Commemorate ufficialmente vittime stragi americane in Sicilia

14 luglio

I messaggi del presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, e del presidente del Senato italiano, Renato Schifani, aprono il 14 luglio 2012 ad Acate la commemorazione delle vittime delle stragi compiute dagli americani durante lo sbarco in Sicilia nel 1943. I nomi dei settanta soldati italiani e quattro tedeschi fucilati dai militari della 45° Divisione di fanteria americana saranno ricordati da una lapide posta a Santo Pietro di Caltagirone, luogo della strage. Il ritrovamento dei nomi delle vittime si deve al lavoro di ricerca di Andrea Augello, senatore del Pdl e storico, che nel libro “Uccidi gli italiani. Gela 1943: la battaglia dimenticata” (Mursia) ha non solo ricostruito quanto accaduto a Gela nei primi giorni dello sbarco in Sicilia, ma ha anche ritrovato i nomi delle vittime delle stragi e il luogo di sepoltura.

Alla cerimonia di commemorazione saranno presenti Domenico Nania, vice presidente del Senato italiano e l’onorevole Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo alla quale è affidato il messaggio di Martin Schulz. «La barbarie della seconda guerra mondiale ha prodotto lutti, sofferenze e dolore in tutte le famiglie, in tutti i paesi europei. Le storie delle persone che ne hanno subito le conseguenze sono innumerevoli. La nostra Europa è nata dalle macerie di quella guerra» scrive il presidente del Parlamento Europeo riconoscendo quella che a lungo è stata una verità politicamente scorretta.

La commemorazione di Acate fa definitivamente cadere i veli di omertà e i silenzi che per decenni hanno coperto i crimini di guerra degli Alleati durante lo sbarco in Sicilia avvallando la tesi di un esercito italiano in rotta. Nell’operazione «Husky», l’assalto alla Fortezza Europa, gli anglo-americani misero in campo 180 mila uomini, 1800 mezzi da sbarco, 600 carri armati, 4 mila aerei ma sulla spiaggia e nei dintorni di Gela si trovarono di fronte alla resistenza disperata dei soldati della Livorno, della Goering e di gruppi di civili. La reazione degli Americani, caricati dalle parole d’ordine di Patton «Kill, kill and kill some more», fu violenta: soldati italiani e tedeschi che si erano arresi dopo aver difeso per due giorni l’aeroporto di Santo Pietro vennero passati per le armi. La giustizia americana ha processato il capitano John Compton e il sergente Horace West che ordinarono le esecuzioni: il primo venne assolto perché convinse la Corte di aver eseguito gli ordini di Patton, il secondo fu condannato all’ergastolo. Un crimine di guerra di cui si conoscevano i colpevoli ma non le vittime. Sulla vicenda ha indagato per cinque anni Andrea Augello, con la collaborazione di Onorcaduti e dell’Albo d’oro, fino ad arrivare a comporre l’elenco delle vittime : «Il mio lavoro è finalmente concluso. Lo dovevo alle famiglie che in questi anni mi hanno spinto a continuare, ai pochi superstiti che non sono stati ascoltati perché raccontavano una verità politicamente scorretta. Ai vinti hanno tolto molto più della vita, hanno negato il diritto al ricordo, all’onore e a un nome su una lapide.» dice Augello.

Testo completo del messaggio di Renato Schifani

Testo completo del messaggio di Martin Schulz

Programma delle commemorazioni

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Un commento


  1. Mi risulta che il sergente non abbia scontato la pena del’ergastolo…

    Davide

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