Archivi-a-MO: Cinque km di documenti ritrovati a Modena

19 ottobre

notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)Sessantadue fondi d’archivio modenesi degli ultimi due secoli – quanto basterebbe a riempire uno scaffale lungo cinque chilometri – sono stati recuperati in quattro anni grazie ad “Archivi-a-Mo”, il progetto per la salvaguardia e la valorizzazione degli archivi storici promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena .  Si tratta di carte di varia consistenza e tipologia, conservate presso una quarantina di istituzioni archivistiche dislocate nel capoluogo e nel territorio provinciale. Un patrimonio di fonti restitui agli studiosi, utili per scrivere la storia delle istituzioni, della politica, della società, dell’economia e della cultura dei modenesi negli ultimi due secoli del nostro passato.

I risultati dei primi quattro anni di attività di “Archivi-a-Mo” saranno illustrati in un incontro pubblico in programma giovedì prossimo, 14 ottobre 2010, alle ore 15, presso la sala Ex Oratorio del Palazzo dei Musei. Interverranno i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel progetto – oltre alla Fondazione, le Soprintendenze Archivistica e per i Beni Librari e Documentari dell’Emilia Romagna, il Centro di Documentazione della Provincia di Modena -; a seguire Maurice Aymard, docente della Scuola di Alti Studi in Scienze Sociali di Parigi, terrà una lectio magistralis sul tema “Gli archivi: studiare il passato per capire il presente e preparare il futuro”. Nella seconda parte dell’incontro si darà dimostrazione concreta del lavoro svolto, attraverso prove di “navigazione” on line tra le carte digitalizzate, accessibili sul portale IBC archivi, e approfondimenti specifici su alcuni degli archivi trattati.

Il progetto “Archivi-a-Mo”, coordinato dai docenti modenesi Marco Cattini e Giuliano Muzzioli, ha consentito di finanziare 42 archivi del territorio, tra i quali l’Archivio Capitolare di Modena, l’Archivio di Stato, archivi di enti locali, università, scuole, biblioteche, teatri e associazioni culturali.
Una prima fase di attuazione è stata dedicata alla ricognizione dei fondi archivistici meritevoli d’intervento. Una seconda fase è consistita nell’erogazione di piccoli finanziamenti volti a esplorare le carte e a predisporre piani mirati d’intervento. Con le sinergie realizzate dalla primavera 2008, grazie alla
collaborazione tecnica e scientifica avviata fra la Soprintendenza Archivistica per l’Emilia Romagna, l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione e il Centro di Documentazione della Provincia di Modena (Cedoc), il progetto è entrato nella fase attuativa. Si è tenuto un corso teorico e pratico per addestrare gli archivisti all’uso del linguaggio informatico xDams prescelto di comune accordo con i partner per riordinare e catalogare le fonti documentarie selezionate e finanziate e per metterne in rete gli inventari. Seguiti i corsi, trenta archivisti hanno cominciato i lavori d’inventariazione informatizzata e il 9 ottobre, con la firma di una convenzione fra le istituzioni pubbliche, statali, regionali e provinciali preposte alla tutela e valorizzazione degli archivi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, sono state definite le procedure di attuazione e di controllo della qualità scientifica degli strumenti di ricerca che ora sono in corso di pubblicazione sul web. Oltre alla piattaforma IBC-xDams, le descrizioni realizzate saranno consultabili nel sistema informativo delle Soprintendenze archivistiche (SIUSA Emilia-Romagna) e, per particolari tipologie di archivi, sulla rete nazionale di Archivi del Novecento o, con modalità Arianna web, sul sito dei singoli enti proprietari o conservatori.

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Inserito su www.storiainrete.com il 19 ottobre 2010

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