De Mattei vince l’Acqui Storia, il presidente della giuria si dimette

6 ottobre

I motivi della rottura «Non ho voluto legittimare nemmeno con un voto di minoranza una decisione che ritengo un grave errore» Le polemiche precedenti Il vicepresidente del Cnr ha promosso un convegno antidarwiniano e ha definito lo tsunami «castigo divino».
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di Antonio Carioti da “Il Corriere della Sera” del 3 ottobre 2011 Corriere della Sera.it
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Tempesta sul premio Acqui Storia, il più prestigioso riconoscimento italiano in campo storiografico. La scelta di attribuirlo, per la sezione scientifica, al saggio di Roberto de Mattei Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta (Lindau) ha provocato le dimissioni del presidente della giuria, Guido Pescosolido. «Non ho voluto legittimare neppure con un voto di minoranza l’ assegnazione del premio a un libro il cui autore non esercita la funzione critica di storico, ma quella di militante in favore di determinate tesi», dichiara al «Corriere» Pescosolido, docente di Storia moderna alla Luiss e alla Sapienza di Roma, membro della giuria da 15 anni. La decisione di premiare de Mattei, noto per il suo ferreo tradizionalismo cattolico, non è ancora stata comunicata ufficialmente (la relativa conferenza stampa si terrà giovedì prossimo), ma diverse fonti la confermano. È stata assunta domenica 25 settembre ad Acqui (provincia di Alessandria) dal resto della giuria (Massimo de Leonardis, Aldo A. Mola, Giuseppe Parlato, Francesco Perfetti, Gennaro Sangiuliano), a quanto pare con un voto non unanime, poiché le perplessità del presidente non erano del tutto isolate. Un paio di giurati erano assenti, ma hanno comunicato la loro preferenza, anche se va ricordato che, a norma di regolamento, è valido solo il suffragio di chi partecipa personalmente alla riunione. Per la sezione divulgativa e quella del romanzo storico, che hanno giurie distinte, sono stati premiati rispettivamente il libro di Andrea Vento In silenzio gioite e soffrite (una storia dei servizi segreti italiani edita dal Saggiatore) e quello di Stefano Zecchi Quando ci batteva forte il cuore (Mondadori). «Io non so nulla – precisa Pescosolido – ma certamente il successo di de Mattei si profilava con chiarezza da tempo. Perciò il 21 settembre mi sono dimesso formalmente, dichiarando che ritenevo di non poter più svolgere serenamente le funzioni di giurato e di presidente.
Dato che però le mie dimissioni sono state respinte e che tutti, a cominciare dall’ assessore alla Cultura del Comune di Acqui Terme, Carlo Sburlati, mi hanno manifestato un grande apprezzamento, ho dovuto confermarle, precisando che non volevo partecipare in alcun modo a una decisione che promuovesse quel libro come meritevole di vincere l’ Acqui Storia. Poi non so che cosa sia accaduto, perché ovviamente non sono andato alla riunione in cui è stato scelto il testo da premiare. E nessuno mi ha comunicato il verdetto della votazione». Nel merito Pescosolido esprime un giudizio severo sul lavoro di de Mattei: «Presenta il Concilio Vaticano II come la più grande sciagura nella storia della Chiesa cattolica e valuta di conseguenza l’ operato dei pontefici che ne furono protagonisti. Non si tratta di una ricostruzione storiografica, ma di un’ opera militante in senso tradizionalista. Io rispetto le idee di tutti, compreso ovviamente de Mattei, ma rivendico la libertà di respingere la scelta di premiarlo, anche attraverso le mie dimissioni preventive». De Mattei, che insegna Storia del cristianesimo all’ Università Europea di Roma (legata ai Legionari di Cristo), è abitualmente al centro di polemiche, soprattutto nella sua veste di vicepresidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Come tale infatti promosse, nel febbraio 2009, un convegno antidarwiniano duramente contestato dalla comunità scientifica, in particolare dai biologi, e più tardi ha ipotizzato che il terremoto e lo tsunami in Giappone potessero essere il prodotto di un castigo divino, suscitando reazioni ancor più roventi.
Se atei e progressisti lo bersagliano spesso, reclamando le sue dimissioni dal Cnr, va ricordato che il suo libro sul Vaticano II ha subito una stroncatura da parte dello stesso quotidiano dei vescovi «Avvenire», nel dicembre scorso, per mano di un intellettuale anch’ egli di matrice tradizionalista come Massimo Introvigne. D’ altronde Pescosolido, allievo del biografo di Cavour Rosario Romeo, non si può certo considerare un esponente della cultura di sinistra. Si pensi che tre anni fa, quando era preside della facoltà di Lettere e filosofia della Sapienza, venne sequestrato e minacciato da esponenti dei collettivi studenteschi. Non a caso è rimasto alla testa della giuria, anche dopo che gli equilibri interni di un premio nato per celebrare la resistenza della divisione Acqui, massacrata dai nazisti a Cefalonia nel 1943, si erano spostati a destra per via degli esiti elettorali amministrativi. «Sono onoratissimo – afferma Pescosolido – del ruolo di presidente che ho svolto in questi anni. Più volte mi sono trovato in minoranza nelle votazioni, ma ritengo che la giuria abbia svolto sempre un lavoro eccellente. Ritengo tuttavia che la decisione di dimettermi sia anche nell’ interesse del premio, che ha sempre avuto un alto profilo scientifico, cui non deve rinunciare».
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Inserito su www.storiainrete.com il 6 ottobre 2011

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