Ecco Napoleonland, il parco dei divertimenti del Gran Corso

18 febbraio

Sorgerà a Montereau-Fault-Yonne, teatro di una delle ultime brillanti vittorie di Napoleone e a detta degli ideatori dovrebbe rivaleggiare con Eurodisney, il parco giochi alle porte di Parigi. Il prossimo 18 febbraio, giorno in cui s’inaugura un’esposizione permanente dedicata alla celebre battaglia combattuta nella cittadina dell’Île-de-France, sarà presentato il progetto Napoleonland, un’attrazione ludico-storica da 250 milioni di euro che rievocherà i luoghi e i conflitti militari più famosi di cui il grande condottiero corso fu protagonista.

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di Francesco Tortora dal Corriere della Sera del 15 febbraio 2012

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RICOSTRUZIONE – Il parco, che si estenderà su una superficie di circa 50 ettari e che dovrebbe aprire i battenti nel 2017, presenterà al suo interno anche un centro congressi, un museo, diversi alberghi e negozi di souvenir. Naturalmente le principali attrazioni saranno le ricostruzioni dei campi di battaglia sui quali Napoleone costruì la sua gloria e più tardi la sua disfatta. Non mancherà il riadattamento della pianura di Austerlitz (l’attuale comune di Slavkov u Brna nella Repubblica Ceca) dove il 2 dicembre del 1805 l’esercitò francese composta da appena 73.000 uomini sbaragliò grazie a una manovra geniale dell’Empereur l’armata russo-austriaca composta da oltre 85.000 uomini in quella che fu tramandata dalla storia come «La battaglia dei tre Imperatori». I visitatori potranno ammirare la ricostruzione degli accampamenti della campagna d’Egitto con le Piramidi in bella vista, i bivacchi delle due folgoranti campagne d’Italia (1796-7 e 1800), un grande acquario che riprodurrà il celebre scontro navale di Trafalgar, il ponte della Beresina attraversato dagli ultimi e assiderati soldati francesi durante la tragica ritirata di Russia e infine il campo di battaglia di Waterloo, luogo in cui Bonaparte, sofferente e senza più la brillantezza d’un tempo, subì la sua più atroce e definitiva sconfitta.

MISURA ANTICRISI – Yves Jégo, ex ministro francese e appassionato di storia napoleonica è il personaggio pubblico che più di tutti crede nell’iniziativa tanto da definirla «il sogno di una vita». E’ convinto che il parco non solo possa attrarre circa 1,5 milioni di visitatori all’anno da tutta Europa, ma anche stimolare l’economia locale creando fino a duemila nuovi posti di lavoro. Completamente finanziato dai privati (gli ideatori sperano di attrarre investitori anche dal Qatar e dall’India), il progetto sarà appoggiato sia dal governo francese sia dalla Fondation Napoléon, la più importante organizzazione dedicata alla storia dell’Imperatore corso: «Quest’iniziativa potrebbe essere una misura anticrisi per il nostro territorio – ha dichiarato a Le Parisien il politico del partito radicale che è allo stesso tempo deputato nazionale e sindaco di Montereau-Fault-Yonne – Se riusciamo a finanziarlo, questo sito può diventare un grande polo di sviluppo economico, utilizzando a fondo il marchio di Napoleone».

CULTURA E DIVERTIMENTO – Jégo è certo che l’esperimento di «histo-tainment» (un mix di cultura storica associata al divertimento ludico), sarà un successo: «Si tratta di un progetto unico – confessa il politico di centrodestra al Guardian di Londra – Napoleone è il personaggio francese più conosciuto al mondo. Ha cambiato la storia del mondo e in due secoli circa 80.000 libri sono stati scritti sulle sue imprese, ma ancora non esiste un museo dedicato esclusivamente a lui». «L’idea è di coprire il periodo storico che va dalla fine della Rivoluzione francese con l’arrivo di Bonaparte fino alla caduta del Primo Impero – continua il politico – Il pubblico potrà così scoprire all’interno del museo l’epopea napoleonica, il bivacco di Montereau che ricostruisce la famosa battaglia, l’incoronazione di Napoleone, il viaggio di Bonaparte in Egitto, il passaggio del valico del Gran San Bernardo dove i visitatori potranno praticare lo sci».

APPOGGIO DEGLI ACCADEMICI – Gli studiosi sembrano appoggiare il progetto del parco: «La storia non appartiene agli accademici – dichiara il professor Nicolas Offenstadt – Da tempo c’è un crescente uso di storia popolare in tutto il mondo. Ciò dimostra che in un momento molto difficile per la modernità, sempre più gente volge lo sguardo verso il passato. Ma bisogna fare un grande sforzo per seguire il consiglio degli storici così da non cadere in un passato idealizzato o mitologico». Dello stesso avviso Thierry Lentz, direttore della Fondation Napoléon e uno dei massimi esperti di storia napoleonica: «Non è nostro compito darà la benedizione al progetto – confessa alla rivista Paris Match -Tuttavia quest’iniziativa non può che renderci felici».

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Inserito su www.storiainrete.com il 18 febbraio 2012

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