Storia in Rete numero 78, aprile 2012

19 aprile

Ad aprile, Storia in Rete dedica la copertina ad un tema scottante: quello dei “vinti”: la Storia dà patenti di “buono” e “cattivo”? Vi sono “vinti” che sono anche “sconfitti” oppure la Storia prevede dei “ripescaggi”? Prendendo spunto da un nuovo saggio e parlandone con Francesco Perfetti (ordinario di Storia alla LUISS) Storia in Rete propone ai suoi lettori un’ampia panoramica: dai Goti a Caporetto, dai nazionalbolscevichi a Vittorio Emanuele III, le vicende di fatti e persone su cui qualcuno ha affermato che “la storia ha detto la parola fine” e invece tornano nella memoria, nella riflessione e nella rivalutazione.

Dai “vinti” al “vae victis”: gli orrori delle “marocchinate” commessi in Italia durante la lenta risalita delle truppe alleate nel 1944 fino in Toscana in un nuovo saggio e quelli di un “triangolo rosso” dimenticato nella Liguria del dopo-guerra civile. E ancora la triste situazione degli Archivi di Stato italiani, che rischiano il collasso mettendo a repentaglio un patrimonio valutabile in miliardi di euro. E per concludere, i grandi iniziati, che in questo mese parleranno di Gustavo Rol, l’incredibile sensitivo di Torino; la rievocazione storica, che ci porta in un castrum romano ricostruito in Sardegna; il romanzo storico con l’intervista a Bjorn Larrson, lo scrittore che ha fatto rivivere l’epopea dei pirati.

Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di aprile!!

VUOI ACQUISTARE IL NUMERO 78 DI STORIA IN RETE IN PDF? CLICCA QUI!


TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI

Invia ad un amico Invia ad un amico     Stampa questo post Stampa questo post

Lascia un commento

*

* Attenzione: i commenti sono moderati. Storia In Rete si riserva la possibilità di non pubblicare commenti offensivi, lesivi dell'altrui reputazione, o comunque contro le leggi in vigore. In ogni caso, i commenti pubblicato non riflettono necessariamente la linea editoriale di Storia In Rete, che si impegna a stimolare e diffondere un dialogo il più possibile rispettoso di tutte le posizioni.