1854 Balaklava, un ordine sbagliato e partì l’attacco suicida

5 dicembre

«Attaccare, signore? Attaccare cosa? Quali cannoni, signore?». «Là, Mylord, là è il vostro nemico, là sono i vostri cannoni». È il 25 ottobre del 1854, in Crimea. A urlare rabbiosi l’ uno contro l’ altro sono Louis Edward Nolan, un capitano del 15° ussari che in quel momento agisce come portaordini del comandante in capo del corpo di spedizione britannico, Lord Raglan, e il comandante della cavalleria Lord Lucan. Costui ha appena ricevuto un ordine che non capisce e chiede spiegazioni. Ma di fronte alla reazione del suo interlocutore, che indica una linea di cannoni nemici distante due chilometri da percorrere allo scoperto, si rassegna e passa ai suoi uomini le istruzioni per l’ attacco suicida.

di Rastelli Paolo dal Corriere della Sera del 10 agosto 2010 Corriere della Sera

In quell’ ordine, che esiste ancora, un foglietto sgualcito e scarabocchiato in fretta, è custodito il segreto e il mistero della carica di Balaklava, un’ azione tanto coraggiosa quanto sanguinosa e insensata condotta dalla Brigata leggera di cavalleria contro l’ artiglieria russa. A distanza di quasi 156 anni, ancora non si sa perché sia successo quel che è successo: dopo il combattimento, a cose fatte, ognuno dei protagonisti sopravvissuti è stato più occupato a evitare di esserne ritenuto responsabile che a darne una spiegazione accettabile. Intanto però la carica è diventata un mito. Dunque siamo in Crimea, la penisola che dalla Russia meridionale si getta nel Mar Nero. Francesi e inglesi, alleati della Turchia contro Mosca, stanno assediando la fortezza zarista di Sebastopoli. Con Londra e Parigi si schiererà poi anche il Regno di Sardegna: il primo ministro Cavour ha deciso di sfruttare l’ occasione per stringere i legami con le due grandi potenze dell’ epoca in funzione anti-austriaca, primo atto di quel lavorio diplomatico che nel 1859 porterà alla Seconda guerra di indipendenza e alla nascita del Regno d’ Italia. La flotta inglese è ancorata nella baia di Balaklava: da lì partono gli approvvigionamenti per i soldati che assediano Sebastopoli.

In ottobre i russi decidono di tentare un attacco per tagliare le linee di rifornimento. A difendere Balaklava c’ è un battaglione di fanteria, gli scozzesi del 93° Highlanders, e la cavalleria al gran completo: la Brigata pesante (soprattutto dragoni), comandata dal generale Scarlett, e quella leggera (lancieri, ussari e dragoni leggeri) guidata da Lord Cardigan (che proprio durante la campagna di Crimea indossava spesso una giacca di lana abbottonata davanti, che da allora porta il suo nome). L’ attacco russo fallisce nello scopo di raggiungere il mare e isolare l’ esercito inglese dalla sua base ma riesce a scacciare i turchi da una serie di ridotte costruite sulle alture su cui corre la «strada in collina» tra Balaklava e Sebastopoli, che così passa sotto il loro controllo: i rifornimenti britannici sono comunque minacciati. È a questo punto che Lord Raglan, il comandante in capo britannico, dal suo posto di comando sulle colline, emette quello che poi sarà chiamato il «terzo ordine»: «La cavalleria avanzi e approfitti di ogni opportunità di riprendere le alture. Sarà appoggiata dalla fanteria che è già stata avvertita. Si avanzi su due fronti».

In attesa della fanteria di appoggio, la Brigata leggera si schiera all’ imbocco di una valle stretta (detta «valle a nord»), lunga più di due chilometri: i nemici, fanteria e cannoni, sono su entrambi i lati. Ma ce ne sono anche in fondo: artiglieria e un forte corpo di cavalleria. Insomma, una trappola mortale in cui nessun comandante sano di mente si addentrerebbe a cuor leggero. Poi succede un’ altra cosa: i russi cominciano a portarsi via i cannoni di cui erano armate le ridotte. Quando il comandante in capo se ne accorge, emette il fatale «quarto ordine»: «Lord Raglan vuole che la cavalleria avanzi rapidamente verso il fronte: segua il nemico e cerchi di impedirgli di portare via i cannoni. Un reparto di artiglieria a cavallo può accompagnarla. La cavalleria francese è sulla vostra sinistra. Esecuzione immediata». L’ ordine è affidato al capitano Nolan, cavallerizzo provetto, studioso delle tattiche di cavalleria e testa calda, furioso perché secondo lui al comando c’ è una banda di incompetenti. Mentre Nolan si lancia giù dalle colline, Lord Raglan gli urla: «Dica a Lord Lucan che la cavalleria deve attaccare immediatamente». L’ ordine è firmato dal generale Airey, perché Raglan ha lasciato un braccio a Waterloo, 40 anni prima, e non può scrivere. Anche la sua testa, a volte, sembra essere rimasta a Waterloo: per esempio chiama i nemici «i francesi», che invece adesso sono suoi alleati.

Ma il sistema castale che governa la società inglese, dove conta più il rango della capacità, lo ha ugualmente portato a un comando per il quale è vistosamente inadatto, come del resto lo sono quasi tutti i suoi subordinati: Lucan è una specie di maniaco dei dettagli, che non riesce mai a vedere il quadro generale e quindi è incapace di «leggere» una battaglia, mentre Cardigan può essere definito, senza mezzi termini, un cretino e un inetto. Così la Brigata leggera parte al trotto con i suoi 666 uomini. Ne torneranno 395, nemmeno pochi considerato che la Brigata cavalcò per un paio di chilometri sotto il fuoco dei cannoni. Insomma i russi sparavano davvero male. Dopo la battaglia, naturalmente, cominciò il gioco della responsabilità: Raglan disse che i suoi due ordini, il terzo e il quarto, andavano letti insieme e che quindi non era un attacco quello che doveva essere eseguito ma una cauta avanzata. E soprattutto che i cannoni che dovevano essere attaccati erano quelli delle ridotte. Insomma, la colpa era di Nolan che aveva passato informazioni sbagliate o di Lord Lucan che non aveva capito niente. Lucan si difese dicendo che aveva ricevuto un ordine, ne aveva chiesto spiegazioni a Nolan e ne aveva ottenuto una risposta insolente accompagnata da un gesto che indicava i cannoni in fondo alla valle. Che poteva fare se non obbedire e passare l’ ordine a Cardigan e alla Brigata leggera? Quanto a Nolan, non potè dire nulla: una delle prime granate russe gli squarciò il torace e lo uccise. Al momento della morte stava urlando e cavalcando a fianco di Lord Cardigan, come se volesse dirgli qualcosa: forse si era reso conto che la Brigata stava andando verso i cannoni sbagliati, forse era solo eccitato. Il segreto della carica di Balaklava è rimasto in Crimea con lui.

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Inserito su www.storiainrete.com il 4 dicembre 2012

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