Prove false e diffamazione per imporre la vulgata in Wikipedia

11 dicembre

Come si elimina da Wikipedia un contributore che scoccia? Si creano prove false, lo si diffama, si alza una cortina di bugie contro di lui, si opera una “reductio ad hitlerum”, cioè lo si accosta arbitrariamente ad ideologie innominabili in maniera da screditarne la reputazione. “Ripeti una bugia 50 volte, alla fine verrà tenuta per verità”, diceva qualcuno molto molto esperto di propaganda. Una lezione che la “cricca” di Wikipedia tiene ben presente. Alla fine basta nulla per passare al blocco infinito. “L’utente non gode più della fiducia della comunità”. E’ quello che la “cricca” ha detto di Emanuele Mastrangelo, redattore di Storia in Rete, bloccandolo a vita e impedendogli una volta per tutte di portare il suo contributo a Wikipedia. Dopo averlo diffamato con accuse false ed avergli fatto terra bruciata attorno.

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Di Alberto Lancia

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Perchè? Cosa voleva sostenere di tanto grave e pericoloso da doverlo far fuori con questi mezzi staliniani?

Molto semplice: che la storiografia dal 1989 ad oggi ha fatto passi avanti, e che la “vulgata” è una tesi frusta che deve essere aggiornata agli sviluppi più recenti. Insomma, che Wikipedia non può restare ad una visione della storia italiana che andava bene nel 1977, ma che oggi appare ed ai fatti è datata, tendenziosa e di parte. Wikipedia deve aprirsi, come è nei suoi “pilastri”, nelle sue regole fondamentali alle opinioni espresse dagli studiosi.

Su Wikipedia infatti è attualmente vietato parlare di “guerra civile italiana”. Non si può. Poco importa che tutti i maggiori storici italiani abbiano accettato questo termine come oggettivo.  Su Wikipedia esiste solo la “Resistenza partigiana”. I militari delle forze armate regolari che hanno combattuto e dato il sangue per la libertà d’Italia meritano al massimo una citazione en passant. La stessa “Guerra di Liberazione” deve essere per forza sinonimo di Resistenza, e fra i due, si usi solo il termine “Resistenza”.

Chi osa negare questi dogmi va fatto tacere. Come? Inventando che abbia “taroccato le fonti” per scopi turpi. Una volta lanciata l’accusa, è inutile andare a verificare che l’accusa era falsa. Poichè il “pubblico ministero” che istruisce il processo-farsa è perfettamente d’accordo sottobanco coi “giudici” che devono emettere la sentenza e applicarla.

In questo clima da caccia alle streghe anche chi osa fare “l’avvocato difensore” e far notare che le accuse sono infondate, viene immediatamente accusato di far camarilla politica. Tipico isterismo da inquisizione o da tribunale rivoluzionario.

Chi ha occupato (anzi “okkupato”) Wikipedia e l’ha fatta cosa sua è scopertamente uomo di fazione. Inutile credere alle ingenuità da Jimbo Wales sulla “buona fede” di ogni wikipediano. Jimmy evidentemente non ha tenuto conto del carattere supremamente fazioso degli italiani, quando ha creato le poche regole di Wikipedia, appellandosi al “buon senso” (merce rara, in Italia!). Che gli uomini della “cricca” siano tutti politicamente schierati è un re nudo. Basta leggere le loro pagine-utente, basta leggere i loro interventi. Qualcuno fa finta d’avere un atteggiamento più equilibrato, ma è solo tatticismo, magari per far sbilanciare l’utente pericoloso, spingerlo a scoprirsi e poi colpirlo inesorabilmente alla schiena (in politica si chiamano “provocatori” questi bei tipi umani).

Wikipedia è e resta un bel progetto: come tutti gli strumenti, dipende da in quali mani finisce. Per ora occorre riconoscere che Wikipedia italiana è saldamente in pugno ad una minoranza politicizzata per la quale tutto ciò che non è allineato e coperto alle proprie tesi è automaticamente nazifascista. Dato il precedente che l’espulsione di Mastrangelo ha creato, è ragionevole immaginare che nei prossimi mesi si dovranno vedere altre situazioni simili: processi “alla Danton” verso gli utenti sgraditi. Ma come tutte le dittature, proprio la creazione di martiri fa sì che le coscienze si risveglino. Wikipedia è enciclopedia libera, non okkupata.

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Aggiornamento del 20 novembre 2010

Wikipedia: bandito a vita chi tocca i miti della Resistenza

(19 novembre 2010)

Forse vi chiederete che ha importanza hanno le vicende private di uno storico su un’enciclopedia on-line, che a leggere di questi processi sommari non sembra roba molto diversa da un forum di tifosi di calcio… È importante invece perché Wikipedia è più aggiornata della Treccani che fa bella mostra di se nella libreria del salotto da più di vent’anni. È importante perché Wikipedia è il primo risultato che offre Google su ogni argomento dello scibile umano. È importante perché i nostri figli, anche i più volenterosi, quando devono fare una ricerca non si rivolgono più alle Garzantine o alla Treccani, ma usano Wikipedia. È importante perché nelle redazioni di molti giornali, quando c’è da scrivere un coccodrillo in morte di un personaggio famoso, si copia tranquillamente Wikipedia. È importante perché tutti la usano e nessuno lo dice, come dimostrano gli ultimi casi in cui Beni Culturali e Pubblica Istruzione son stati beccati a scopiazzare da Wikipedia. Wikipedia, volenti e nolenti, è l’ultima frontiera del sapere. Non ammetterlo è da folli, ignorare la sua importanza da sprovveduti.

di Alberto Lancia

Wikipedia è l’enciclopedia libera, ma secondo la “cricca” – un gruppo di utenti ben organizzato che è riuscito ad occuparla – vi sono argomenti che liberi non devono essere. Fra questi argomenti c’è la Resistenza e i miti che le sono stati costruiti attorno, la cosiddetta “vulgata”: l’attentato di Via Rasella non è stato un “attentato” ma una “azione” e i partigiani che lo commisero non erano comunisti che agivano per iniziativa del loro partito, ma generici appartenenti al CLN romano; non vi sono dubbi che Mussolini cercasse di fuggire in Svizzera, e tutte le tesi sul suo “appuntamento sul Lago” con misteriosi emissari pertengono ad una sparuta minoranza di “sporchi revisionisti”. Mussolini voleva fuggire ma venne raggiunto dalla giustizia partigiana; e dulcis in fundo, la Resistenza.

La Resistenza è il Tutto. Inutile parlare di Guerra di Liberazione: il re fuggì al Sud e punto. I partigiani monarchici casi isolati, il determinante ruolo del Regio Esercito un aspetto gonfiato dei nostalgici della Monarchia. Se è inutile parlare di Guerra di Liberazione, il termine Guerra Civile è addirittura all’indice. Un tabù nominarlo e anche solo far notare che è stato usato da storici di ogni colore politico – comunisti compresi – diventa una falsificazione da punire! Insomma, il revisionismo scientifico di scuola defeliciana non è il benvenuto su Wikipedia. Esso deve essere considerato una specie di eresia di una setta minoritaria ed esecrabile, e chi lo sostiene è un perfido ed un eretico.

Aver propugnato il revisionismo defeliciano e quindi aver osato toccare questi miti è costato ad Emanuele Mastrangelo – redattore di “Storia in Rete” – il ban perpetuo da Wikipedia. In altre parole, Mastrangelo non potrà più scrivere una virgola sulla versione italiana dell’enciclopedia “libera” perché è stato dichiarato “problematico” con un processo sommario da un gruppo di utenti e admin di Wikipedia. I motivi dell’espulsione sono chiarissimi: aver dimostrato con una eccessiva ricchezza di fonti che quei miti della Resistenza erano da rivedere (appunto: è uno “sporco revisionista”, poiché nella logica manichea dei Gendarmi della Memoria non esiste differenza fra un revisionista defeliciano e un negatore delle camere a gas…). Non potendo giustificare l’espulsione di un contributore (verso il quale molti altri utenti hanno invece fatto attestati di stima) con queste motivazioni ideologiche, la “cricca” ha per due volte inventato prove false tese a screditarlo come ricercatore e storico.

Nel giugno del 2009, durante la discussione sull’opportunità o meno di attribuire a Mussolini la volontà di fuga in Svizzera, Mastrangelo fu bloccato per sei mesi. Motivazione, avrebbe deliberatamente mentito alla comunità wikipediana  manipolando le affermazioni di alcuni storici.

Un’accusa falsa. Mastrangelo sosteneva che – essendo tuttora la comunità scientifica divisa sulle intenzioni reali del Duce dopo il 25 aprile – occorreva usare su Wikipedia una terminologia neutrale che mediasse fra le posizioni di chi sostiene la tesi della “fuga in Svizzera” e chi invece quella del cosiddetto “incontro sul lago”, prima di un’eventuale ritirata definitiva in Valtellina. Mastrangelo citò a supporto di quest’ultima posizione vari autori, fra cui Marino Viganò, Luciano Garibaldi e il compianto Franco Bandini. Se su Viganò la cricca si limitò a bollarlo come “neonazista”, reductio ad hitlerum di uno che collabora quotidianamente con gli Istituti della Resistenza, su Bandini e Garibaldi manipolarono loro le fonti in maniera capziosa. Su Bandini venne citato un estratto degli anni ’70 che circola su Internet (che negli ultimi vent’anni avesse cambiato idea era dunque… una falsificazione di Mastrangelo!), mentre di Garibaldi invece ricorsero traduzione inglese di un suo libro usa ad un certo punto la parola “fuga” (pensa te!).

Per i gendarmi della memoria della “cricca” fu un’occasione ghiottissima: fu orchestrato un ben congegnato piano di accerchiamento e un sabato pomeriggio di giugno – quando mezza Wikipedia è al mare – un emissario della “cricca” (tal Rifrodo) denunciò Mastrangelo come “falsificatore di fonti”.

L’accusa, o meglio “la scusa” proprio di aver mentito su Garibaldi e Bandini. In poche ore i congiurati diedero addosso allo “sporco revisionista”, commettendo però l’errore di consentirgli la replica. Mastrangelo infatti con Garibaldi ci lavora proprio qui su “Storia in Rete” (e infatti su questo argomento Garibaldi ebbe a rispondere ad un lettore proprio sulle pagine di “Storia in Rete” del luglio 2009, smentendo nero su bianco d’aver mai sostenuto ciò che invece la “cricca” gli aveva messo in bocca). Bandini invece – com’è noto a chi conosce la questione – negli anni Ottanta cambiò idea sulle reali intenzioni di Mussolini. Tant’è che fu proprio lui l’iniziatore di quel filone di ricerca del più volte citato “incontro sul Lago”, che prende origine proprio da un articolo su “Il Tempo” scritto dal Nostro.

Di fronte a simile difesa, piuttosto che ammettere l’errore, o anche solo cercare nuove scuse per capi d’accusa, si preferì continuare a mentire, bloccando per 6 mesi. L’accusato non avrebbe avuto diritto di replica, e cosa più importante, se ne era sporcata la “fedina penale”

Finiti i sei mesi di “confino”, di nuovo sulla breccia. Tra i tanti dibattiti in cui cercava di bilanciare la vulgata resistenziale con l’opera defeliciana (su Wikipedia vige l’aspetto del punto di vista neutrale, dove tutte le tesi preminenti in storiografia meritano menzione) è notevole come strumentalizzazioni quello su Via Rasella, dove l’unica versione accreditata da Wikipedia è quella data da Rosario Bentivegna, l’uomo che accese la miccia della bomba partigiana che uccise 34 altoatesini delle SS territoriali, un numero imprecisato di civili e spinse i tedeschi all’orrenda rappresaglia delle Ardeatine.

Ma la parola “attentato” è stata accuratamente bandita dall’enciclopedia nonostante una statistica fatta su Google Libri indichi che ben il 95% delle fonti usa il termine “attentato di via Rasella” contro solo un 5% di fonti che lo respinge. Le responsabilità del PCI romano – rivendicate dal suo stesso capo Giorgio Amendola! – sono state celate e surrettiziamente negate dietro un generale (e fasullo) “fu il CLN a volere l’attacco”. Gli stessi attentatori (tutti del GAP romano) non dovevano comparire come “partigiani comunisti”, ma solo come generici “appartenenti al CLN”. Dopo settimane di discussione, di fronte all’enorme quantità di fonti citate da chi sosteneva che Wikipedia doveva assumere una veste scientifica e non ideologica, si è passati alle minacce: “se continuate, per voi c’è il blocco”. Mastrangelo e gli altri utenti che avevano avuto la proditoria audacia di mettere in forse uno dei miti più intoccabili della Resistenza dovettero fare un passo indietro, cedendo alle intimidazioni. La “cricca” aveva vinto.

Quando poi, la settimana scorsa, il dibattito si è riacceso attorno al dogma centrale della vulgata – la “Resistenza” intesa come mito omnicomprensivo ed esclusivo del biennio 1943-’45 – la misura è stata colma. Lo “sporco revisionista” doveva essere messo a tacere per sempre.

Wikipedia italiana infatti ha una voce “Resistenza” che riunisce in sé tanto l’accezione “guerra di Liberazione” quanto “guerra civile italiana”. La prima è direttamente un rimando. Cercando su internet “guerra di Liberazione” l’unica pagina wikipediana che esce è “Resistenza”. Inutile dire che la voce “Resistenza” fa appena un rapido accenno a quelli che furono i meriti delle Forze Armate regolari italiane nella lotta per liberare il Paese dai tedeschi. La voce “Resistenza” parla ovviamente solo della Resistenza partigiana, secondo la migliore tradizione della “vulgata”. Sostenere che occorresse creare anche una voce sulla Guerra di Liberazione, per offrire altrettanto spazio e visibilità anche ai militari regolari, è eresia. Ma peggio di tutte le eresie è quella di sostenere che accanto alla voce “Resistenza” occorre creare anche una voce “Guerra civile italiana”.

Come molti sapranno, che in Italia vi sia stata una guerra civile fra 1943 e 1945 è un dato storico negato per decenni. Solo dalla fine degli anni Ottanta il dibattito storiografico ha ammesso questa categoria storica. A partire da Claudio Pavone, Renzo De Felice e Gian Enrico Rusconi, il termine è entrato nel lessico accademico, giornalistico e politico, non senza ostilità. Vi si opponevano infatti gli esponenti ancora in vita della Resistenza dura e pura e un pugno di accademici organici al PCI (e ai suoi partiti epigoni). Oggi quasi nessuno storico serio mette in discussione che in Italia vi sia stata una guerra civile. La tesi della vulgata (“non vi fu guerra civile perché i partigiani erano italiani ma i repubblichini no”) è rifiutata pressoché ovunque, salvo per gli irriducibili nostalgici e per quei pochi vegliardi che ancora dormono “col mortaio sepolto in giardino” (definizione dello stesso Mastrangelo).

Ma su Wikipedia no. Qui la “cricca” dei Gendarmi della Memoria era riuscita a creare un’isola felice di ignoranza rimasta al dibattito storiografico pre-1989. Per la “cricca”, dentro Wikipedia il Muro di Berlino non è mai caduto, come in Corea del Nord. La tesi più accreditata è quella resistenzialista, il revisionismo di Pavone, De Felice ed altri “traditori dei valori fondanti della Repubblica” è solo una bieca posizione di minoranza. E chi intende portarla dentro Wikipedia non fa un normale lavoro di compilazione ma una “ricerca originale”, ossia porta idee non accreditate in un posto dove solo le opinioni accreditate possono entrare.

Citare fonti su fonti a sostegno della necessità per Wikipedia di aprirsi al nuovo corso della storiografia (“nuovo”, poi… son quasi trent’anni che la storiografia è andata avanti!) è stata la voce che ha fatto traboccare il vaso. Per la “cricca” la misura era colma e con Mastrangelo occorreva chiudere i giochi una volta per tutte. Con ogni mezzo lecito e illecito ed anche a costo di farne un martire: troppo pericoloso e ficcante infatti si era fatto l’affondo dello “sporco revisionista” contro l’ormai indifendibile vulgata.

Come nel 2008 fu orchestrato un processo sommario. Fu utilizzata come al solito una “testa di legno” (un utente di nome “Johnlong”. Per intenderci, uno che scrive Eichmann con l’H all’inizio…) che denunciò fra i “problematici” Mastrangelo con un dossier che qualcun altro doveva avergli preparato e messo in mano. Fra le accuse – ovviamente – tornava quella sulla “falsificazione delle fonti”. Ma anche stavolta chi falsificava deliberatamente era proprio l’accusatore. Citazioni da Gianni Oliva prese a pezzi e bocconi; Gian Enrico Rusconi riportato in maniera del tutto tendenziosa… La manovra era così rozza e malfatta che fu chiaro fin dall’inizio che la questione della “falsificazione” era una scusa, tant’è che nessuno ebbe ad eccepire uno iota di fronte alla manifesta, spudorata taroccatura operata da Johnlong. E infatti, in poche ore giudici, giuria e boia avevano già eseguito la condanna. Mastrangelo fu accusato di tutto l’accusabile (eccezion fatta dell’invasione della Polonia, ma solo per motivi anagrafici) e cacciato via senza appello. Ad uno degli utenti che si è speso per la sua difesa è stato risposto “scusa, ma non si capisce quello che vuoi dire”, nel migliore stile da tribunale giacobino. Molti altri utenti si sono spesi (e si stanno spendendo – invano – anche in queste ore) per denunciare l’ostracizzazioe di Mastrangelo come un fatto inaudito, un vulnus gravissimo per la libertà di Wikipedia e soprattutto con motivazioni fasulle che trasudano odio ideologico da tutti i pori.

Mastrangelo è stato condannato proprio per quelle stesse infamanti accuse che sono il pane quotidiano della “cricca”: falsificazione delle fonti e delle citazioni, inserimento in Wikipedia di tesi di minoranza o di “ricerche originali”, “blindatura” delle voci affinché passino solo le modifiche gradite. Ma la motivazione vera è che Mastrangelo è uno “sporco revisionista”, con l’aggravante che – essendo un addetto ai lavori – ha accesso alle fonti, un bagaglio culturale e una preparazione in grado di mettere in difficoltà eventuali interlocutori. E’ insomma il più pericoloso dei contributori non allineati alla “cricca”, poiché è quello che rischia di “avere ragione”, di avere dalle sue le fonti e di convincere altri utenti.

Come nei tribunali giacobini o sovietici, all’accusato viene attribuita una colpa degna di pena capitale, ma è chiaro che la condanna ha sola ed esclusiva motivazione ideologica. Non è importante se l’accusato sia davvero un traditore, un pederasta, una spia del nemico. E’ importante che finisca al più presto sul patibolo, e che quelli che assistono al processo siano convinti della sua colpevolezza. Così è stato fatto: è chiaro che l’accusa di “falsificazione di fonti” e di “voler fare ricerca su Wikipedia” è falsa dalla prima all’ultima lettera. Ma questo non è importante. Ciò che è importante è sancire che il revisionismo, che De Felice, che la storia come scienza e non come serva dell’ideologia non hanno cittadinanza su Wikipedia in italiano. E questo andrà avanti così fin quando si lascerà un progetto grandioso e importante come Wikipedia nelle mani dei Gendarmi della Memoria.

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Inserito su www.storiainrete.com il 19 novembre 2010

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27 commenti


  1. Vero. L’ho provato io stesso nei giorni scorsi. Sono stati bandito per 24 ore e i miei commenti eliminati. Da una parte avevo fatto certe aggiunte fatte sulla strage di Rovetta (BG) e dall’altro avevo messo nella bigliografia un mio romanzo storico che, evidentemente vien giudicato revisionista, Angelo Paratico “BEN” Mursia, 2010.
    L’avevo messo nella bibliografia di Dongo, Legnano e Turbigo, Civenna, comuni che descrivo nel mio libro, ma zac! e’ sparito tutto nel giro di mezzora.
    Il commento che e’ stato lasciato dal gendarme cybernetico era che Wikipedia non ammette informazioni commerciali, il tutto dandomi del “tu” e con una sicumera incredibile. Avevo obiettato che era una informazione culturale e che comunque conteneva argomenti relativi all’argomento di discussione, ma e’ stato tutto inutile.
    Questo mostra tutti i limiti di wikipedia che alla fine ne provochera’ l’affondamento.

    Angelo Paratico

  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Emanuele_Mastrangelo/15_nov_2010

    Giuseppe

  3. Ottimo link: così chi ha pazienza di leggerlo può vedere come si passi da un “Mastrangelo falsifica le fonti” a un “non è vero, occhei, ma l’importante è che non scriva più su wikipedia”.

    emanuele

  4. “Il punto di vista neutrale richiede che una voce presenti correttamente tutti i punti di vista significativi che sono stati pubblicati da una fonte attendibile, e che debba farlo in maniera proporzionata all’importanza di ciascuna.”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Punto_di_vista_neutrale

    De Felice, Pavone e Rusconi da soli non fanno il punto di vista maggioritario.

    Questo è un motivo di riflessione per tutti e uno dei pilastri di Wikipedia.

    Credo che il problema di Mastrangelo sia stato quello di voler considerare le sue fonti “maggioritarie” ma soprattutto “esclusive”. Il problema non è nelle fonti ma nell’importanza data a queste fonti.

    Come detto all’inizio dell’articolo su cui sto rispondendo, quello di De Felice è solo una corrente storica, non è l’unica corrente storica. Wikipedia non fa valutazioni critiche sulle fonti, riporta solo dei dati presi da varie fonti.

    Infatti secondo le ideologie politiche si parla di “attentato di Via Rasella” o di “attacco di Via Rasella” o di “strage di Via Rasella” e un termine implica già l’atteggiamento e la presa di posizione. Poiché Wikipedia difende il punto di vista neutrale si parla di un generico “Fatti di Via Rasella”.

    Wikipedia è un’enciclopedia non è una collezione di saggi, chi scrive saggi lo fa per dimostrare delle tesi, chi scrive un’enciclopedia lo fa per fare divulgazione e lo deve fare nella maniera piu neutrale possibile, bisogna comprenderlo.

    Ilario

  5. Ho sempre chiesto che tutti i punti di vista venissero applicati, mai che ne fosse applicato uno solo. Non ho infatti chiesto che venisse rinominata “Resistenza” ma che fosse creata una pagina “Guerra civile”. Così come “Guerra di Liberazione”.
    Una delle tattiche di diffamazione adoperate è stata proprio quella di far credere che io volessi imporre il solo punto di vista revisionista, mentre invece – come ho fatto in ogni voce dove ho potuto lavorare in santa pace – ho sempre riportato tutto quello che avevo sottomano (vedi, per esempio, “Battaglia di Tarnova”). Il problema è che ci sono posizioni, ancorchè del tutto affermate, che devono essere fatte tacere ad ogni costo e con ogni mezzo, anche il più sporco.
    Come inventare che ci siano state “taroccature di fonti” (accusa creata taroccando le fonti!) o che le posizioni espresse siano “ricerche originali” (mentre invece tutti sanno che si tratta di comunissimi sviluppi della storiografia accademica da una ventina d’anni a questa parte).

    Su via Rasella, è scandaloso come l’intera voce sia costruita sulla falsariga del solo POV di Bentivegna, mentre tutta la storiografia non allineata viene considerata “minoritaria”. Più patente di questa vuoi la malafede, Ilario?

    emanuele

  6. Una vergogna…

    Claudio

  7. http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_Wikipedia:Utenti_problematici/Emanuele_Mastrangelo/15_nov_2010

    Storico

  8. Forse un giorno il mondo capirà che wikipedia non è un servizio di hosting gratuito su cui imporre le proprie idee dandole la parvenza di un’ufficializzazione enciclopedica (<>), ne il suo scopo può essere fare pubblicità aggratis al proprio libro fresco fresco di pubblicazione…

    Francesco

  9. Anche il sottoscritto ha subìto il trattamento dell’amico Mastrangelo per aver ‘osato’ intervenire sulla vicenda di Cefalonia del sett. ’43 su cui si sono dette e si dicono bugìe e menzogne incredibili con il gratuito ed interessato PATROCINIO COMUNISTA che l’ ha resa un tabù riservato a personaggi in mala fede come quelli del ‘clan’ di Wikipedia- alla stessa organici- ed a CRETINI in buona fede -che non nomino per carità di Patria- si abbeverano -felici e contenti- ad esse.
    Lo scrissi in vari articoli di cui propongo quello che segue con preghiera di leggere anche i commenti:

    http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=4579

    Per finire aggiungo che -NON A CASO- Wikipedia è il PUNTO DI RIFERIMENTO dei siti di Associazioni che patrocinano le menzogne sui tale argomento la cui primcipale ragion d’essere consite nell’oscuramento del sottoscritto: manco fossimo in tempo di guerra !

    Massimo Filippini

  10. Forse un giorno il mondo capirà come funziona il PUNTO DI VISTA NEUTRALE e che wikipedia è un posto dove le ideologie devono restare fuori e non essere mascherate da “il mio è NPOV e tu invece sei dannoso per wiki perchè vuoi che si citi anche altro”.

    emanuele

  11. La cosa più esilerante è vedere come i difensori d’ufficio di wikipedia, provenienti da wikipedia stessa, continuino qui e non solo a linkare la discussione che ha portato all’espulsione definitiva di Emanuele Mastrangelo, come se la lettura di quella discussione deponesse a loro favore!

    CGV

  12. Il grosso problema di wikipedia, ineliminabile, e’ che nessuno controlla i controllori. Dunque su vari argomenti e’ sempre la vulgata corrente che prevale. Io guardo sempre nella versione in inglese. Wikipedia e’ utile come certe enciclopedia economiche americane che distribuivano al supermercato, zeppe d’errori, ma valide solo per un rapido controllo: quando e’ nato George Washington, dove e’ morto Walt Whitman.

    Angelo Paratico

  13. Cento milioni di asini che s’associano non riusciranno a scrivere la Divina Commedia. Scriveranno il Divino Raglio. Che per loro varra’ piu’ dell’opera dell’Alighieri e forse sara’ un’opera rispettabilissima, utile nel trattare con il popolo dei quadrupedi raglianti, che son da sempre la maggioranza sul nostro pianeta.
    A ben guardare Wikipedia e’ un tentativo socialista di spiegare il mondo. E questo razionalizza la fanatica fiducia che tanta gente ripone in quello strumento: ne hanno sotto agli occhi tutte le limitazioni, ma con zelo fanatico credono che in un futuro non lontano portera’ il cybernauta in paradiso.

    Gerolamo Cardano

  14. il vizio genetico di wikipedia e proprio quello di essere aperta a tutti, anche gli anonimi, quindi non e’ neutrale o affidabile ; un accozzaglia di dati globalizzati e supervisionati da gestori giacobini .

    Sarebbe moto piu’ serio consentire solo interventi di persone riconoscibili , evidenziando e ci sono le qualifiche professioanli , accademiche o di semplici cultori della materia.

    Se la gente mettesse la propria faccia forse ci sarebbe piu’ chiarezza e correttezza.

    Personalemnte nelle vita e sul lavoro diffido sempre da quanto priopostomi proveniente da wikipedia .

    riccardo gaslini

  15. Per quello esiste un altro progetto, che si chiama Citizendum.
    Wikipedia funzionerebbe a meraviglia se non fosse stata bloccata nei gangli vitali dalla cricca dei gendarmi della memoria.
    Le voci dove i “gendarmi” non mettono le mani sono fatte meglio di quelle delle enciclopedie ordinarie e i meccanismi di collaborazione franca e in buona fede fra esperti e uomini comuni della strada in realtà consentono risultati migliori del p2p.

    emanuele

  16. Osservo da parecchio tempo che ciò accade effettivamente.D’altronde il Parlamento italiano ha approvato uno speciale contributo (nonostante la grave crisi in atto) a questo esercito di “controllori” (Legge Ruben PDL, 300.000 euro annui a partire dal 2009).
    Io ho minacciato querele più volte contro questi arroganti controllori e allora si sono fermati. Ma non tutti hanno il tempo e la voglia di farlo perché non sono sovvenzionati dal parlamento e al mattino si debbono alzare per andare a lavorare.

    antonio

  17. Invito tutti ad indignarsi ma non a meravigliarsi se Wikipedia manipola o estromette gli interventi fatti dal pubblico che li visita. Da che mondo è mondo il potere ha sempre esercitato una funzione di plagio affinché il pensiero comune diventi quanto più organico possibile, per ottenere la stabilità del sistema attraverso l’iniezione di concetti manipolati.
    Per chi cerca la realtà e non si limiti a credere che Nerone diede fuoco a Roma, dopo aver riempito l’Impero con caserme di “Ignisi Vigilantes” (vigili del fuoco), vi sono percorsi simili a quelli dei carbonari per ricercare testi, tesi o testimoni.
    L’addomesticamento si ottiene anche con trasmissioni improntate al livello di una idiozia nucleare, quali: “Grande Fratello, amici di sera, un posto al sole” e tutte quelle trasmissioni finalizzate a solleticare la voglia di squallido pettegolezzo, invece di stimolare la ricerca della cultura e la sua produzione.
    Wikipedia è americana e gli americani hanno vinto la guerra, mentre il motto vae victis è sempre in vigore. Essi fanno e distruggono i governi, non già gli elettori come qualcuno ingenuamente potrebbe credere; ed un’ulteriore prova è testimoniata in questi giorni dalle sommosse scoppiate in Albania, Egitto,Tunisia ed ora anche la Libia, tentando di farci credere che sia il musulmanesimo ortodosso che vuole impossessarsi di quei paesi. Se così fosse l’avrebbero già fatto da molto tempo; inoltre la Libia è un musulmanesimo ortodosso.
    Ẻ chiaro come la luce di due soli che la cosa non è casuale, visto che per organizzare una sommossa od una rivoluzione ci vuole una elite che la faccia nascere e la diriga.
    Evidentemente quei governi non sono più funzionali agli interessi americani, i quali non sono nuovi in questo giochetto di mandare qualcuno al potere e poi defenestrarlo, come hanno fatto con Saddam Hssein in Iraq, con Hara de Pigna a Panama,con Marcos nelle Filippine, con Papadopulos in Grecia, Komeini in Iran e lo stesso BUSH ha fatto affari con il fratello di OSAMA BIN LADEN.
    Gli americani ci rimproverano di essere machiavellici, ma poi loro stessi applicano i suoi principi alla lettera, specie quando l’eminente fiorentino suggerisce al Valentino che un avveduto principe, una volta conquistato uno stato nuovo, dovrebbe andarci ad abitare, per ottenere che la nuova popolazione da lui conquistata cambi la propria cultura ed abitudini grazie all’azione del suo conquistatore, giungendo dopo un poco a pensarla come lui. In questo modo il principe può stare tranquillo e se ci dovessero essere degli isolati facinorosi che si ribellano, essi verrebbero prontamente denunciati agli scherani del signore vincitore.
    Al giorno d’oggi chi assolve meglio tale funzione degli strumenti elettronici ???!!!

    Federico

  18. La mia piccola esperienza. A ottobre del 2010 finisco casualmente sulla voce di Fini. La parte dedicata alla casa di Montecarlo è intitolata “Attacco mediatico contro Fini”. In genere si parla in quei casi di “Fatti di…” o comunque si usa un titolo neutro. Non cerco di cambiare il titolo. Leggo però nel paragrafo che “è stato stabilito che la casa valeva 300.000 euro”. Falso. Anche il tribunale ha ammesso che il valore commerciale era molto più alto. Comunque, aggiungo la nota che secondo altre fonti, la casa aveva un valore commerciale compreso tra 1 e 2 milioni di euro. E metto come fonte vari articoli di giornale. Risultato: contributi cancellati e utente bloccato.

    IP Problematico

  19. Invece io sono deluso. Pensavo chissà cosa. Sono deluso perché alla fine di guerra di lana caprina Wikipedia ha perso un grande studioso come Mastrangelo. Wikipedia non deve essere considerata come campo di guerra per chi contribuisce, né fonte ultima per chi vuole documentarsi. E’ un bellissimo punto di partenza. Punto. La maggior parte delle persone mica si lascia condizionare così facilmente. Se, esempio, non leggo Guerra Civile, ma leggo che italiani contro italiani si uccidevano, allora lo capisco da solo che cosa è stato. E se l’argomento mi interessa mi documenterò su testi storici via via sempre più approfonditi e specifici. Il termine ultimo sarebbe la diretta consultazione delle fonti. Esiste solo una materia pura: la matematica. Tutto il resto è necessariamente ammantata da POV. Ma andare incontro ad un ban infinito per questo è deludente per il lettore, prima ancora che per chi lo richiede o per chi lo subisce. Sia gli uni che gli altri, a parere mio, hanno fatto una ben misera figura, con tutto il rispetto. La stessa figura che secondo me fecero coloro che si scannavano a seconda che Gesù fosse divino, semi-divino o umano. Alla maggior parte della gente non gliene importa nulla di queste sciocchezze. Gli storici hanno la mia più viva ammirazione come studiosi, ma spesso li trovo un po’ infantili.

    Amphsicora

  20. Quale ‘vittima’ dei ‘Pinocchi’ di Wikipedia che aborriscono i miei studi rivelatori su Cefalonia -pur essendo costretti ad accennarvi qua e là- invio un metaforico (ma non tanto) commento al ‘modus agendi’ di quegli esseri: STALIN NON E’ MORTO MA VIVE INSIEME A NOI

    Massimo Filippini

    Massimo Filippini

  21. concordo con voi ma ho solo un appunto: 4 anni fa riuscii a modificare una voce su come, da quello che ricordavo, si era evoluta una branca di linux…. NON ESSENDO ISCRITTO. Ecco, qualche paletto in più nel sito non sarebbe male. Io ero semplicemente passato dalla cache di google e le mie modifiche al lemma resistono ancora.

    Tigellino

  22. Si vede che le modifiche che facesti erano valide. Wikipedia è un ottimo sistema, l’unica cosa da modificare è il sistema di elezione e soprattutto di permanenza degli admin, che dovrebbero cambiare a periodi fissi per evitare un effetto-oligarchia.

    emanuele

  23. Sono preoccupato per i ragazzi, che in buona fede, fanno ricerche su wikipedia, che risultano false, imprecise e tendenziose, bisogna fare qualcosa, amici amanti della verita storica,dove chi dice e afferma qualcosa sia identificato e non nascosto dal nik, contattatemi
    a.affinita@moige.it

    Antonio Affinita

  24. La mia opinione personale gliel’ho comunicata via email. Per quanto riguarda Wikipedia, l’unica maniera di migliorare continuamente il Progetto è promuovere la partecipazione attiva e non solo la fruizione passiva dei ragazzi, l’uso consapevole e ragionato delle voci wikipediane e far aumentare continuamente il numero di persone che contribuiscono secondo i Cinque Pilastri all’Enciclopedia, senza cercare di imporre un punto di vista.

    emanuele

  25. Wikipedia e’ una associazione a delinquere finalizzata al falso ideologico, alla diffamazione, alla eversione, all’attentanto alle liberta’ politiche, alla diffusione di notizie false e tendenziose e ad una serie di altri reati. Personalmente mi sono visto cancellare la pagina del NUOVO MSI che conteneva solo i nomi dei fondatori, cancellata con la dicitura propagandistica, ma ovviamente se qualche inesistente gruppo trotzkista o maoista posta non ci sono problemi. Cancellata la pagina del partito Monarchia e Liberta’, quindi ulteriore violazione dell’art.29 del codice penale e forse si pu; ravvisare anche attentato a corpo politico. Cancellata la pagina del DSSA che fu un fatto storico nel bene e nel male e che prima tentarono di far passare come gruppo eversivo e poi quando apportammo modifiche storiche oggettive la cancellarono perche’ non tornava utile alla loro falsa e distorta visione del mondo. Cancellati i riferimenti a Gladio che non erano in linea con le loro opinioni diffamatorie senza alcuna base che non siano le altrettante opinioni di qualche pennivendolo di Repubblica o L’Espresso.

    Guglielmo Rinaldini

  26. nonostante personalmente possa avere tutti i motivi per avercela “con Wikipedia” non sono affatto d’accordo con le premesse. Il problema non è Wikipedia – che è e resta il miglior progetto culturale degli ultimi decenni – ma chi ce l’ha in pugno. E se c’è gente che è riuscita ad appropriarsene è colpa di chi gliel’ha lasciato fare.
    Chi ha fatto le cancellazioni che denunci non è “wikipedia” ma i gendarmi della memoria che la opprimono. Attaccare Wikipedia significa solo rafforzare la loro dittatura facendoli apparire come “difensori” del progetto, mentre invece ne sono i parassiti.

    emanuele

  27. Lo scrivente, al pari di Mastrangelo, per i “signori” italiani che gestiscono mafiosamente Wikipedia semplicemente non esiste. Conosciamo questa cricca che ha molto in comune coi settori radicalchic della sinistra miliardaria dei privilegiati di certa stampa di regime che finanzia ed aizza sottobanco le pecore velenose dei centri sociali. Ma si sa, non c’è da stupirsi: l’Italia è il Paesino (paesuzzo) in cui se fai un saluto romano (magari solo perché dà fastidio stringere mani sudate da iperidrosi) o canti “Giovinezza giovinezza” vieni subito denunciato, mentre se invece vai a Genova, devasti una città, con un estintore cerchi di procurare un po’ di dolorino ad un carabiniere, ti intitolano pure un’aula parlamentare.

    Alessandro De Felice

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