Scoperto in Toscana il pane più antico della Storia

19 ottobre

notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)Il pane più antico della storia è una galletta cotta su pietre arroventate che le hanno lasciato un sapore gradevole. Più importante il fatto che tale alimento ha 30.000 anni ed è stato ritrovato in Toscana, nella zona di Bilancino  in Mugello, vicino di Firenze. Queste alcune delle informazioni di una ricerca della sovrintendenza archeologica regionale in collaborazione con l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (Iipp), diretta da Anna Revedin e prossimamente pubblicata su ” Pnas”.

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di Matteo Clerici, da Newsfood.com

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Il lavoro inizia negli anni 90, quando una squadra di ricercatori diretta da Biancamaria Aranguren effettua degli scavi archeologici a Bilancino in Mugello, portando alla luce diversi utensili. In particolare, l’attenzione degli esperti si è concentrata su due frammenti di arenaria che “Avevano una forma inconfondibile: dovevano essere una macina e un macinello”.

La successiva analisi sui loro sedimenti ha fatto rilevare degli amidi, intrappolati nei granuli di arenaria, residui della tifa, una pianta comune nelle paludi. La tifa si distingue per la sua radice rigonfia ed allungata, ricca di amido e che, una volta essiccata, può essere facilmente macinata.

A quel punto, ammettono gli scienziati, “Non abbiamo più avuto dubbi che quella fosse la prima farina della storia”. Per sicurezza sono state svolte prove comparative con analisi di altri campioni, provenienti da insediamenti della stessa epoca dell’Europa Orientale, dove dove la farina veniva ottenuta macinando le radici di una felce chiamata Botrichyum: i risultato hanno confermato la tesi.

Il passo successivo della ricerca è stato coinvolgere il nutrizionista Emanuele Marconi, dell’università del Molise. Con il suo aiuto, gli archeologi hanno riprodotto il processo di panificazione usato dagli abitanti del Mugello. I rizomi della tifa sono stati raccolti, fatti essiccare, macinati e l’impasto cotto su un focolare. Si sono ottenute così gallette, spiega Anna Revedin, dal buonissimo sapore.

Gastronomia a parte, la ricerca italiana è importante perché getta luce sulle abitudini alimentari dei primi europei. Fino ad oggi, gli studiosi credevano che la data di produzione della farina fosse da situare intorno ai 18.000 anni fa ma “Il nostro lavoro sposta questo evento molto più indietro nel tempo, nel periodo immediatamente successivo all’uomo di Neanderthal e che corrisponde alla comparsa dei primi uomini anatomicamente moderni”.

Inoltre, la scoperta del Mugello va contro quelle teorie che descrivono i gruppi sociali nomadi di cacciatori-raccoglitori del Paleolitico superiore fossero essenzialmente carnivori, ma descrive individui in grado di produrre pane, ottenendo così numerosi vantaggi. Il loro era infatti un prodotto ricco di carboidrati, che gli aiutava così sopportare i momenti più freddi e gli ambienti più ostili.

Infine, le conclusioni raggiunte da Revedin e colleghi situano il luogo di nascita dello sfruttamento dei cereali in Europa e, non come una volta creduto, in Medio Oriente.

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Inserito su www.storiainrete.com il 19 ottobre 2010

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Un commento


  1. 1 Non e’ stato scoperto NESSUN pane o galletta ma dei macinelli come in moltissimi siti archeologici.
    2 “[…]gli archeologi hanno riprodotto il processo di panificazione usato dagli abitanti del Mugello.” Questa affermazione non si puo’ proprio sentire: su quali basi??????? sul ritrovamento di un pestello e delle tracce di una radice lacustre???? Panificazione???? Ma stiamo scherzando, ma la possibilita’ che questo rozzo sfarinato di radice lacustre fosse utilizzato per produrre velocecente una “pappa” una “polta” no e’?????

    Mali Libri

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