Luciano, biografia del fratello ribelle di Napoleone

28 luglio

Dietro il genio c’è sempre qualche disastro. Dietro Napoleone c’è uno stuolo di fratelli rissosi e soprattutto c’è il terzogenito di Carlo e Letizia Romolino, Luciano, di sei anni più giovane e in diretta competizione col secondogenito più scaltro, brillante e promesso alla gloria delle armi. Diversissimi di aspetto – basso, timido e insicuro fino alla misoginia Napoleone, alto, aitante, passionale e molto sciupafemmine Luciano – anche di carattere i due erano agli antipodi.

da “Il Foglio” del 17 dicembre 2011 IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara

Tanto Napoleone è cinico, compassato, padrone di sé, proteso al culto della volontà con cui piegare il destino, quanto Luciano è ondivago, passionale, capriccioso. Passa dall’infatuazione per Pasquale Paoli, eroe dell’indipendenza della Corsica, al suo tradimento quando sull’isola arrivano gli inglesi, e la famiglia dell’avvocato di Ajaccio, vedova in testa, scelgono il fronte giacobino dei francesi. Inevitabile il dissidio tra i due, alimentato per altro da reciproca conoscenza del nemico. Luciano non ha ancora vent’anni quando nel 1792 analizza “l’ambizione non completamente egoista” del fratello, lanciando la sua previsione: “Mi sembra destinato a diventare un despota, e penso che lo diventerà, se fosse un re, e che il suo nome sarà un orrore per i posteri e i patrioti sensibili”. Napoleone è già alle prese con la prima campagna d’Italia, quando si rivolge a Carnot per contenere la foga ondivaga di Luciano, commissario a Marsiglia: “Questo giovane ha una certa dose di talento, ma allo stesso tempo una mente priva di equilibrio”. Eppure nel novembre 1799 sarà Luciano, con la sua abilità retorica, a salvare il fratello dalle coltellate dell’Assemblea dei Cinquecento e consegnargli il potere col colpo di stato del 18 Brumaio. Ingrato, Napoleone cercherà solo di umiliare, dimenticare, allontanare quel fratello ingombrante, il quale, rimasto vedovo a trent’anni, convolerà in seconde nozze con Alexandrine de Bleschamp – bellissima, dalla forte personalità, invisa all’imperatore – con la quale si ritirerà a Roma per una vita borghese. Di quest’amore contrastato e appassionato, sepolto per anni nel silenzio degli archivi, ormai grazie a questa biografia romanzesca sappiamo tutto. Documentaristi provetti, Simonetta e Arikha sono infatti riusciti a scovare sia il manoscritto dei Mémoires di Luciano conservato al Quai d’Orsay, riesumandone tutti gli avvincenti dettagli rimasti inediti, sia l’archivio dei Faina, ramo italiano dei Bonaparte, con le lettere di Alexandrine e il quadernetto rilegato in cui Luciano raccontava il colpo di fulmine per la donna della sua vita.

_________________

VUOI SAPERNE DI PIU’? C’E’ LO SPECIALE DI STORIA IN RETE

Speciale n. 2 "Napoleone. Battaglie, uomini e amori di una vita straordinaria"

Invia ad un amico Invia ad un amico     Stampa questo post Stampa questo post

Un commento


  1. napoleone bonaparte,è vero che occupare altri paesi e sottometterli non è giusto pero su una cosa ci posso giurare,che da apassionato di storia che sono ho trovato ben pochi personaggi del calibro di napoleone sia come stratega militare sia come gestione e amministrazione politica di quest’uomo che a mio avviso riesce ancora oggi a far parlare di se quindi per me resta un personaggio unico ed inimitabile grazie un saluto

    mirko nocera

Lascia un commento

*

* Attenzione: i commenti sono moderati. Storia In Rete si riserva la possibilità di non pubblicare commenti offensivi, lesivi dell'altrui reputazione, o comunque contro le leggi in vigore. In ogni caso, i commenti pubblicato non riflettono necessariamente la linea editoriale di Storia In Rete, che si impegna a stimolare e diffondere un dialogo il più possibile rispettoso di tutte le posizioni.