Se Wikipedia è “troppo buona” con Hitler e altri dittatori…

11 agosto

Quello che segue è un articolo tratto dal giornale online “Linkiesta” del 9 agosto scorso, a firma Marco Sarti. La tesi di Sarti è che Wikipedia in italiano sarebbe troppo fredda, oggettiva e scientifica nei confronti di Hitler (e anche altri dittatori), poichè li inquadra innanzitutto come “politici” e relega le atrocità commesse dai loro regimi ad aspetto più o meno importante, ma comunque accessorio della personalità di costoro.

In una parola, Sarti si lamenta che Wikipedia non sia una specie di funerale magnogreco, con tanto di prefiche che si stracciano le vesti, si graffiano il petto e strappano i capelli nell’incipit di ogni pagina dedicata a Pol Pot, Stalin, Hitler e compagnia cantante.

L’ennesimo intervento, insomma, di chi non ha capito cos’è e qual’è lo spirito di Wikipedia e che sulla base di ragionamenti di pancia (mancava solo qualche accenno ai bambini morti, che – si sa – fanno sempre effetto) va a criticare un meccanismo collaudato e tutto sommato efficiente, ma i cui problemi restano ben altri. Non certo la freddezza e l’oggettività. Con lo stesso rigor logico dell’articolo de Linkiesta potremmo pretendere che le voci dedicate alle malattie gravi sortiscano con questo tono: “il carcinoma è una tragedia che colpisce milioni di persone e i propri cari, sconvolgendo le loro esistenze e infliggendo inenarrabili sofferenze”. Ma magari una persona seria s’aspetta da una enciclopedia seria un approccio differente. Come questo, che è quello della corrispondente voce wikipediana: “Con il termine carcinoma si identifica in medicina un tumore maligno di origine epiteliale. Cioè una neoplasia (formazione patologica di nuove cellule) maligna etc. etc. etc.”.

Magari qualcuno potrà ritenerla non rispettosa dei malati di carcinoma? Alzi la mano.

Ebbene come nel caso di una voce di medicina, anche una di storia ha da essere fredda, scientifica, chirurgica. E pazienza se i sentimenti di qualcuno possono risultare non soddisfatti da una visione fredda, scientifica e chirurgica. Le priorità – come polemicamente fa notare Sarti in chiusura del suo pezzo – sono differenti, a seconda della visione del mondo: un’enciclopedia deve ostentare perfino il distacco dagli argomenti che tratta, e in questo gran parte delle voci di Wikipedia è eccellente. La redazione di una voce su Wiki, anzi, è un ottimo esercizio di autodisciplina nel fornire informazioni attendibili senza far trasparire il proprio punto di vista. E accusare qualcuno d’essere filo-hitleriano (o filo-polpotiano o filo-staliniano) solo perché si approccia freddamente a questi personaggi sarebbe come dire che i redattori della voce sul carcinoma sono… favorevoli al cancro solo perché non hanno citato sofferenze e tragedie familiari causati da questa malattia in incipit.

L’articolo di “Linkiesta” è insomma il classico pezzo di chi non ha capito niente di Wikipedia e attaccandosi a due-tre argomenti per lo più speciosi (pensate: per “scoprire” che Pol Pot ha ucciso il 21% dei cambogiani bisogna arrivare nientemeno che al secondo capoverso! sicuramente Wikipedia è filo-polpotiana…) cerca il “caso” a tutti i costi. Ma i problemi dell’enciclopedia online, almeno in Italia, sono ben altri: l’occupazione gramsciana dei ruoli di admin da parte di un’oligarchia che è riuscita a piegare le regole di Wikipedia a proprio vantaggio; una tendenziosità imposta a certe voci nel nome del “punto di vista prevalente”, che diventa tale perchè gli altri punti di vista vengono sminuiti, condannati attraverso la reductio ad hitlerum, ridicolizzati; le aggressioni poliziesco-squadriste verso i “dissidenti” e l’espulsione dei non allineati o di quelli troppo pericolosi con la scusa che “danneggiano l’enciclopedia”.

Finchè purtroppo ci sarà gente che non comprende il funzionamento di Wikipedia e lo straordinario contributo che essa può dare alla cultura proprio in virtù della sua freddezza scientifica, questa cricca potrà fare il comodo suo. E non c’è dubbio che molti di questi si fregheranno le mani leggendo l’insulso pezzo che segue.

Emanuele Mastrangelo

Per Wikipedia, Hitler è un politico. E non cita i sei milioni di ebrei uccisi

La versione italiana dell’enciclopedia on line ha un profilo al limite del negazionismo. Parla della Shoah al quindicesimo rigo, il numero storicamente riconosciuto delle vittime non è mai scritto e l’incipit sul nazionalsocialismo sembra opera dello storico Irving. E dopo l’articolo de Linkiesta, modificano il testo.

di Marco Sarti da Home del 9 agosto 2011

Adolf Hitler? «Un politico austriaco naturalizzato tedesco». Così lo definisce Wikipedia. Cliccando sull’enciclopedia più famosa del web si legge che il leader nazista fu «Cancelliere del Reich dal 1933 e Fuhrer della Germania dal 1934 al 1945. Fuhrer del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, noto con il nome abbreviato di Partito Nazista, e il principale ideologo del nazionalsocialismo». Uno statista piuttosto di successo, insomma. Per scoprire che Hitler fu anche un sanguinario dittatore si deve continuare a leggere. Parecchio. Almeno una decina di righe. Giusto il tempo di imparare che le camicie brune presero il potere in Germania non con la forza, ma «cavalcando lo scontento e l’orgoglio ferito del popolo tedesco».

Una questione di forma, si dirà. Eppure nella versione di Wikipedia  in lingua inglese certi “aspetti” biografici sono immediatamente sottolineati. Laddove si spiega che il dittatore tedesco deve la propria fama «alle responsabilità nella nascita del fascismo in Europa, la Seconda Guerra mondiale e l’Olocausto».

Intendiamoci. La pagina italiana di Wikipedia non censura la Shoah. Dopo una quindicina di righe (dopo la pubblicazione del pezzo de Linkiesta, è passato al quarto rigo) si legge: «Responsabile della morte di milioni di persone, Hitler fu fautore di una politica di discriminazione e sterminio che colpì vari gruppi etnici, politici e sociali e in particolar modo gli ebrei». L’argomento è trattato, in dettaglio, all’ottavo paragrafo del testo. Si parla dell’Olocausto e dei campi di concentramento. Poi si conclude: «Non è stato ritrovato alcun documento nel quale sia stata pianificata la “Soluzione Finale”, ma ciò nonostante la stragrande maggioranza degli storici concorda nel ritenere che Hitler ne sia stato l’ideatore». La responsabilità dello sterminio è di Hitler, quindi. O almeno così sembra.

Chi vuole saperne di più sul personaggio può visitare la pagina che Wikipedia dedica al partito nazista. L’incipit sembra l’introduzione a un libro del negazionista inglese David Irving. «Il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, meglio conosciuto come Partito Nazista, nato dal Partito dei Lavoratori Tedeschi, fu un partito politico che venne portato al potere in Germania, nel 1933, da Adolf Hitler». Il visionario dittatore? Ma no. Piuttosto il «caporale tedesco più volte decorato per il valore dimostrato in combattimento durante la prima guerra mondiale».

Passaggi spesso paradossali. Giustificati dalla natura stessa di Wikipedia. Un’enciclopedia online «che dà la possibilità a chiunque di collaborare, utilizzando un sistema di modifica e pubblicazione aperto». Di fatto, tutti i visitatori del sito possono creare o modificare una voce. E chi pubblica qualcosa, come avverte lo stesso sito, «potrebbe non essere esperto negli argomento di cui scrive».

Il giudizio di Wikipedia su Benito Mussolini è più tranchant. Il Duce viene subito presentato come «politico, giornalista e dittatore italiano». Stessa sorte per Iosif Vissarionovic Dzugasvili: «un dittatore e politico sovietico bolscevico conosciuto come Stalin». Grandemente rivalutata la figura di Kim Jong-il. Per alcuni è uno dei più crudeli tiranni in circolazione. Per l’enciclopedia web si tratta solo di un «politico nordcoreano». La sua pagina è ricca di informazioni. «Governa la Corea del Nord dal 1994 – si legge – È il successore del padre Kim il Sung, che ha governato dal 1948 alla morte nel 1994 e che conserva a tutt’oggi la carica di presidente perpetuo». E ancora: «Kim Jong-il è il presidente della Commissione di Difesa Nazionale e segretario del Partito del Lavoro di Corea. Comandante del quarto esercito più grande al mondo, in Corea del Nord viene salutato come il “Caro Leader” o il “Grande Leader” della patria». Wikipedia racconta persino che «il suo compleanno è una festività pubblica». Qualcuno sostiene che Kim Jong-il abbia anche instaurato una ferrea dittatura e stia affamando il proprio popolo. Ma insomma, non si può mica scrivere tutto.

E cosa dice Wikipedia di «Saloth Sar, meglio conosciuto come Pol Pot»? Unanimemente considerato uno dei più spietati capi di governo della storia? La versione italiana è impeccabile: «È stato un politico, rivoluzionario e dittatore cambogiano».  Quella inglese un po’ meno. «Un rivoluzionario cambogiano che ha guidato i Khmer Rossi dal 1963 fino alla sua morte nel 1998. Dal 1976 al 1979 è stato il primo ministro della Kampuchea democratica». La versione italiana spiega senza troppi giri di parole che Pol Pot «fu diretto ispiratore e responsabile della tortura e del massacro di circa un milione e mezzo di persone (compresi bambini, donne e anziani)». Quella in lingua inglese ha un approccio un po’ più “democristiano”. Perché è vero che Pol Pot ha ucciso il 21 per cento della popolazione, ma per scoprirlo bisogna leggere almeno fino alla fine del secondo capoverso. Questione di priorità.

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Inserito su www.storiainrete.com l’11 agosto 2011

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4 commenti


  1. Certo che, se chi scrive articoli per l’Inkiesta conosce solo la storia che pare a lui…. può partorire solo sta scempiaggine di pensiero…. Si tende purtroppo a riportare i fatti storici come hanno voluto farci da sempre intendere, senza prove REALI e a scrivere secondo la propria opinione. Ma la storia non si scrive secondo un’opinione ma secondo fatti e prove! Meno male che esiste il revisionismo, ma tante cose devono ancora essere diffuse, ed è difficile diffonderle, ache se sono basate su fatti e non opinioni! Tutto questo per una sorta di silenziosa censura voluta e seguita… e conveniente. Ad ognuno i propri crimini, ad ognuno le proprie colpe, ad ognuno le proprie responsabilità! E’ ora che ci si avvicini quanto piu possibile alla verità della storia! E senza per questo essere tacciati di simpatizzare per Hitler e compagnia bella! La storia bisogna conoscerla non solamente parlarne… e conoscere la storia come è in realtà non piace, da fastidio, ci si rifiuta! Meglio parlare per luoghi comuni e di quello che piu si avvicina al sapere popolare..almeno ci si fa belli con gli applausi e i consensi! Bella informazione, soprattutto utilissima sisi :)) Basta ho concluso.

    Eleonora

  2. L’analisi di Mastrangelo è impeccabile. E’ un vero peccato che Wikipedia abbia perso, per squallidi motivi politici, un contributore così valido.

    italico

  3. L’articolo de “linkiesta” è stato scritto solo per riempire qualche pagina. Quello di cui si lamenta l’autore non è altro che il punto di vista neutrale (NPOV), un pilastro di Wikipedia, che vale per Hitler come per Madre Teresa di Calcutta.

    Il problema di Wikipedia è la presenza di una cricca che ha deciso che la storia d’Italia deve essere scritta in base al “Punto di vista del PCI”, e che ogni deviazionismo va punito al grido di “dagli al fascista!”.

    Mastrangelo ne sa qualcosa… ed un altro utente molto preparato, tale Presbite, esperto di storia istriana e dalmata (argomento molto amato dai comunisti) stava per fare la stessa fine per aver scritto una voce sulla strage partigiana dell’ospedale di Vercelli…

    giacomo

  4. Niente da stupirsi!
    Io non conosco il giornale linkiesta ,ma Sarti è comunque un giornalista e che cosa ci potevamo aspettare da un commento di un giornlaista. I giornalisti vivono come in un palcoscenico ,non riescono a riportare nessuna notizia anche la più banale e ordinaria senza suscitare emozionalismi. La notizia scissa dall’emozione per un giornalista non è concepibile ,è qualcosa che lui non conosce . In questo modo manovrano le coscenze e le menti di migliaia di persone, proprio riuscendo a suscitare emozioni anche forti anche violente e anche molto negative ,in quelli che li ascoltano o li leggono. Nessun mezzo è più efficace per ottenere quello che si vuole e riuscire a dirottare il pensiero della gente dove si vuole.A cominciare dai titoli di testata ,si parte da quelli
    Sarti non riesce forse ancora a capire che la storia o il resoconto storico non funziona proprio così o perlomeno non dovrebbe funzionare così.Se so qualcosa di più su Stalin lo devo prorpio a Wikipedia cose che nessun giornalista mi aveva mai raccontato

    chiara

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