Guerre anglo-boere: archeologia e visite sui campi di battaglia

11 novembre

Gen L. BothaIl Sud Africa dal 1899 al 1902 fu il palco di uno dei conflitti più controversi della storia. Durante le guerre Anglo-Boere le Repubbliche indipendenti sudafricane si scontrarono con l’Impero Britannico nel tentativo di mantenere la loro indipendenza e il controllo sulle risorse minerarie della regione del Transvaal, mentre gli inglesi miravano ad espandere i confini delle loro colonie e a mettere sotto controllo i loro nemici.

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di Elena Mauri

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Diversi personaggi illustri parteciparono a questa guerra, fra i quali Winston Churchill, che si trovava in Sud Africa come reporter. Non tutti sanno [ma “Storia in Rete” e i suoi lettori sì: vedi “Storia in Rete” n. 60 NdR] che proprio Churchill venne catturato da un italiano, il colonnello Camillo Ricchiardi, uomo di carattere e spirito eccezionali e purtroppo, con i suoi compagni d’avventura, poco noto in patria, Ricchiardi guidava la Legione Volontaria Italiana in questa guerra.

Gli italiani emigrati in Sudafrica in quei tempi erano parecchi, si erano spostati lì per lavorare nelle industrie e nelle miniere, e questa legione era formata da circa 200 soldati che combattevano al fianco delle truppe boere. (per approfondire http://samilitaryhistory.org/lectures/italyabw.html). Churchill venne spedito a Pretoria insieme a diversi altri prigionieri, ma riuscì a fuggire dal carcere, raggiungendo la fama dopo questo evento, ed entrando così a far parte con successo del mondo politico inglese. Un’altra figura di rilievo storico che prese parte a questo conflitto in modo totalmente pacifico, fu Il Mahatma Gandhi. Vi partecipò come barelliere del Natal Indian Ambulance Corp durante la battaglia di Spionkop (per approfondire: http://www.angloboerwar.com/south-african-units/447-natal-volunteer-indian-ambulance-corps). Gli italiani non furono i soli alleati a combattere in questa guerra, che ebbe vera a propria portata internazionale. L’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, l’America, la Francia e la Russia si unirono a sostegno delle due parti, lo scontro Anglo-Boero segnò inoltre un punto di passaggio nel modo di combattere e di vedere la guerra che influenzò profondamente tutti i conflitti successivi.

Durante un recente ricognizione sul campo di battaglia di Vaalkranz, Umlando, una società archeologica sudafricana gestita dall’archeologo Gavin Anderson, ha ritrovato fortificazioni, vari oggetti metallici e sulla collina, che durante la battaglia era occupata dalle truppe boere, anche varie incisioni lasciate dai soldati. Grazie al supporto di uno storico, Umlando ha effettuato dei controlli con i resoconti dello scontro presenti negli archivi, rilevando alcune incongruenze, e trovando risposte a domande che erano rimaste in sospeso per più di un secolo. Fra le varie strutture presenti tutt’ora sul campo, che copre una parte della riserva naturale di Umphafa, Anderson ha notato la presenza di diverse tombe, suppone che alcune di esse  possano appartenere ai caduti Boeri che erano stati dati per dispersi. Nei prossimi mesi si effettueranno delle ricognizioni mirate, e dato che una delle possibili tombe boere è stata danneggiata, verrà aperto uno scavo che si spera porti alla luce materiale sufficiente a confermarne le origini.

Gli scopi di questa ricerca sono diversi, mappare e studiare le incisioni e le strutture presenti sul territorio, ed effettuare delle comparazioni con quanto è riportato negli archivi storici sarà solo il primo passo. Far conoscere al grande pubblico dettagli di un evento fondamentale per la storia contemporanea, e promuovere la conservazione e lo studio di siti e ambienti naturali al momento abbandonati a sé stessi è un ulteriore punto focale del lavoro di Umlando, che si occupa di proteggere e valutare lo stato di conservazione dei beni culturali in Sud Africa ormai da diversi anni. Per questa ragione il progetto di ricerca è stato aperto al pubblico internazionale. Sono stati organizzati dei viaggi di studio di dieci giorni per gruppi di sei persone aperti anche a chi non ha mai avuto prima esperienze simili. Ai partecipanti, che devono essere maggiorenni e in buona salute, viene fornita una formazione completa sia sotto il profilo tecnico che culturale. L’opportunità di effettuare delle ricognizioni a piedi all’interno di zone protette e riserve naturali rende l’esperienza unica ed accattivante anche per chi ama la natura e i viaggi e non si occupa di storia o archeologia per professione. Per informazioni e per seguire gli aggiornamenti direttamente dal campo su questo e sugli altri progetti organizzati da Umlando potete visitare il loro sito: http://umlando.jimdo.com/expeditions-courses/2nd-anglo-boer-war/, oppure seguirli su Facebook: https://www.facebook.com/groups/umlando/

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Vuoi saperne di più? Leggi Storia in Rete n. 60

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Inserito su www.storiainrete.com l’11 novembre 2011

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