La Cambridge University Press celebra il genio italiano di Nazareno Strampelli

25 aprile

notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90) La prestigiosa Cambridge University Press ha pubblicato sul suo sito un articolo di Sergio Salvi, Oriana Porfiri e Salvatore Ceccarelli scritto in occasione del 70° anniversario della morte di Strampelli (1942-2012), e che è stato accettato per la pubblicazione su “The Journal of Agricultural Science”:
L’articolo uscirà in versione cartacea nei prossimi mesi, attualmente si può accedere a pagamento alla versione online. Nel rievocare la vicenda di Strampelli, i tre scienziati hanno rimarcato l’importanza del genio dell’ibridazione italiano, il cui lavoro – dimenticato colpevolmente nel dopoguerra – è servito come base a Norman Borlaug per la sua “Rivoluzione Verde” che gli valse il Nobel. Un riconoscimento postumo allo scienziato italiano che a buon titolo dovrebbe essere considerato il padre della moderna genetica agraria e che invece non fu mai insignito di riconoscimenti internazionali.
Nazareno Strampelli (1866-1942) fu uno dei più importanti scienziati del XX secolo, che con le sue innovative tecniche di ibridazione del frumento riuscì a creare le varietà moderne di grano, sconfiggendo i guasti che affliggevano i raccolti e rendevano la vita dei contadini miserabile fino ai primi anni del 1900.  Scienziato “puro”, interamente dedito alle proprie ricerche e al bene dell’umanità e dell’Italia, non brevettò mai nessuna delle cultivar da lui inventate e i suoi grani diedero un fondamentale contributo alla lotta alla fame nei paesi in cui vennero introdotti. Dal 1925, con l’inizio della Battaglia del Grano, divenne uno dei suoi protagonisti, e per i suoi meriti fu proposto dai sindacati fascisti come Senatore del Regno, prestigioso incarico al quale lo schivo scienziato avrebbe volentieri rifiutato, ma che fu convinto ad accettare per insistenza dello stesso Mussolini. In tutta la sua carriera fu un esempio di altruismo, abnegazione al dovere, dedizione: al contrario di molti “baroni”, Strampelli donava i risultati delle sue ricerche ai suoi assistenti e – cosa quasi incredibile ai nostri giorni – rifiutò i molti stipendi ed emolumenti che le numerose cariche pubbliche che andò a ricoprire gli avrebbero consentito di ricevere. Le sue scoperte, oltre che al successo della Battaglia del Grano e quindi all’autosufficienza alimentare italiana, contribuirono fortemente alla rinascita della Yugoslavia dopo le distruzioni della Seconda guerra mondiale e alla rivoluzione maoista in Cina, consentendo a Mao di alimentare il suo enorme esercito altrimenti condannato alla distruzione per fame.
La voce di Wikipedia dedicata a Strampelli è considerata “da vetrina” (cioè voce d’eccellenza) ed è stata realizzata in buona parte dalla redazione di Storia in Rete con la consulenza di Sergio Salvi, uno degli autori dell’articolo pubblicato dalla Cambridge University Press.

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VUOI SAPERNE DI PIU’?

Nazareno Strampelli, il genio italiano che sconfisse la fame (ma non ebbe il Nobel…)

su STORIA IN RETE n. 60

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Inserito su www.storiainrete.com il 25 aprile 2012

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