Roma: ritrovata durante restauro la pergamena di Cavour

19 ottobre

notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)L’acqua si è infiltrata nel tubo ritrovato nella cassetta di travertino alla base del monumento dedicato allo statista. Per ora non è stato possibile recuperare la pergamena all’interno.Blitz della soprintendenza statale alla cerimonia per l’apertura del contenitore. Presi in consegna i reperti tra le proteste delle autorità comunali: “Occorrono cure particolari. Già aprirla così oggi poteva essere un rischio”.
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da Repubblica Roma del 18 ottobre 2010 Repubblica Roma
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Cavour non rivela i suoi ‘segreti’. Il tempo trascorso gioca un brutto scherzo a quanti attendevano con ansia l’apertura del cilindro di metallo ritrovato in un blocco di travertino alla base della statua nell’omonima piazza romana, oggi teatro di un ampio cantiere per la costruzione di un megaparcheggio sotterraneo. E alla tensione per l’apertura del reperto, si è aggiunta anche quella per la comparsa di due funzionari della Soprintendenza archeologica di Stato scortati da alcuni carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale in borghese per farsi consegnare il contenuto dell’antica pietra. Il gesto è il sintomo di una situazione di disaccordo tra soprintendenza comunale e statale. Il problema formale che ciascuna rivendica la paternità del ritrovamento.
L’apertura del tubo. La cassetta di travertino, intesa come prima pietra del monumento dedicato a Cavour, è  stata aperta alla presenza, tra gli altri, del sindaco Gianni Alemanno, del sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, dell’assessore capitolino alla cultura, Umberto Croppi, del sovrintendente ai Beni culturali di Roma, Umberto Broccoli, del delegato del sindaco ai parcheggi, Antonello Aurigemma e del presidente del XVII municipio, Antonella De Giusti. Una breve cerimonia che ha riportato alla luce il cilindro sul quale è leggibile la scritta ”Spqr per Camillo Benso Conte di Cavour”, una frase sulla quale il Sindaco ha posto l’accento: ”Una scritta – ha detto Alemanno – che testimonia il riconoscimento della città al maggior artefice dell’unita’ nazionale”.
Ripercorrendo la storia della posa della prima pietra, come spiegato da Umberto Broccoli, ”la pergamena ritrovata, come attestano le cronache dell’epoca, dovrebbe contenere il testo firmato da re Umberto I e dalla regina Margherita come omaggio al monumento alla presenza del notaio comunale Giuseppe Luni. Con la pergamena dovrebbero esserci diverse monete d’oro e d’argento dell’epoca”. E infatti il cilindro, al termine della cerimonia, ha ”regalato” una prima sorpresa, restituendo una moneta che su una facciata reca il volto e la scritta Umberto I Re d’Italia, sull’altro lato lo stemma Sabaudo.
La pergamena. Ma il lungo periodo, più di un secolo, a circa una decina di metri al di sotto del livello stradale, ha finito per danneggiare la ‘reliquia’ più importante, custodita nella ‘prima pietra’ del monumento, che dal 1895 troneggia al centro della piazza. Il cilindro di metallo non ha retto alle infiltrazioni di umidità e i tecnici del Comune, pur verificando l’effettiva presenza al suo interno della pergamena, hanno dovuto inviare l’involucro che le conteneva in laboratorio, per evitare di danneggiarne il contenuto.
All’interno del cilindro, infatti, l’umidità filtrata nel corso di tanti anni ha reso al momento illeggibile il documento. Come ha assicurato Alemanno, ”sarà la soprintendenza ad occuparsene e a deciderne la collocazione, anche se credo sia logico esporre questa pietra e il suo contenuto all’interno del parcheggio.La pergamena, appena restaurata, sarà in ogni caso esposta al pubblico”.
Il colpo di scena. Ma le cose potrebbero andare diversamente. Insieme alle tante personalità istituzionali intervenute, in piazza Cavour sono arrivati, infatti, anche due funzionari della Soprintendenza archeologica di Stato scortati da alcuni carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale in borghese per farsi consegnare il contenuto dell’antica pietra. La richiesta da parte dei funzionari della soprintendenza archeologica faceva leva sul fatto che la scoperta del blocco di travertino è avvenuta durante uno scavo preventivo posto sotto la responsabilità della soprintendenza archeologica. Mentre da parte della soprintendenza comunale ai beni culturali si rivendicava che il ritrovamento è avvenuto ad opera di loro funzionari, che comunque l’esistenza della pietra già si conosceva dagli atti storici e che quindi si sapeva che nel momento in cui si sarebbe iniziato uno scavo in quell’area sarebbe emerso il blocco di travertino.
Quello che è chiaro è che il gesto è apparso il sintomo di una situazione di disaccordo tra soprintendenza comunale e statale. Il problema formale che ciascuna rivendica è la paternità del ritrovamento. Dopo attimi di confusione, che ha visto anche il soprintendente comunale Umberto Broccoli dibattere con “gli ospiti”, il “tesoro” è stato consegnato ai funzionari della Soprintendenza archeologica. Ed è proprio dalla Soprintendenza che fanno sapere che “si è intervenuti per controllare la correttezza delle operazioni. Tutto è stato ricondotto solo all’azione amministrativa corretta secondo quanto prevede il codice per tutto ciò che emerge dal sottosuolo. Per questo, il materiale è stato giustamente prelevato per essere condotto presso i laboratori di restauro della Soprintendenza presso le Terme di Diocleziano per essere sottoposto ad analisi specialistica, allo studio e al restauro, e dove interverranno esperti specialisti soprattutto per la pergamena, che avrà bisogno di cure particolari. Già aprirla così oggi poteva essere un rischio”. L’intervento, insistono dalla soprintendenza, dovrà essere seguito dalla definizione delle competenze e dalla decisione della conservazione più opportuna.
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Inserito su www.storiainrete.com il 19 ottobre 2010

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