Nuovi scavi fanno tornare in auge la teoria “Atlantide=Tartesso”

14 maggio

notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)Una regione paludosa dei parchi nazionali spagnoli verrà sottoposta a scavi archeologici per trovare conferme alla possibile presenza di una città sommersa. La zona – le paludi di Hinojos vicino alla foce del Guadalquivir – è stata a lungo ritenuta inabitabile e mai colonizzata, ma recenti ritrovamenti fanno pensare alla possibilità che in tempi antichi avesse potuto ospitare centri abitati anche importanti.

Un’ipotesi che rafforza una vecchia teoria sull’identificazione della mitica Atlantide platonica con la civiltà di Tartesso, una florida cultura urbana fiorita in Spagna occidentale prima dell’arrivo dei Cartaginesi. L’ipotesi è che un ricco centro abitato di Tartesso sia stato distrutto da un devastante maremoto verso la fine del 7° secolo a.C. dando origine così al mito della “città scomparsa”. Foto aeree mostrerebbero fra le marcite della foce del Guadalquivir strutture che non sembrano di origine naturale e che – se gli scavi confermassero essere manufatti – potrebbero condurre alla riscoperta di questa città morta. La civiltà di Tartesso fiorì fra 11° e 7° secolo a.C. – prima dell’arrivo dei Fenici da Cartagine – e stabilì solidi commerci con le altre culture mediterranee grazie alla grande ricchezza mineraria del retroterra iberico.

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Inserito su www.storiainrete.com il 14 maggio 2011

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Un commento


  1. Un’ipotesi decisamente più plausibile, rispetto alle teorie che vedono nell’antica “Sardinia” la città di Atlantide. Comunque Tartesso si trova aldilà delle celeberrime colonne d’Ercole.

    marco

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