Storia in Rete numero 61-62, novembre-dicembre 2010

29 novembre

Storia in Rete di novembre-dicembre, nel suo quinto anniversario, viaggia all’interno delle storie degli uomini-fotocopia: dai sosia dei potenti, usati spesso loro malgrado per sviare i nemici o per semplice paranoia ai “falsi delfini”, i sedicenti figli di Luigi XVI spuntati in tutto il mondo dopo la Rivoluzione Francese. Segue un’ampia pagina dedicata agli Anni di Piombo: le storie del terrorismo italiano rivelano alcuni lati oscuri attorno a personaggi come Aurel Spachtholz (l’impostore che forse sapeva dove era rinchiuso Moro) e i terroristi comunisti che si trovavano a Bologna proprio il giorno dell’attentato alla Stazione, la cui presenza venne celata dai servizi segreti per molti anni. E mentre si conclude con la ventesima puntata la storia dell’avventura spaziale italiana, va a conclusione anche il lungo excursus nelle cause profonde del disastro militare italiano. Sempre a proposito di Seconda guerra mondiale, Storia in Rete ripercorre l’impresa di Alessandria, con l’affondamento di due corazzate britanniche nel 1941, mentre con un passo indietro porta i lettori nel Rinascimento, quando sul trono turbolento di Cipro saliva una regina italiana, la veneziana Caterina Cornaro. E ancora più indietro, con Ottone III, il Sacro Romano Imperatore adolescente che si era prefisso una missione: condurre il mondo civile verso l’Apocalisse prevista per l’Anno Mille e combattere contro l’Anticristo per la venuta del Regno dei Cieli. Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di ottobre!!

Guarda la copertina di Storia in Rete n. 61-62

Leggi il sommario di Storia in Rete n. 61-62

I sosia: gli uomini-fotocopia al servizio dei potenti

Quanti Falsi Delfini cercarono di prendersi il trono di Francia?

Caso Moro-Spachtholz: parla la figlia del misterioso impostore

I terroristi rossi nascosti dietro alla Strage di Bologna

Ecco l’ultima puntata dell’avventura dell’Italia fra le stelle

Continua il viaggio di Storia in Rete fra le cause profonde della sconfitta italiana nel 1940

L’Impresa di Alessandria: uomini a cavallo di siluri contro le corazzate inglesi

Come la patrizia veneziana Caterina Cornaro divenne regina di Cipro

Ottone III, l’Imperatore adolescente che voleva combattere l’Apocalisse

TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI

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Un commento


  1. Non si sa se il cardinale della foto Mazzarino abbia fatto o meno uso di sosia, tuttavia è noto che Hitler,Hussein, Stalin, Garibaldi e tanti altri ancora hanno usufruito di questo servizio. In tempi moderni l’unico a non averlo fatto è stato Benito Mussolini, al quale gli venne presentato un sosia, da utilizzare come già facevano nelle altre nazioni. Rispose che era inutile fare rischiare la pelle ad un poveraccio solo perché gli somigliava. Ordinò che si facesse crescere la barba e di restituirlo alla sua vita.
    Tale atteggiamento è nel carattere del soggetto, il quale –benché sia stato dittatore- ha liberato i suoi stessi attentatori, tra cui l’anarchico Anteo ZANIBONI e Violet GIBSON, restituendola all’Inghilterra.
    Qualcuno potrebbe obiettare che il dittatore italiano aveva letto il “Principe” nei passi in cui il Machiavelli invita il politico al perdono al fine di acquisire benevolenza popolare.
    Sicuramente Mussolini conosceva l’opera, pur tuttavia va precisato che se gli stessi attentatori avessero operato contro Hitler, contro Stalin od anche solo contro Roosvelt, non sarebbe certo finita in quel modo.
    Quelli il Machiavelli non l’avevano letto.

    Federico

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