Nessun risarcimento per i lavoratori forzati tedeschi post-1945

10 settembre

notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)Il ministro degli Interni tedesco Hans-Peter Friedrich ha rifiutato alla Lega dei Rifugiati (BdV) – l’associazione tedesca che raduna i milioni di profughi causati dalla sconfitta del Reich nella Seconda guerra mondiale – un risarcimento per il lavoro forzato imposto dalle nazioni vincitrici.
Dopo la guerra infatti centinaia di migliaia di tedeschi furono obbligati a servire come lavoratori forzati nelle nazioni confinanti con la Germania in riparazione dei danni prodotti dalla guerra. Secondo la presidentessa della BdV Erika Steinbach sarebbero oltre 100 mila i cittadini tedeschi che avrebbero diritto ad un risarcimento di almeno 5000 euro a testa per questo sfruttamento.
Il rifiuto del ministro degli Interni è stato motivato in una lettera alla Steinbach, nella quale è scritto che “ciò che è accaduto dopo la guerra è stato semplicemente il destino e non può essere compensato”, ha riportato il giornale “Bild am Sonntag”.
Nel 2003 il partito democristiano tedesco aveva avanzato una proposta di legge per il risarcimento dei lavoratori forzati tedeschi, ma l’allora maggioranza social-ambientalista votò contro. Sembra che l’attuale capogruppo democristiano Volker Kauder sia intenzionato a ripresentare il progetto di legge nei prossimi mesi.

Il ministro degli Interni tedesco Hans-Peter Friedrich ha rifiutato alla Lega dei Rifugiati (BdV) – l’associazione tedesca che raduna i milioni di profughi causati dalla sconfitta del Reich nella Seconda guerra mondiale – un risarcimento per il lavoro forzato imposto dalle nazioni vincitrici.
Dopo la guerra infatti centinaia di migliaia di tedeschi furono obbligati a servire come lavoratori forzati nelle nazioni confinanti con la Germania in riparazione dei danni prodotti dalla guerra. Secondo la presidentessa della BdV Erika Steinbach sarebbero oltre 100 mila i cittadini tedeschi che avrebbero diritto ad un risarcimento di almeno 5000 euro a testa per questo sfruttamento.
Il rifiuto del ministro degli Interni è stato motivato in una lettera alla Steinbach, nella quale è scritto che “ciò che è accaduto dopo la guerra è stato semplicemente il destino e non può essere compensato”, ha riportato il giornale “Bild am Sonntag”.
Nel 2003 il partito democristiano tedesco aveva avanzato una proposta di legge per il risarcimento dei lavoratori forzati tedeschi, ma l’allora maggioranza social-ambientalista votò contro. Sembra che l’attuale capogruppo democristiano Volker Kauder sia intenzionato a ripresentare il progetto di legge nei prossimi mesi.

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