Corsi e ricorsi: da Samhain alla festa dei defunti all’horror

31 ottobre

Alzi la mano chi, tra i frequentatori del blog, non deve a un film (preferibilmente horror) di avergli reso nota l’esistenza di Halloween. Perché se è indubbio che questa festività è andata progressivamente ad infiltrarsi anche nella nostra cultura, altrettanto innegabile è che essa sia stata importata nel nostro paese primariamente dal cinema statunitense, e da quello dell’orrore in particolare.

di Andrea L. da CineBlog Cineblog.it del 31 ottobre 2012

Invisa ai cattolici che ne deplorano essenzialmente il lato macabro e l’aura magica e stregonesca, la festa di Samhain (questo il nome in antico irlandese) altro non rappresentava che la “fine dell’estate” secondo la cultura dei Celti, l’arrivo dell’inverno, la stagione dei morti e, per esteso, anche un rito propiziatorio per il futuro raccolto (con tutte le derive horror del caso, vedi The Wicker Man).
Curioso che la Chiesa abbia a lamentarsi oggi di un’espropriazione tutta americana perpetrata ai danni della festa cattolica di Ognissanti (che resta il primo di Novembre) e della commemorazione dei defunti (il giorno successivo) quando fu per primo un pontefice, nel VIII secolo d.C., a spostare Ognissanti da Maggio a Novembre e proprio con lo scopo di “occultare” il significato naturalistico della preesistente celebrazione pagana.

I ricorsi storici hanno voluto però che il modello della festa, esportato nelle Americhe, ritornasse secoli dopo in Europa e, fra le altre cose, sotto una nuova forma più commerciale e ancora più squisitamente macabra. Il classico rientrare dalla finestra di ciò che si era fatto uscire dalla porta. Lezione di storia a parte questa festa, innegabilmente seducente sotto il profilo puramente cinematografico, si è radicata prima nella memoria cinefila che in quella infantile, dando luogo a suggestivi cortocircuiti fra cinema horror e celebrazioni, al punto che oggi appare impossibile pensare a un 31 Ottobre senza il classico film dell’orrore a tenerci compagnia.
Perché se la magia comincia all’imbrunire dell’ultimo giorno di Ottobre è altrettanto innegabile che essa svanisca al sorgere della prima aurora di Novembre (con buona pace della Chiesa cattolica).
Accade così che in questa magica notte, fra scricchiolii che suonano più sinistri del solito e ombre casalinghe che paiono allungarsi, la nostra paura chiede di essere alimentata con la visione (o l’ennesima visione) di un titolo che ha segnato la nostra cinefila adolescenza; un film che sappia catapultarci nuovamente in quell’epoca, quando lo spavento aveva il potere di dilatare il tempo dando l’illusione che i confini fra due dimensioni si assottigliassero e lasciando spazio a insolite e terrificanti convivenze.
Un film dell’orrore resterà per sempre un film dell’orrore, ma nella notte di Halloween gli uomini neri che sbucano dai sogni o dai viali alberati, i fantasmi nascosti nella nebbia o nella mente, i demoni che infestano e le case che respirano, spingono per diventare ancora più veri, si liberano ma soprattutto si librano in una dimensione sospesa fra realtà e celluloide, invitandoci a fare un giro nel loro tetro Luna Park.
Accade solo per una notte e solo per chi è disposto ad abbandonarsi, giusto per ricordarci che la paura, così come l’amore, resta il sentimento più “vitale” dell’essere umano. Dopotutto i film che amano veramente gli spettatori sono proprio quelli che li terrorizzano a morte… Buon Halloween!

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Inserito su www.storiainrete.com il 31 ottobre 2012

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