furono oggetti di famosi sceneggiati televisivi quando la Rai era “libera”), Bartolini( che era piemontese)e tanti altri autori. Lei si è proprio immedesimato in uno di quei “soggetti” che, a suo tempo, misero in atto una propaganda spietata e fasulla per “denigrare”( e ci riuscirono) Il pacifico Regno Delle Due Sicilie.
    -“..alcuni piccoli opifici..” come Lei dice sono poi serviti per rimettere in sesto gli opifici del Nord e per ripianare i debiti contratti dal Cavour.
    Lei la vera storia non sa neanche dove abita. Si erudisca, provi a guardarsi i video su You Tube sui primati del Regno di Napoli mandati in onda sulla Rai da Piero Angela e figlio. Cosi, tanto per imparare qualcosa, provi a leggere il libro che ho consigliato a Fabio oppure “La storia proibita” di autori vari, 290 pagine, ed. Controcorrente.
    Per confutarLe tutte le sciocchezze che Lei ha scritto non basterebbe un poema.Le dico provi un poco ad informarsi su “FENESTRELLE”, altro che lager tedesco. I veri criminali di guerra sono stati i “piemontesi”.
    Nupo da Napoli

    Il sign. Agostino ha detto cose condivisibilissime e sacrosante!
    E’ Lei che è al di fuori della storia. La “mia Patria”(Regno delle Due Sicilie), era molto più Italiana dei “sardo-piemontesi”,i quali privileggiavano la lingua francese e in

    Porzio Nunzio

  9. Egregio Signor Nunzio ( Porzio ), prima di tutto vorrei farle i miei più vivi complimenti per l’ammirevole attaccamento a uno stato morto 150 anni fà. Vorrei precisare alcune cose. Seguirò sicuramente il suo consiglio e leggerò i testi da Lei così cordialmente segnalati. Contrariamente a quanto Lei pensa ed asserisce sono molto aperto ad una “rilettura” del nostro Risorgimento. Tanto è vero, e forse le parrà strano, che ho letto moltissimo riguardo questo argomento. Purtroppo rimango della mia opinione: Il Regno di Napoli era uno degli stati più reazionari d’Europa e uno tra i più arretrati dal punto di vista economico. E questo non lo dico io ma lo dicono le statistiche. In due cose il regno eccelleva in Italia: la flotta e l’esercito che però, alla resa dei conti, si rivelarono tuttaltro che all’altezza. A parte la Battaglia del Volturno e l’eroica resistenza di Gaeta l’esercito si sfaldò come neve al sole e non davanti ad un esercito regolare ma davanti ad una banda di “briganti garibaldeschi”. Come le dicevo sono aperto alla rilettura della nostra storia e non ho mai detto che il nostro risorgimento sia stato un esempio di condotta cristallina. Del resto quando si analizza un periodo storico bisogna, a mio modesto parere, calarsi nel periodo storico e valutare attentamente tutti i contesti all’interno dei quali accadono i fatti. Da quello che dice sembra quasi che il Regno del Piemonte avesse pianificato l’annessione del Regno di Napoli perchè bisognoso di rimpinguare le dissestate casse statali. Come ben saprà, Il conte di Cavour ( noto nazista ante litteram ) era totalmente contrario all’impresa dei Mille e cercò di ostacolarla in tutti i modi. Certamente saprà che molti dei volontari affluiti a Genova furono arrestati dai Carabinieri la notte prima dell’imbarco e saprà anche che Massimo D’Azeglio ( allora Governatore di Milano ) rifiutò la consegna delle carabine nuove di zecca raccolte dall’operazione ” Milione di fucili ” e i Volontari partirono quasi del tutto disarmati. Saprà anche che non potè bloccarli del tutto perchè c’era un forte timore di insurrezioni. E saprà anche che il nostro conte Camillo Kappler era fortemente pressato da Napoleone III che era totalmente contrario all’impresa e che la diplomazia francese fece interventi molto forti per impedirla. Saprà anche che il Governo nazista piemontese ricevette anche forti pressioni da Prussia e Russia a tale riguardo. In tutta questa bella situazione il nostro eroe che cosa avrebbe dovuto fare secondo Lei? E’ chiaro poi che a cose in corso la situazione sia completamente cambiata. Come Lei ben saprà in una Guerra accadono sempre fatti violenti e a volte anche crudeli e questo non lo dico io ma lo dicono decine di migliaia di anni di storia umana. La guerra è guerra! Non ci sono guerre senza morti o violenza. La “crudeltà” di Cialdini a Gaeta era dettata da precise esigenze diplomatiche e militari. Cialdini doveva fare in fretta perchè i francesi spingevano per chiudere la questione e Lei ben sa che tipo di sudditanza c’era allora fra Piemonte e Impero francese….Questo non significa che fece bene a fare quello che ha fatto ma fece esattamente quello che doveva fare ( che ci piaccia o no) Gli americani, durante l’ultima guerra, per accellerare la resa dell’Italia, bombardarono a tappeto le nostre città provocando la morte di decine di migliaia di morti fra i civili. Questa, purtroppo, è la guerra. Dopo aver letto la sua risposta e dopo aver saputo quante sciochezze ho detto e quanto sono ignorante mi pongo alcune semplici domande: se il regno di Napoli era quello che dice Lei e io ho detto solo sciocchezze come mai il Re concesse la Costituzione solo pochi giorni prima della fine mentre nel nazista stato Piemontese c’era già dal 1848? Come mai l’Esercito borbonico si sfasciò così facilmente e interi reparti disertarono o si sfasciarono o addirittura passarono al nemico? Come mai navi della flotta reale con armi, bagagli ed equipaggi al completo passarono al nemico? Come mai la stragrande maggioranza degli ufficiali borbonici fecero a gara per entrare nel nuovo Regio Esercito Italiano? ( soprattutto gli ufficiali Generali )Come mai Lord Palmerstone ( primo ministro inglese ) ce l’aveva tanto con il Regno di Napoli? (Si vada a leggere la sua relazione dopo un viaggio nel regno)Come mai nessun paese straniero si oppose all’annessione del Regno di Napoli al Regno D’Italia e tutti si affrettarono a riconoscere il nuovo regno? E’ veramente certo che il Regno di Napoli fosse così avanzato come Lei dice? La popolazione era felice? Come mai a quel delinquente di Garibaldi venne in mente di organizzare una spedizione in Sicilia? Non c’era forse in corso una rivoluzione? E contro chi era quella rivoluzione? Visto che il Regno di Napoli era così pacifico come mai le carceri erano piene di prigionieri politici? E come mai la flotta napoletana bombardò a tappeto Palermo provocando centinaia di vittime tra la popolazione civile ( forse è propaganda piemontese anche questa)? Forse gli artiglieri napoletani si erano sbagliati? E potremmo andare avanti così per ore e scrivere un altro poema ( oltre a quello con le mie sciocchezze). La verità è che la strada per capire a fondo un periodo storico è molto lunga e difficile. Ben vengano tutti i contributi possibili per appurare la verità storica. L’importante è non cadere nel radicalismo estremo che non porta da nessuna parte. Io amo l’Italia e la sua storia con le sue luci e le sue ombre. In particolare amo il risorgimento perchè per me rappresenta il momento in cui un popolo schiavo è riuscito dopo 1400 anni a ritrovarsi unito e indipendente. E’ questo che a me interessa. Lei non sarà sicuramente d’accordo ma per me è così. Quello che mi fa più male è vedere che alla fine dopo tante sofferenze ( due guerre mondiali, una dittatura orrenda, una guerra civile ) siamo ancora qui a discutere di Regno delle Due Sicilie, Di Granducato di Toscana e di Padania dando ragione a chi vorrebbe vederci divisi.

    Cordiali saluti e Viva o Re!

    Adriano Ciabani

  10. Chiedo scusa, nella mia estrema ignoranza ho commesso un altro errore. Lo stato più reazionario in Europa non era Il Regno di Napoli, ce n’era uno meglio, Lo Stato Pontificio del Papa Re, un altro fulgido esempio di democrazia!

    Adriano Ciabani

  11. Gentile Signor Adriano, ho letto con attenzione la sua lettera e, premesso che la “Mia Patria “ ( Il Regno delle Due Sicilie era una Nazione e pure all’avanguardia in molte cose nell’Europa, checchè ne pensa Lei) non è morta 150 anni fa, ma fu uccisa e squartata con la scusa della unione, nessuno può confutarle che Lei non abbia “letto moltissimo riguardo questo argomento”. Ma come Lei ben sa la storia la scrivono i vincitori, o meglio gli pseudo storici “prezzolati” da essi e mi dispiace che Lei “ha letto moltissimo” e pedissequamente solo quanto scritto da questi ultimi.
    Per questo io Le dico che tutto quello che lei ha scritto io potrei confutarglielo, con dati e documenti, punto per punto e allora non basterebbero cento pagine. Mi limito a ragguagliarla sul fatto che il “ Piemonte avesse pianificato l’annessione….rimpinguare le dissestate casse statali”.
    Il bieco Cavour, già dal 1854 progettò uno sbarco in Calabria.
    Si convenne… che il ministro avrebbe fornito cinquecento bersaglieri congedati dall’esercito, cento ufficiali, cinquemila fucili, due milioni di lire. L’imbarco sarebbe avvenuto in Sardegna, dopo la prima spedizione, altre si sarebbero succedute: riuscita l’inserruzione di Reggio,si attaccherebbe il fuoco a Messina e in tutta l’isola, si farebbero insorgere gli Abruzzi e la Basilicata…Alla fine i tre calabresi ( Romeo, Plutino e Mauro)…….Il conte di Cavour rimase soddisfatto e noi uscimmo pieni di speranze…
    Da Giovanni La Cecilia- Memorie storico-politiche dal 1820 al 1876. pagg.334-5.

    Lettera di Cavour al Ministro degli Interni (Urbano Rattazzi) del 1856.
    Parigi,9 aprile 1856 Caro Collega,……nell’uscire gli dissi: Milord ( a Clarendon, Ministro Inglese),
    sarebbe tempo di adoperare altri mezzi per quanto concerne il Re di Napoli. Mi rispose:”Il faut s’occuper de Naples et bientòt” Lo lasciai dicendogli: “J’irai en causer avec vous”. Credo di potergli parlare di gettare in aria il Bomba (Ferdinando II).
    E’ evidente il perseguimento criminale finalizzato all’aggressione e alla conquista manu militari di un altro stato.
    In quanto poi all’ ostracismo e al boicottaggio effettuato dai “piemontesi” alla partenza dei “Mille”,
    questa è la barzelletta del secolo.
    Il direttore generale della Compagnia sarda di navigazione RUBATTINO concesse i due piroscafi per la spedizione, il Piemonte ed il Lombardo solo dietro documento notarile garantito da Vittorio Emmanuele II. Lo stesso Cavour ebbe a dire, il 3 agosto 1860: “ senza gli aiuti d’ogni maniera dati dal Governo, il Generale Garibaldi non sarebbe partito….non sarebbero mai giunti in Sicilia e la spedizione…sarebbe rimasta sterile.” Carlo Tivaroni, L’Italia degli italiani- tomo 2 pagg. 279.

    Lei mi dice: ”….In una guerra accadono sempre fatti violenti e… crudeli…La “crudeltà” di Cialdini a Gaeta…….Cialdini doveva fare in fretta…..” Santo Dio, ma quanto mai il Piemonte aveva dichiarato guerra al Regno Borbonico, La guerra fù univoca, fu solo una vigliacca “aggressione”
    alle spalle e condotta in modo criminale. Non voglio dilungarmi, Le dirò solo che a Gaeta il Criminale Cialdini aveva i cannoni Cavalli e quindi con una portata superiore a quelli dei Duosiciliani, agiva perciò, in piena sicurezza, eppure per tre mesi ebbe filo da torcere e molte occasioni per evidenziare la sua inumana ferocia. Basti dire che mentre gli Ufficiali Borbonici stavano trattando la capitolazione a Mola di Gaeta (l’attuale Formia), lui non fece terminare i bombardamenti che durarono ancora per tre giorni ,con dispendio di molte altre vite umane , con il bombardamento dell’ospedale e quando saltò in aria la polveriera transilvania fece concentrare tutto il fuoco verso i soccorritori dei feriti, mentre gli ufficiali “piemontesi” che stavano concordando la resa con gli ufficiali Borbonici,si misero a gioire ed a brindare ( e per Cialdini eravamo noi i “Caffoni”).

    E che dire dell’ufficiale medico che si portava dietro che “scovava” i criminali e i “Briganti” misurando loro le fattezze del cranio ( A Torino c’è un museo “Il Lombroso” dove sono ancora raccolti i crani dei “criminali”. Può andare a visitarlo se crede, come può andare a visitare il più famigerato dei Lager piemontesi-Fenestrelle -).
    Per quanto concerne, invece, tutte le domande che mi pone ,come già detto, potrei confutargliele con dati e documenti alla mano tutte, nessuna esclusa anche se Lei in qualcuna, risulta impreciso.
    Infatti mi chiede: “Come mai Lord Palmerstone…….(……….un viaggio nel Regno.)
    Allora Le comunico che Il Palmerstone non è mai stato a Napoli. Ce l’aveva con il Regno perchè nel 1838 ci fù quasi una guerra per la questione dello zolfo in Sicilia e anche perchè una nipote del Lord si era fidanzata con un fratello di Ferdinando II che contro il volere del Re se la voleva sposare (consenso negato perchè non era di “sangue blù”) e per questo scappò in Inghilterra e fù diseredato. Ma la ragione principale erano le mire espansionistiche inglesi. Dopo essersi appropriata di Malta, puntava anche ad impossessarsi della Sicilia.
    La relazione di cui Lei parla, la famosa “Negazione di Dio” fu farina del sacco di lord William Ewart Gladstone che in un suo viaggio a Napoli parlò, in alcune lettere delle condizioni carcerarie del Regno. Carceri che poi Lui stesso, in seguito, dichiarò di non aver mai visitato ma che aveva scritto quelle lettere su sollecitazione del Palmerstone per denigrare i Borbone.
    Si ricordi , poi, che il Regno di Napoli fu il primo, in Italia a concedere la Costituzione (1848) e che la stessa non fù mai abrogata, Sicuramente il Regno aveva i suoi difetti, ne più e ne meno degli altri stati, ma su molti aspetti primeggiavamo, anche economicamente checchè Lei ne dica ( A tal proposito legga Francesco Saverio Nitti). La prima ferrovia in Italia (e non era il “trastullo” del Re, come dicono, ma era solo il primo tratto di un progetto già approvato). Il Primo Stato a portare l’acqua corrente nelle case. Il primo Stato a proporre una forma di socialismo con il “villaggio” di S. Leucio, dove si producevano le miglior sete d’Europa e i lavoratori, con le loro famiglie, abitavano in case costruite appositamente per loro e usufruivano anche di una forma di pensione.
    E tante,tante altre cose. Mi sembra di averglielo già detto, Su You tube provi a cliccare Regno delle Due Sicilie troverà tante belle cose.

    Oramai gli archivi stanno “eruttando” tutte le verità(e le nefandezze) tenute nascoste per 150 anni, fa niente che i “Savoia”, i loro archivi li tengono ancora ben segregati. Tutta la storia dell’Unità nazionale va rivista e va riscritta come effettivamente si è svolta. Allora, e solo allora,in nome della verità, si può rendere meno lontano il nord dal sud.

    “Senza l’aiuto di Palmerston, Napoli sarebbe ancora Borbonica, e senza l’ammiraglio Mundy non avrei giammai potuto passare lo stretto di Messina” Dichiarazione di Garibaldi aprile 1864

    “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili.Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia Meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”
    Giuseppe Garibaldi – lettera ad Adelaide Cairoli del 1868.

    “ Lo stato sabaudo è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando,fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio dim Briganti”.
    Antonio Gramsci. Ordine Nuovo del 1920

    “ E Torino, più non avendo da mangiare, venne a mangiar Napoli”.
    Giacinto De Sivo

    Nupo da Napoli

    p.s. La ringrazio per i cordiali saluti e anche grazie per il “ Viva ‘o Re”
    anche se quest’ultimo saluto è un po’ anacronistico. Andava bene per quei tempi e Stia sicuro
    che se avessi vissuto in quell’epoca, sarei stato “Brigante” anch’io.
    Cordialità, Nunzio Porzio

    Porzio Nunzio

  12. Gentile Signor Nunzio per prima cosa vorrei farle i miei più sinceri complimenti per l’approfondita conoscenza dell’argomento. Chiedo scusa per il mia errata citazione riguardo al Lord inglese che aveva redatto la famosa relazione. ( Mi trovo in ferie e non ho potuto controllare e non ricordavo esattamente ) Forse mi sono spiegato male. Quando dicevo ” di aver letto moltissimo riguardo questo argomento ” non mi riferivo alla solita letteratura ” prezzolata ” come la chiama Lei ma a testi, diciamo così, ” contro corrente “. Molte delle cose che Lei mi ha gentilmente segnalato le conoscevo già e, fortunatamente, anche grazie al lavoro di ricerca di molti studiosi stanno venendo a galla. Per quanto riguarda la pianificazione dei piemontesi circa l’invasione del Regno di Napoli del ’54 penso che fosse uno dei tanti progetti che Cavour mise in cantiere e che poi abbandonò. ( non ultimo quello riguardo i Balcani e l’Ungheria ) Nel ’60 Cavour aveva altri progetti in corso e penso che l’invasione del Sud non fosse per nulla nei suoi piani o almeno non fosse nei primi posti della sua personale lista. C’era poi lo scontro continuo con Vittorio Emanuele II circa la politica estera e penso che l’impresa di Garibaldi si sia inserita proprio tra le maglie di questo confronto. Cavour cercò veramente di impedirla anche se, visto anche il favore del Re, non potè fare gran che per impedirla. Gli arresti di Genova e il rifiuto di D’Azeglio non sono barzellette ma fatti reali sicuramente pilotati da Cavour. Quanto a Cialdini non vorrei che fosse passata l’idea che quanto da me scritto suonasse come una difesa o una giustificazione. Cialdini era notoriamente razzista nei confronti del Sud e lo dimostrò ampiamente durante la Guerra del Brigantaggio con i suoi scritti e, purtroppo, anche con i fatti. Per quanto riguarda Gaeta non mi dice nulla di nuovo. Quello che Lei ha citato con tanta precisione lo avevo già letto in più di una occasione. Quanto alla supremazia economica non nego che in alcuni settori il Regno di Napoli fosse all’avanguardia ma rimango dell’opinione che in generale fosse un paese arretrato specialmente in alcune zone del suo territorio. ( parecchi ufficiali piemontesi espressero dubbi sull’opportunità dell’annessione vista la situazione in cui versava molta parte della popolazione soprattutto nelle campagne ) E’ anche vero che la Costituzione strappata a Ferdinando II nel ’48 non fu mai abrogata ma è anche vero che non fu mai rispettata dai Borbone e sia Ferdinando sia suo figlio Francesco la ignorarono bellamente e i governi che si succedettero dal ’48 al ’60 furono tutti di stampo reazionario. Del resto la reazione di Ferdinando ai moti del ’48 fu piuttosto violenta. ( Le ricordo l’assedio di Messina )Le dico onestamente che il revisionismo borbonico radicale non mi piace come non mi piace il revisionismo “padano” della Lega. Ritengo, invece, che una rilettura della nostra storia comune alla luce di documenti certi e fatti reali sia la cosa migliore per far sentire nord e sud più uniti. Se poi questa rilettura potrà servire anche a ridare una giusta dignità storica al Regno delle Due Sicilie ben venga! Non ho una particolare avversione per il Regno di Napoli…Onestamente lo metto sullo stesso piano degli altri ” antichi Stati italiani ” che ritengo solo il risultato della polita temporale dei Papi nei secoli e il frutto di quello scandalo che fu il Congresso di Vienna. E ci metto dentro anche il Regno di Sardegna che solo per caso e forse per la lungimiranza dei suoi sovrani e dei suoi governanti si trovò a capo del movimento nazionale. Come avrà capito io vivo al nord e più precisamente nell’ex Ducato di Parma ( siamo cugini! )anche se provengo dal Granducato di Toscana. Un mio avo fu tamburino nella 2 Compagnia Santa Croce della Guardia Civica di Firenze comandata dal Barone Bettino Ricasoli. Le posso dire, in tutta onestà, che non rimpiango nessuno dei due!! Soprattutto non rimpiango lo stato in cui versava la nostra povera Italia ( o forse solo la mia..). Pensare che per andare da Napoli a Milano bisognava passare 5 diverse frontiere mi fa venire i brividi….La circolazione delle persone e delle merci era a dir poco ridicola. E cosa dire dei sistemi monetari, doganali, di peso e di misura….non ce n’era uno uguale all’altro! Vogliamo poi parlare della situazione politica? Gran parte degli Stati italiani erano politicamente soggetti all’Austria per non parlare di quelli che facevano parte integrante dell’Impero….Onestamente mi pare una situazione che non poteva e non doveva durare e stia sicuro che se avessi vissuto in quell’epoca sarei partito anch’io da Quarto quel 6 Maggio 1860…
    Cordiali saluti
    Adriano Ciabani

    Adriano Ciabani

  13. Caro amico Adriano,

    Penso proprio che la “figura” di Cavour l’affascina molto. Pure io penso che per il popolo del Centro-Nord sia visto e considerato come un grande statista. Purtroppo, noi del Sud, non possiamo pensarla cosi. Premesso che con gli altri stati che si unirono al”Piemonte” fù usata una politica diversa (furono rispettate le loro leggi, i loro usi e costumi, i loro sistemi di tassazione, ecc.ecc.. -forse perchè non c’era molto da rubare-), per il Regno delle Due Sicilie, invece, non fù unione, ma annessione, o meglio colonizzazione, terra di conquista, mercati da conquistare. Lei mi dice :” Per quanto riguarda la pianificazione dei piemontesi circa l’invasione del Regno di Napoli del ‘54 penso che fosse uno dei tanti progetti che Cavour mise in cantiere e che poi abbandonò.”
    Io Le rispondo che l’annessione del Sud era un chiodo fisso di Cavour anche perchè oltre al “tentativo” dei calabresi del 1854, nel 1856 il ns. Conte scrisse al suo Ministro degli interni Avv. Comm. Urbano Rattazzi questa lettera:” Parigi,9 aprile 1856. Caro collega, …..nell’uscire gli dissi
    Milord (a Clarendon, ministro inglese) ella vede che non vi è nulla da sperare nella diplomazia, sarebbe tempo di adoperare altri mezzi,..per ciò che riguarda il Re di Napoli. Mi rispose:”Il faut s’occuper de Naples et bientot”. Lo lasciai dicendogli:” J’irai en causer avec vous”. Credo poter parlargli di gettar in aria il Bomba ( Re Ferdinando).
    Il 10 marzo 1859, ancor prima che Ferdinando II morisse, a Torino si riunì il consiglio dei ministri, il quale decide ed approva la spedizione dei Mille ,deliberando anche tre voci di spesa e precisamente: Lire 40 mila per provviste e munizioni del Generale; Lire 12.500 ( non si capisce perchè) ; Lire1.137.000 per spese varie di vestiario e per i viveri.
    Il verbale è firmato da Cadorna e da Cavour. Era assente (perchè fuori Torino) il solo ministro delle finanze (e questo due mesi prima della partenza dei Mille).
    Ed ancora, il conte Gabaleone Ruggiero di Salmour (uomo di corte) nelle sue memorie scrive:” Debbo un fatto per provare che fin dal 1859 cavour pensava seriamente all’annessione del Reame di Napoli. Nell’ottobre di quell’anno…mi recai da Cavour…….facilmente avrebbero indotto il Re di Napoli a dare una costituzione al suo popolo. “Ma come” mi rispose “tu che sei di spirito cosi fine hai potuto pensare un istante che noi vogliamo che il Re di Napoli dia una costituzione? Ciò che noi vogliamo e che noi faremo è di prenderci i suoi stati”.
    Allora? È sempre convinto che la conquista del Regno di Napoli non fosse nei pensieri di Cavour?.
    Riguardo a Lei, l’avevo intuito che eravamo “cugini” perchè L’avevo impersonificata nel Vice Priore della Contrada Trinità di S. Secondo Parmense, sbaglio?.
    A proposito del Granducato di Toscana, voglio raccontarLe una storia. Nel maggio del 1785, Ferdinando I (e IV) si trovava ospite di Leopoldo I il quale non perdeva occasione per cercare di dare lezioni di governo al suo reale cognato. E dopo averlo “abbagliato” delle sue riforme, chiese a quest’ultimo, con tono beffardo, quante riforme egli avesse realizzato. – Nessuna- rispose Ferdinando. Si fece silenzio, poi Ferdinando, col suo dialetto napoletano gli chiese: “ ma tu hai molti napoletani al tuo servizio, nei tuoi stati?- Neanche uno, rispose Leopoldo. – Ebbene, sappi che io ho circa trentamila Toscani nel mio regno e persino nel mio palazzo. Ci sarebbero,fratello mio, se tu avessi insegnato loro a guadagnarsi il pane nei tuoi Stati?. Nuovo e profondo silenzio,ci pensò poi Carolina a sviare la conversazione.
    A proposito molti artisti partenopei stanno prendendo coscienza per cui molti loro lavori, tra il serio e il faceto, parlano e sviscerano gli argomenti di cui sopra. Per un quarto d’ora di svago e di divertimento ne consiglio, tra i moltissimi, due su YOU TUBE, uno serio, l’altro semiserio:
    Eddy Napoli (cantante di Renzo Arbore ) MALAUNITA’
    Paolo Caiazzo (comico-cabarettista ) MADE IN SUD

    Un saluto cordiale, Nupo da Napoli

    Porzio Nunzio

  14. Nupo da Napoli.
    p.s. nel commento precedente ho commesso un errore, il verbale del consiglio dei ministri del Piemonte la data è giusta (10 marzo 1859 ), è errata la partenza dei mille che avverrà 14 mesi dopo (maggio 1860 )

    Porzio Nunzio

  15. Caro Nunzio,

    quanto a ricerca vedo che non scherza, come ha fatto a ” beccarmi” subito? Sì, sono io. E’ tale l’amore per il mio paese che cerco in tutti i modi di preservarne le tradizioni e la storia anche attraverso un Palio Storico.
    Riguardo alla nostra discussione quello che proprio non riesco a capire è come Il nostro ” bieco ” Conte sia riuscito a fare tanti danni in così pochi mesi. Ricapitoliamo: il plebiscito è dell’Ottobre del 1860, l’Unità è del 17 Marzo del 1861 e Cavour muore il 6 Giugno dello stesso anno. ( otto mesi scarsi ). Considerando i mezzi di comunicazione e di trasporto dell’epoca e tenendo presente che Cavour non si mosse mai da Torino c’è da dire che fu veramente un fenomeno!!! Nemmeno Hitler e Stalin sono riusciti a far di meglio! Se il buon vecchio Adolf avesse studiato meglio la storia del famigerato Conte di Ebrei, Zingari, omosessuali, andicappati e comunisti ce ne sarebbero rimasti veramente pochi…..Io la vedo in maniera totalmente opposta. A mio parere se invece di andarsene a “spalare carbone all’inferno” così presto fosse rimasto alla guida del suo Paese ancora per qualche anno, probabilmente, le cose sarebbero andate diversamente anche per il Sud. La verità è che Cavour aveva idee assolutamente nuove ( per l’Italia ) in fatto di economia, di agricoltura, di trasporti e infrastrutture di rapporti fra Stato e Chiesa e se fosse riuscito a metterle in pratica ne avrebbe sicuramente giovato anche il Meridione. Purtroppo le cose non sono andate così….I governi successivi sono stati diretti da personaggi mediocri e di second’ordine e i risultati sono stati quelli che tutti conosciamo. Ritengo anche che una buona parte della responsabilità di quanto accaduto sia da imputare a una classe politica meridionale incapace, affarista e clientelare che, anzichè pensare al bene delle zone che rappresentavano, pensavano piuttosto al proprio interesse e a quello delle forze che li avevano votati. A mio parere il grande merito di Cavour fu quello di essere riuscito a unire tutte le forze che spingevano per l’Unità e a farle lavorare “insieme” per questo scopo. Del resto il suo sogno era l’unificazione e la perseguì con tutti i mezzi anche i meno leciti. Del resto si sa che in politica ” il fine giustifica sempre i mezzi “. Se l’unificazione fosse partita dal Sud per me sarebbe la stessa cosa….Il problema è che la monarchia napoletana non aveva una mentalità tanto aperta da poter recepire un messaggio del genere…..

    Cordiali saluti.

    Adriano Ciabani

    Adriano Ciabani

  16. Rispondo a Porzio Nunzio. l’Unità d’Italia è avvenuta per “merito” di Cavour, un liberale piemontese di mentalità aperta e di grande lungimiranza, politicamente molto distante dalle classi governanti meridionali, attaccate quasi esclusivamente ai loro privilegi. Senza Cavour, l’unita politica (quella economica non si è ancora realizzata!) sarebbe avvenuta chissà quando, considerando che già il 1861 rappresentava una data posteriore ad altre anloghe esperienze europee (il Belgio, per esempio, da sempre subordinato all’Olanda nell’ambito dei Paesi Bassi, ottenne l’indipendenza da quest’ultima 30 anni prima!). Che poi Cavour abbia “usato” Garibaldi per poter risanare le tasse dello stato piemontese, questo non toglie prestigio ad una azione politica che poteva venire solo dal Nord Italia. Se oggi, da Bolzano a Palermo, stiamo tutti insieme è merito di Cavour e della classe dirigete liberale del Piemonte, non certo del Sud che non aveva nè la mentalità ne l’interesse ad unirsi agli altri stati.

    FABIO

  17. Rispondo a Porzio Nunzio. l’Unità d’Italia è avvenuta per “merito” di Cavour, un liberale piemontese di mentalità aperta e di grande lungimiranza, politicamente molto distante dalle classi governanti meridionali, attaccate quasi esclusivamente ai loro privilegi. Senza Cavour, l’unita politica (quella economica non si è ancora realizzata!) sarebbe avvenuta chissà quando, considerando che già il 1861 rappresentava una data posteriore ad altre anloghe esperienze europee (il Belgio, per esempio, da sempre subordinato all’Olanda nell’ambito dei Paesi Bassi, ottenne l’indipendenza da quest’ultima 30 anni prima!). Che poi Cavour abbia “usato” Garibaldi per poter risanare le tasse dello stato piemontese è vero ma questo non toglie prestigio ad una azione politica che poteva venire solo dal Nord Italia. Se oggi, da Bolzano a Palermo, stiamo tutti insieme è merito di Cavour e della classe dirigete liberale del Piemonte, non certo del Sud che non aveva nè la mentalità ne l’interesse ad unirsi agli altri stati.

    FABIO

  18. Voglio fare i miei complimenti a questi due signori: Porzio Nunzio e Adriano Ciabani. Sono rimasto affascinato dal batti e ribatti. Siete un esempio per tutti, visto che avendo opinioni opposte mantenete la vostra posizione in forma totalmente civile.

    Io ho vissuto 18 anni a Gaeta e non conoscevo niente di ció che é stato menzionato nel filmato e di ció che é stato scritto da voi due, considerando che ho studiato 5 anni di elementari e 3 di scuole medie a Gaeta! Forse é il caso di obbligare/coscientizzare i professori/esse e maestri/e delle scuole gaetane a impartire un poco di storia della cittá!

    A voi due ringrazio molto per la lezione di storia e civiltá che ci hanno dato!

    Saluti Cordiali

    Alejandro Gonzalez Rispoli (attualmente in Nicaragua)

    Alejandro

  19. Ringrazio e saluto il sig.
    Alejandro Gonzalez Rispoli (attualmente in Nicaragua)

    e se si troverà in Italia agli inizi di Febbraio 2011 gli consiglio di partecipare all’incontro che si terrà in Gaeta i giorni 4-5 e 6 febbraio c/o hotel Serapo
    ” 150°della Malaunità. 1861:la menzogna dell’Unità d’Italia”

    L’incontro è aperto a tutti e con relatori illustri.
    Nupo da Napoli

    Porzio Nunzio

  20. Sono 150 anni che il Sud e’ diventato una colonia dei “poteri forti” del nord, Il Glorioso Regno Delle Due Sicilie fu conquistato con un atto di pirateria, dalla massoneria atea imperialista inglese, francese e piemontese, un vero colpo di stato, dove furono corrotti ufficiali borbonici a cominciare dagli zii paterni di Francesco II, e con la complicita’ di liberali e baroni latifondisti. Il Regno fu saccheggiato, depredato del suo Oro per togliere i debiti del piemonte e di cavour, speculatore e despota che vedeva nel popolo solo una massa da sfruttare. I prigionieri borbonici furono sterminati nel forte di fenestrelle e i loro corpi sciolti nella calce viva, i primi campi lager di vittorio emanuele II. MAI ci fu unita’, ma solo sfruttamento dei meridionali, l’unico vero PADRE DELLA PATRIA e’ il RE FERDINANDO II. VIVA L’INDIPENDENZA DEL SUD.

    luigi

  21. Ho preferito risparmiarmi la lettura di tutti i commenti (i primi due mi sono bastati). Vorrei chiedere a lorsignori: se tutto quello che ci hanno insegnato finora è una truffa e l’Italia è dotata solamente di falsi miti… in cos’altro dovremmo credere?
    Quelli che sembrano essere disposti a dare il sangue, pur di demolire e denigrare in maniera acritica ciò in cui gli altri credono (della serie: buttare il bambino insieme all’acqua sporca), perché invece non si decidono una buona volta a proporci qualcosa di proprio e a dirci cosa dovremmo – al condizionale – preferire, al posto del Risorgimento? In altre parole: se dobbiamo buttare via i “classici” libri di storia, in quale altro evento storico dovremmo riconoscere la nostra identità nazionale?
    Ce lo dicano, gentilmente, questi corifei del “ribellismo storico”, come li chiamo io.

    Riccardo Marini

  22. Approvato con tutto il cuore!!

    emanuele

  23. Per Riccardo marini.
    Visto che tu “preferisci risparmiarti le letture dei commenti” allora abbonderai sempre nell’ignoranza e quindi non meriti nemmeno risposte. Tieniti e crogiolati nel “tuo risorgimento”.
    Nupo da Napoli

    Porzio Nunzio

  24. Egregio sig. Porzio Nunzio,
    l’avere io ammesso di non aver letto tutti QUESTI commenti (qui pubblicati) non la autorizza affatto ad accusarmi di ignoranza! La informo che, per quanto il mio recente ingresso nel mondo degli studi storici me lo consenta, ho già letto svariati volumi sia “pro” che “contro” il Risorgimento. Ho scelto di non leggere tutti questi commenti perché ormai, inevitabilmente, sanno di “già visto”, “già sentito”, e non mi avrebbero apportato ulteriori conoscenze.
    Come io non ho avuto l’insolenza di accusare qualcuno di ignoranza, dato che non posso conoscere le competenze di ciascuno, così pretendo almeno che le mie parole siano prese come un invito, finalmente, a formulare delle critiche costruttive.
    La mia domanda era e rimane semplicemente questa: c’è forse l’intenzione di costruire qualcosa di diverso (magari di nuovo), sulle rovine del Risorgimento, oppure si preferisce sopravvivere sulle aride macerie o morire sotto di esse? Si immagini un panorama da post-conflitto nucleare: è questa la memoria storica che vogliamo lasciare ai posteri?
    Oppure: se il Risorgimento, per alcuni, è stato un periodo storico infernale insieme ai 150 anni di unità, cosa dovremmo fare? Riportare l’Italia com’era uscita dal Congresso di Vienna? O magari ad una fase ancora precedente?
    Se lei, sig. Nunzio, ha fatto una scelta di campo, non è mia intenzione denigrarla o cercare di convertirla, ma non per questo ritenga di avere in mano la verità rivelata, l’unica vera interpretazione giusta della Storia, come io, personalmente, cercherò di fare per quanto mi riguarda.

    Riccardo Marini

  25. sono semplicemente delle porcate scritte da somari, a semplice beneficio di camorristi.

    pierluigi gabriele

  26. Si parla sempre di Nord (teorico sfruttatore) e di Sud (povera vittima) …. eppure nei primi anni dell’Unità il Sud aveva circa il 40% dei parlamentari, infatti mancavano Veneto, Lazio e Friuli e Trentino arriveranno molto più tardi …. ebbene con tanti parlamentari e importanti ministri il Sud che faceva ? …… forse alla base dei problemi del Sud easiste un “servilismo”, che ieri come oggi lo pone in posizione di trasformarsi da solo in colonia, in pratica il Sud è vittima di sé stesso, anche se tale attitudine è nata e si è consolidata durante la multi-secolare negativa dominazione ispanico e dei suoi successori borbonici,…. che gli spagnoli fossero cattivi amministratori basta vedere la differenza tra il Nord America (inglese) e il Sud America (spagnolo) ….

    libero

  27. Ecco allora basta cosi,era quasi inevitabile.Ora si capisce perchè il Bordiga anni fa diceva che i partiti non dovevano intervenire sulla cultura delle masse proletarie ma dovevano solo tentare di ricostruire dopo la distruzione che inevitabilmente esse stesse producono.A proposito che qualcuno di voi mi possono indicare un testo,o anche un dibattito avvenuto o semplicemente qualche vostro illustre commento su la situazione socio-politica a Napoli tra il 1914-15? Ve ne sarei enormemente grato. Grazie in anticipo

    faustolo

  28. Ho avuto modo di leggere i commenti di tutti i presenti a questo dibattito: ho trovato molto piacere a vedere che, da posizioni diverse, le conoscenze generali sul tema in questione si sono pian piano approfondite. Aggiungo solo, da giovane appassionato di studi storici, che la piemontizzazione degli stati italiani pre-unitari, in qualsiasi forma sia avvenuta (adesione partecipata o “colonizzazione”) ha avuto, come conseguenza principale, un miglioramento delle condizioni politiche ed economiche tramite un processo che, a mio avviso, non si è mai concluso per l’incapacità delle classi dirigenti di avere una visione unitaria e di superare definitivamente quella “questione meridionale”, cioè la differenza economica e sociale tra il Centro Nord ed il Centro sud del paese, che ancora oggi affligge l’Italia.

    FABIO

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