Archivi: l’Università di Cambridge digitalizza i manoscritti di Newton

12 gennaio

L’università di Cambridge ha avviato un ambizioso progetto di digitalizzazione del patrimonio librario. Il primo impegno è stato quello di scannerizzare e mettere on line oltre 4mila pagine dei manoscritti dell’autore dei celebri «Philosophiae Naturalis Principia Mathematica»

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di Pier Francesco Borgia da “Il Giornale” del 16 dicembre 2011 
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Alzi la mano chi, da bambino, non è rimasto perplesso pensando che la caduta accidentale di una mela possa aver davvero fatto scoprire una delle più importanti leggi della fisica. Il secondo pensiero, altrettanto perplesso e altrettanto immediato, andava subito a quel tale «pensatore e scienziato» inglese che ha fatto di un frutto di Eva il grimaldello della scienza moderna. Proprio lui, Isaac Newton o Isacco (come si diceva un tempo qui da noi), torna alla ribalta della cronaca grazie all’università di Cambridge. Il prestigioso ateneo ha messo on line quasi 4mila manoscritti del filosofo, fisico e matematico inglese (nato a Woolsthorpe-by-Colsterworth il 4 gennaio del 1642 e morto a Londra il 31 marzo del 1727). Newton è considerato uno dei padri della rivoluzione scientifica e della teoria eliocentrica. Le migliaia di pagine autografe dei lavori di Newton, compresi molti disegni e annotazioni, sono state scansionate in alta risoluzione e sono ora consultabili presso l’archivio digitale del prestigioso ateneo britannico. Per la prima volta alcune tra le più importanti opere di Newton e molti dei suoi appunti di lavori sono consultabili dal grande pubblico grazie al trasferimento dei testi sul supporto originale. Finora l’accesso agli autografi era riservato a pochi studiosi. Tra i preziosi manoscritti digitalizzati spicca quello del «Philosophiae naturalis principia mathematica» (1687), considerata un’opera fondamentale nella storia della scienza. In aggiunta a queste 4mila pagine, l’università di Cambridge ha annunciato che molti altri documenti originali verranno scannerizzati e pubblicati nei prossimi mesi. Il progetto Cambridge Digital Library, curato dalla biblioteca dell’ateneo, è stato reso possibile grazie a una donazione di un milione e mezzo di sterline da parte della Fondazione Polonsky. Quella conservata a Cambridge è la più ricca collezione di manoscritti scientifici e di studi matematici di sir Isaac Newton. Circa 130 testi di Newton erano già stati resi disponibili online attraverso un progetto dell’Università del Sussex.

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Inserito su www.storiainrete.com il 11 gennaio 2012

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Un commento


  1. Ma..si tratta di cosa recente? Lunga fu la contesa dei mmss., a cui se ben ricordo partecipò anche l’Università di Gerusalemme….ho letto con una certa perplessità di divoratrice la notizia – può darsi semplicemente che sia un effetto rebound delle letture in lingua, ma ho l’impressione che la notizia circolasse in Europa già. C’è chi può confermare?

    silviagoi

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