Tagli per tutti, ma a Bolzano stipendi più alti che a Washington

23 agosto

I tagli del governo Monti rischiano di creare un incidente diplomatico tra Italia e Austria. La Provincia autonoma di Bolzano è pronta a rivolgersi a Vienna per fermare il presunto scippo di risorse che si materializzerà nelle autonomie locali con l’entrata in vigore della spending review.

di Gelsomino Del Guercio da Lettera43 del 17 agosto 2012 Lettera43

UN CALO DELLE ENTRATE DI 1,3 MLD.
Il governatore Luis Durnwalder ha lamentato, tra mancati gettati e tagli ai servizi, minori entrate per 1,3 miliardi di euro, pari al 25% del totale.
«Così si danneggia l’autonomia. L’Austria dovrà per forza intraprendere trattative bilaterali con l’Italia per il rispetto dei trattati internazionali, ricorrendo, se occorre, anche all’Onu», ha tuonato il bellicoso Durnwalder, pronto a tornare indietro di 70 anni, pur di frenare le sforbiciate di Palazzo Chigi.

Tutto nasce dal Trattato del 1946 tra De Gasperi e l’austriaco Gruber. Il trattato a cui il presidente fa riferimento è datato 5 settembre 1946 e stabilisce l’autonomia speciale del Trentino e del vicino Alto Adige/Südtirol. L’accordo fu sottoscritto a Parigi dall’allora presidente del Consiglio italiano e ministro degli Esteri Alcide De Gasperi e dal ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber. Nell’intesa si sancivano sostanzialmente la parità di diritti tra le etnie italiana e tedesca e l’autonomia legislativa. Successivamente il testo dello Statuto regionale, approvato dall’Assemblea costituente divenne la legge costituzionale n. 5, promulgata il 26 febbraio del 1948.

L’ACCORDO DI MILANO DEL 2009. Ma Durnwalder non si è fermato all’intesa di Parigi. Il numero uno di Palazzo Widmann ha sostenuto, infatti, che i tagli alle autonomie imposti dalla spending review violano anche quanto stabilito l’Accordo di Milano siglato il 30 novembre 2009 con il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai e i ministri Giulio Tremonti e Roberto Calderoli «in tema di garanzia del finanziamento dell’autonomia speciale, delega di competenze statali e compartecipazione della Provincia al risanamento del debito pubblico».
«Con quell’accordo», ha ricordato il presidente della provincia bolzanina, «abbiamo già rinunciato a 500 milioni di fondi»
Il principio è il seguente: il Trentino Alto Adige incassa meno finanziamenti dallo Stato ma, in cambio, avvia il federalismo fiscale prima delle altre Regioni.

L’ESTENSIONE DEL RITORNO DEI 9/10 DELLE IMPOSTE.
Nel dettaglio, con l’Accordo di Milano da un lato sono sparite la quota variabile e la possibilità di ottenere finanziamenti partecipando alle leggi di riparto nazionale, eccezion fatta per i fondi comunitari; dall’altro le Province di Trento e Bolzano si sono viste estendere il principio del ritorno dei 9/10 delle imposte a voci finora non previste, per esempio le accise per gasolio per il riscaldamento (un tesoretto di imposte complessivamente da 5,2 miliardi di euro) e lo sblocco della corresponsione di arretrati, (circa 4 miliardi di euro) pagati in rate già dal 2011. Un dato certo è che al di là della protesta istituzionale, la provincia di Bolzano è entrata nel mirino del governo per capitoli di spesa piuttosto onerosi.

IL TRENTINO È PIÙ VIRTUOSO.
Secondo i dati del commissario Enrico Bondi l’Alto Adige avrebbe spese per acquisto di beni e servizi superiori alla media per 99,2 milioni rispetto a un molto più virtuoso Trentino, con spese in eccesso per soli 12,9 milioni. La Giunta provinciale dovrà quindi sforbiciare questa spesa esorbitante.

NELLA SANITÀ RISPARMI PER 70 MLN.
Anche in materia di spesa sanitaria gli altoatesini superano la media nazionale. Per il supercommissario, attraverso tagli mirati, si può arrivare a un risparmio di circa 70 milioni di euro.
Tra le voci nel mirino di Bondi ci sono soprattutto le spese per carburante, riscaldamento, generi alimentari e manutenzioni ordinarie, per le quali ha indicato una possibilità di risparmio di 18 milioni in due anni.

UN CAVILLO CONTRO I TAGLI.
Un’ancora di salvezza a cui potrebbe tentare di aggrapparsi la Provincia di Bolzano per frenare i tagli voluti da Monti è la la clausola inserita nel decreto del governo, grazie a un emendamento all’articolo 24 presentato da tre senatori, l’altoatesino Peterlini (Svp), il trentino Molinari (Pd) e il friulano Pegorer (Pd).

LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA.
La «clausola di salvaguardia», senza lasciar spazio al benché minimo dubbio, spiega che le misure si applicano a Trento e Bolzano «secondo le procedure previste dai rispettivi Statuti speciali e dalle relative norme di attuazione, anche con riferimento agli enti locali delle autonomie speciali che esercitano le funzioni in materia di finanza locale, agli enti e organismi strumentali dei predetti enti territoriali e agli alti enti e organismi a ordinamento regionale o provinciale».
La Casta: dallo stipendio record del presidente ai benefit dei consiglieri

Intanto è un dato di fatto che finora i tagli di Palazzo Chigi non hanno intaccato minimamente la mole di privilegi che tutela la Casta altoatesina.
Il presidente Durnwalder guadagna 25.620 euro al mese, più di Barack Obama, fermo a 23.083. La vicepresidente dell’assemblea provinciale Julia Unterberger, poi, incassa ogni mese 17.220 euro lordi, 6 mila più del segretario di Stato Hillary Clinton, che si ‘accontenta’ di 136.204 euro l’anno, cioè 11.350 al mese. E non se la passano male nemmeno i consiglieri che percepiscono 5.600 euro netti al mese.

IL BILANCIO 2011 AMMONTA A 5,2 MLD.
Considerando gli stipendi dei dipendenti della Provincia, la musica non cambia molto. Secondo quanto risulta a Lettera43.it, dal bilancio 2011 (che ammonta a 5,2 miliardi di euro) risultano 18.500 unità stipendiate dall’Ente (di cui 8 mila insegnanti delle scuole statali) per un costo complessivo di 940 milioni di euro.
Va ricordato inoltre che in questo dato non è compresa, tra l’altro, la spesa per il personale operante presso l’Azienda sanitaria (dotazione organica complessiva 2011: 8.079 unità), quello delle aziende speciali e degli altri organismi dipendenti dalla Provincia e quello degli organismi partecipati. In totale i dipendenti pubblici in Provincia di Bolzano sono quasi 41 mila.

PER OGNI CITTADINO 2.347 EURO DI SPESA SANITARIA.
I privilegi si estendono anche alla Sanità: se in Lombardia, per esempio, per ogni cittadino si spendono 1.480 euro all’anno, ma per la Provincia autonoma di Bolzano lo stanziamento pro capite è di 2.347 euro. Sempre a Bolzano un direttore sanitario guadagna dai 218 ai 228 mila euro all’anno, mentre nel resto d’Italia si va dai 90 ai 120 mila. Il personale insegnante con indennità di bilinguismo percepisce stipendi mensili che variano da 1.392 euro a 2.169, cioè ben più alti che nel resto del Paese.

BORSE DI STUDIO IN EUROPA.
E non è finita. Gli studenti delle medie superiori del Trentino Alto Adige possono andare a studiare per un anno in Austria, Germania, Gran Bretagna e Francia con borse di studio della Regione che coprono le spese di vitto, alloggio, tasse scolastiche, libri e utilizzo di tutte le attrezzature scolastiche. Inoltre nella Provincia di Bolzano le fasce di reddito più deboli possono acquistare la casa ricorrendo a un prestito a interesse zero che va da 59 a 119 mila euro e può essere restituito in 15 o 20 anni.

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