Italia 150, Bolzano dice no. «Non parteciperemo alla festa»

8 febbraio

Luis Durnwalder «Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell’Italia. Anche per questo motivo non abbiamo grande interesse di parteciparvi». La Provincia Autonoma d Bolzano non parteciperà ai festeggiamenti per i 150 dell’Unità d’Italia e la conferma è nelle parole del presidente della giunta provinciale altoatesina Luis Durnwalder. Insomma, niente stand del «made in Alto Adige» nemmeno alla mostra delle Regioni e delle eccellenze territoriali che sarà allestita dal 26 marzo a fine luglio al Vittoriano e a Castel Sant’Angelo a Roma.

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da Corriere della Sera.itdel 7 febbraio 2011

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«Per la mostra di Roma non ho ricevuto nessun invito e questo tema non è stato discusso in giunta. Se devo essere sincero non è che abbiamo tanto interesse per queste celebrazioni e non partecipare non credo sia un grandissimo problema – ha proseguito duramente Durnwalder -. Non mi sembra il caso di festeggiare e posso dire che non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. I 150 anni per noi non rappresentano soltanto Garibaldi ed i moti di fine Ottocento ma ci ricordano la separazione dalla nostra madrepatria austriaca. Noi non abbiamo fatto iniziative per favorire l’Unità d’Italia come altre regioni. Non volevamo nel 1919 e non volevamo nel 1945. Successivamente abbiamo accettato il compromesso dell’autonomia amministrativa. Se gli italiani vorranno parteciparvi lo possono fare, certamente noi non ci opporremo».

Pare inoltre che nella Provincia Autonoma sia ritenuto eccessivo il costo della partecipazione all’evento, 200 mila euro più Iva. Ad «ostacolare» la macchina altoatesina, che non ha nemmeno formato il previsto comitato locale per l’evento, ci sarebbe anche l’«improvvisa» mancanza di personale da inviare a Roma. Il vicino Trentino, che ovviamente sarà presente, ha proposto alla provincia di Bolzano di cedere metà del proprio stand ma anche questa ipotesi dovrà essere vagliata, ed approvata, dalla giunta provinciale. (Fonte Agi)

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Inserito su www.storiainrete.com il 7 febbraio 2011

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5 commenti


  1. “Se gli italiani vorranno parteciparvi lo possono fare, certamente noi non ci opporremo”… e ci mancherebbe anche questo.

    italico

  2. Ma cacciamoli dall’ITALIA sti montanari, prima sono voluti stare da questa parte perche se magnava, poi per colpa di molti stupidi Italiani che vanno a fare le vacanze da quelle parti si sono riempiti le tasche di lire Italiane vogliono fare i seccessionisti. Se fosse per me a calci nel sedere li cacciavo dall’Italia. Purtroppo abbiamo avuto governi che hanno abbassato la testa alle loro richieste, che gente vergognosa che sono sti montanari.

    conan

  3. Con quello che costa al contribuente la provincia autonoma di questo signore – a cui paghiamo il lauto stipendio tutti noi esattamente come a Lombardo in Sicilia o a Vendola in Puglia – gli altoadesini dovrebbero festeggiare l’Italia tutti i giorni. Forse sarebbe il caso che Tremonti cominciasse a mettere a stecchetto anche loro come si meritano…

    Fabio

  4. Se l’ Italia avesse dei politici ed un governo degni di rappresentarla, ci sarebbe già una festa nazionale: il 4 NOVEMBRE!
    Ogni anno si celebrerebbe l’ unica data che ci può accomunare senza destare lo spirito di fazione che dilania la nostra Patria.
    Come possiamo pretendere che un austriaco possa rispettarci, quando un ministro del nostro pseudo governo, ahimè di stirpe italica, si permette di vilipendere il tricolore?

    GABRIELE DAL MASO

  5. Egregio Fabio se a Roma ci fosse un governo, sarebbe in grado di dire a coloro che si sentono austriaci di tornarsene in Ausgtria e straccerebbe unilateralmente il pacchetto Gruber-De Gasperi, riportando i diritti degli alto atesini agli stessi livelli degli altri italiani. Ma per fare questo, come s’è detto, ci vorrebbe un governo che non si prostiuisca con nessuno, ossia ne con gli austriaci, ne con Gheddafi per il petrolio, ne con Putin per il gas, ne con gli americani e le loro guerre alo fine di cacciargli le castagne dal fuoco. Ci sono ari ed abili capi partito in Italia, ma non vedo nesuno statista.

    Federico

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