“Gioventù Ribelle”: L’Unità d’Italia diventa un videogioco

13 dicembre

Raoul Carbone è un pioniere, in Italia, dell’abuso di Manga, Anime e videogiochi, sin dalla prima generazione. Vive tra simulacri di plastica, robot transformer. Gli è complice la moglie, l’artista Zoe Lacchei, che dipinge con tecniche giapponesi donne drago e colleziona film d’animazione rari. Quando Raoul lascia quella casa che sembra il paese dei balocchi, copre con la grisaglia d’ordinanza gli enormi tatuaggi da samurai e assume la sua identità pubblica di presidente del Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi dAssoknowledge (Confindustria).

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di Gianluca Nicoletti da Wired Mag del 24 novembre 2010

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Raoul è convinto di riuscire a vincere la battaglia con le associazioni di genitori ludofobici per imporre il videogame come forma di espressione culturale, oltre che come prodotto industriale. «Il mercato videoludico in Italia vale oltre un miliardo di euro l’anno tra hardware e software venduti, ma la produzione nazionale di videogiochi genera un fatturato di soli 30 milioni di euro».

Accade questo anche se oltre l’85 % dei giovani dai 18 ai 25 anni è un videogiocatore. Così Raoul cerca la sponda istituzionale e in un mix tecno-risorgimentale nasce “Gioventù Ribelle”, il videogioco commemorativo dei 150 anni dell’Unità d’Italia, promosso dal ministro della Gioventù, con il patrocinio del presidente della Repubblica e della presidenza del Consiglio. E a inizio 2011 a Roma Prati aprirà il Video Game Museum, un polo europeo per la ricerca sulle opere multimediali interattive.

http://www.gioventuribelle.it/

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Inserito su www.storiainrete.com il 13 dicembre 2010

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