“Marco Polo croato? Una tesi nemmeno considerata”

26 ottobre

“Non abbiamo nemmeno preso in considerazione la tesi di un Marco Polo croato”. Così Luca Molà liquida il tentativo croato di “scippo” di uno dei personaggi storici italiani più famosi e amati al mondo. Molà è uno dei curatori della mostra “Sulla Via della Seta. Antichi sentieri tra Oriente e Occidente”, aperta al pubblico dal 26 ottobre e presentata oggi alla stampa, un’esposizione che ovviamente riserva molto spazio al mercante veneziano, che più d’ogni altro è simbolo dei contatti fra Italia e Cina a cavallo della Via della Seta. Il fatto che Zagabria abbia aperto un museo a Curzola nel quale si rivendicano presunte origini slave per Polo e che un gruppo di utenti d’oltreadriatico stia imponendo a tappeto questa fantasiosa versione della biografia dell’autore del “Milione” su Wikipedia in varie lingue non preoccupa Molà: “Non è come Colombo su cui esistono molte teorie più o meno valide. Sulla famiglia dei Polo sappiamo tutto: dov’era la loro casa, gli atti di nascita, le documentazioni. Non c’è alcun dubbio che la famiglia Polo fosse patriziato veneziano”. La Dalmazia, dove si trova l’isola di Curzola, ancora nel Basso Medioevo era abitata da genti d’origine latina o comunque latinizzata e le invasioni slave non avevano avuto un impatto demografico nelle città costiere e sulle isole. (SiR)

Inserito su www.storiainrete.com il 26 ottobre 2012

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Sulla via della seta, antichi sentieri tra oriente e occidente

La mostra, organizzata con l’American Museum of Natural History di New York, arriva nella Capitale: più di 150 manufatti originali tra prestigiosi tessuti, parati, opere d’arte e oggetti quotidiani, a testimoniare quegli itinerari tra Occidente e Oriente che hanno posto le basi del mondo globale così come lo conosciamo oggi

di David Ceccarelli, da Paese Sera del 26 ottobre 2012 

Produzione su scala industriale, mercati internazionali, globalizzazione, lusso, moda e status symbol. Modernità? No, Medioevo. “Sulla Via della Seta. Antichi sentieri tra Oriente e Occidente”, la mostra organizzata in collaborazione con l’American Museum of Natural History di New York, arriva nella Capitale: più di 150 manufatti originali tra prestigiosi tessuti, parati, opere d’arte e oggetti quotidiani, a testimoniare quegli itinerari tra Occidente e Oriente che hanno posto le basi del mondo globale così come lo conosciamo oggi.

UN VIAGGIO SIMBOLICO – L’iniziativa, promossa da Roma Capitale – assessorato alle Politiche Culturali e Centro storico, sarà accessibile presso il Palazzo delle Esposizioni a partire da domani, 27 ottobre 2012, fino al 10 marzo 2013. Un viaggio fra tappe simboliche: Chang’an, capitale cosmopolita della dinastia Tang, Turfan, l’oasi nel deserto del Gobi dalle affascinanti opere ingegneristiche idriche, Samarcanda, raccordo mercantile fondamentale, e Baghdad, capitale di un mondo islamico nel pieno della sua fioritura intellettuale.

Sono queste le vere protagoniste di un mercato commerciale e culturale sviluppatosi progressivamente fra VII e XIV secolo. Protagoniste, però, a cui l’edizione italiana ha voluto affiancare realtà come quelle di Venezia e Genova, i cui rapporti in epoca tardo-medievale con l’estremo Oriente sembrano sempre più attestabili.

IL CURATORE – “Il progetto è stato pensato su più livelli – ha raccontato a Paese Sera Alexandra Wetzel, fra i curatori della sezione italiana – si tratta di una mostra fruibile dai più piccoli, i quali possono intrattenersi attraverso la moltitudine di pannelli interattivi e multimediali, quanto curata affinché anche gli esperti possano approfondire le proprie conoscenze. Si possono trovare in esposizione oggetti rilevanti e inediti, affiancati da studi capaci di offrire una lettura connettiva fra le varie testimonianze, aprendo uno scenario vasto e interessante. Tutta la mostra – continua Alexandra – nei suoi vari passaggi e nei materiali proposti mette in luce una chiave di lettura globale: la transmediazione delle tecniche, delle iconografie e dei materiali, tutti fenomeni fondamentali per lo sviluppo dei vari paesi coinvolti negli scambi”. Una testimonianza ricca e dal valore storico impagabile. Si passa attraverso le pagine originali di Marco Polo firmate febbraio 1310, arrivando alla Dalmatica del parato di papa Benedetto XI e all’Astrlabio utilizzato dagli astronomi musulmani per il calcolo dell’ora. Conoscenza, scambio e rielaborazione simbolica tra moda, tecnologia e costumi.

MOLA’ – Come spiega Luca Molà: “Ci troviamo in un periodo in cui per la prima volta si crea un traffico globale di merci davvero consistente. Quello tra il 1250 e il 1350, ad esempio, può essere definito come il secolo primigenio della globalizzazione”.

Mostra, dunque, ma non solo. In concomitanza con l’esposizione, infatti, l’organizzazione darà il via agli “Incontri sulla Via della Seta”, appuntamenti d’approfondimento affiancati dalla rassegna cinematografica “A Oriente” e dai laboratori artistici per i più piccoli.

 

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Inserito su www.storiainrete.com il 26 ottobre 2012

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Un commento


  1. I croati, popolo che nella loro storia hanno solo massacri e orrori, cercano un minimo di luce appropriandosi di quella altrui. Ad esempio, negli anni 1165-1175 il vescovo Guglielmo di Tiro ha scritto la “Historia rerum in partibus transmarinis gestarum”, in cui ha raccontato il viaggio dei Crociati verso la Terra Santa. Nel secondo libro, capitolo XVII, descrive il passaggio dei Crociati attraverso la Dalmazia nell’anno 1096; nel passo egli descrive anche gli abitanti di quella regione: “c’è poi la Dalmazia […] abitata da un popolo ferocissimo dedito alle razzie e ai massacri […] eccetto i pochi che abitano la costa, che sono diversi dagli altri sia per costumi, sia per lingua: hanno una ligua latina, gli altri hanno la lingua slava e gli usi dei barbari.”
    Originale: “est autem Dalmatia […] populo ferocissimo rapinis et cedibus assueto inhabitata […] exceptis paucis qui in oris maritimis habitant, qui ab aliis et moribus et lingua dissimiles, latinum habent idiomam, reliquis slavonico sermone utentibus et habitu barbarorum.”

    Guido

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