Quando gli USA sperimentavano la “bomba-tsunami”

4 gennaio

Alla fine della seconda guerra mondiale invece di sganciare le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki gli Stati Uniti avrebbero potuto usare una bomba-tsunami capace di inondare le città costiere giapponesi. A raccontarlo al Daily Telegraph è Ray Waru, giornalista e scrittore neozelandese che durante alcune ricerche storiche su file militari negli archivi del suo paese avrebbe trovato documenti ancora top secret . Che testimoniano come nel giugno del 1944 gli Usa assieme alla Nuova Zelanda portarono avanti l’operazione «Project Seal» per testare nelle acque della Nuova Caledonia ordigni in grado di provocare un’onda anomala alta fino a dieci metri e capace di distruggere anche una piccola città costiera.

di Francesco Tortora, dal Corriere della Sera del 3 gennaio 2013  Corriere della Sera

TEST – L’idea della bomba tsunami fu lanciata da E.A. Gibson, ufficiale americano che aveva osservato come durante le esplosioni in mare, provocate per distruggere la barriera corallina vicino alle isole del Pacifico, seguissero a volte grandi onde anomale. I test diedero esito positivo e durante le prove furono fatte esplodere in mare circa 3700 ordigni prima nelle acque della Nuova Caledonia poi in quelle che costeggiano la penisola di Whangaparaoa, vicino Auckland. In un primo momento l’esercito statunitense pensò di poter usare «la bomba tsunami” come possibile alternativa all’atomica, ma già all’inizio del 1945 gli Usa abbandonarono il progetto perché si resero conto che per provocare una onda abbastanza distruttiva avevano bisogno di almeno 2 milioni di chilogrammi di esplosivo. I neozelandes invece continuarono le loro ricerche almeno fino al 1950

TESTIMONIANZE – Ray Waru, nel suo libro «Segreti e tesori», afferma che questi documenti dimostrano come la seconda guerra mondiale sarebbe potuta cambiare radicalmente se la bomba-tsunami fosse stata usata: «Presumibilmente, se l’atomica non avesse funzionato, un’onda anomala avrebbe travolto tanta gente. Se la bomba-tsunami fosse stata presente in un film di James Bond tutti l’avrebbero considerata qualcosa di pura fantasia. Invece questi documenti dimostrano che è stata realtà». La collaborazione militare tra Stati Uniti e Nuova Zelanda continuò per oltre 40 anni fino a quando negli anni ottanta il governo neozelandese decretò che nessuna nave armata con testate nucleare potesse entrare nelle sue acque territoriali. Gli Usa considerarono questo un affronto e declassarono il rapporto con l’antico partner, considerandolo non più uno stato alleato, ma solo un paese amico.
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Inserito su www.storiainrete.com il 4 gennaio 2012

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