La Reggia Borbonica di Carditello difesa solo da un volontario

27 febbraio

E i neo-borbonici non hanno nulla da dire o fare per tutelare un pezzo di Storia (loro ma anche nostra) per tutelare almeno quello che resta di una delle reggie dei Borbone. Non sarebbero più credibili se oltre a polemizzare con i Savoia, Garibaldi e Cavour e i loro presunti difensori non si organizzassero per fare qualcosa oltre che andare a mettere lapidi a destra e a manca? La Storia la si tutela e la si difende anche come fa il signor Tommaso Cestrone, lasciato solo da tutti, compreso il FAI e le belle statuine che lo guidano e poi si candidano…  (SIR)

Tommaso è un volontario. Fa il custode del palazzo dei Borbone a due passi da Casal di Principe. Preda di furti e razzie della malavita. Subisce intimidazioni. Ma è abbandonato dalle istituzioni.

di Enzo Ciaccio, da Lettera43 del 24 Febbraio 2013 Lettera43

L’ultimo assalto risale alla notte fra il 15 e il 16 febbraio: ignoti all’interno del parco hanno dato fuoco alla roulotte che serviva per conservare gli attrezzi. L’ennesima intimidazione, nella speranza che vada via.
ESPOSTO A INSULTI E MINACCE. Da solo e nell’indifferenza delle istituzioni, il volontario Tommaso Cestrone, 48 anni, detto “l’angelo di Carditello”, da mesi si espone gratis ogni notte a insulti, minacce, aggressioni e agguati pur di far sì che nessuno rubi più e distrugga qualcosa nella splendida Reggia (abbandonata) di Carditello, l’ex casina di caccia dei Borbone progettata a due passi da Casal di Principe nel Casertano da Francesco Collecini (il braccio destro di Luigi Vanvitelli) e ritenuta una piccola Versailles agreste di inestimabile valore.
LA REGGIA DEPREDATA DEI SUOI TESORI. La Reggia, un gioiello di arte settecentesca di proprietà del Consorzio Basso Volturno (oberato dai debiti), è stata negli anni depredata di gran parte dei suoi tesori.
A giugno 2013 la preziosa struttura (circondata da 2.070 metri quadri di parco) verrà per l’ottava volta messa all’asta per 10 milioni di euro (ma ne occorreranno 40 per rimetterla in sesto): ad ambire al suo acquisto sono imprenditori in odor di abusivismo e prestanome di boss camorristi targati Casal di Principe.
EVITARE CHE LO SCEMPIO PROSEGUA. Tommaso Cestrone, nominato custode giudiziale dal tribunale fallimentare di Santa Maria Capua Vetere, sta tentando senza aiuti di impedire che lo scempio prosegua: è una sorta di eroe di campagna, che a Lettera43.it ha raccontato le sue speranze. E le quotidiane paure.

DOMANDA. Chi le ha incendiato la roulotte? E perché?
RISPOSTA. Vengono per abbattere gli alberi, vendersi il legname, rubare il rame. O per nascondere merce e auto rubate. Oppure a sversare l’immondizia, come se la Reggia fosse una discarica.
D. E allora?
R. A Carditello, se vedi un reato e non stai zitto, rischi una coltellata. O peggio.
D. Lei non sta zitto?
R. Mai.
D. Quelli dell’associazione Agenda 21 temono per la sua incolumità.
R. Da qui non vado via: mi ammazzino pure.
D. Quanto guadagna per sorvegliare la Reggia abbandonata?
R. Nulla, sono un volontario. Sto all’erta anche a Natale, Pasqua, Ferragosto e Capodanno.
D. Chi l’aiuta?
R. Le mie capre, che brucano l’erba.
D. E gli altri?
R. Mai ricevuto una bottiglia d’acqua o un caffè.
D. Come si sente?
R. Come uno che offre un panino con la mortadella per condividerlo e se lo vede rubare dagli amici.
D. Perché sorveglia la Reggia?
R. Amo questi luoghi: qui era pieno di cervi, fagiani, cinghiali. E cavalli. Io allevo pecore e sono figlio di un pastore che portava qui il suo gregge a pascolare.
D. Viene mai qualcuno a farle compagnia?
R. No, ma in campagna elettorale ho visto molti politici.
D. Chi è venuto?
R. L’onorevole Italo Bocchino aveva ottenuto il permesso per far entrare 12 amici ma pretendeva di farne passare 50.
D. Sono passati?
R. No.
D. E poi?
R. È venuto Nichi Vendola, che mi ha detto grazie per quel che faccio a tutela della Reggia. E Stefano Caldoro, il presidente della Regione Campania. Dicono che stia per arrivare anche Alessandra Mussolini.
D. Perché visitano la Reggia?
R. Per scattare le fotografie e farsi belli su Internet.
D. La Reggia è dotata o no di un sistema di allarme?
R. C’era, ma lo hanno rubato. Ne hanno installato un altro, ma i vigilantes mancano perché non vengono più pagati dal Consorzio che è sommerso dai debiti.
D. Che altro è stato trafugato dai saloni?
R. Con i tesori scomparsi i boss della zona hanno arredato le loro ville.
D. Qualche esempio?
R. I pilastrini in marmo delle balaustre sono stati portati via in una sola notte con i camion.
D. Con i camion?
R. Sì. Come i caminetti, le decorazioni, gli stemmi e gli affreschi di Jacob Philipp Hackert, amico di Goethe e pittore di corte con Ferdinando IV di Borbone.
D. E poi?
R. Le gradinate in marmo, la pietra arenaria dello scalone centrale, le mattonelle in cotto e i pilastrini del Belvedere in marmo di Mondragone sono scomparsi un po’ alla volta.
D. Dopo l’attentato, qualcuno le ha promesso una nuova roulotte?
R. No.
D. Si sente abbandonato dalle istituzioni, un po’ come la Reggia che va in malora?
R. Mi dispiace constatare che nessuno si chieda come mai e grazie a chi il parco venga ripulito dalle erbacce e da mesi non si registrino più furti o atti di vandalismo.
D. Un sindaco ha fatto lo sciopero della fame.
R. Bravo. Ma sarebbe più credibile se venisse a digiunare davanti alla Reggia.
D. Le associazioni e i partiti hanno annunciato un presidio.
R. Non ho ancora visto nulla.
D. Quante volte è stato minacciato?
R. All’inizio, in molti erano convinti che fossi qui perché vincitore di un appalto.
D. Le hanno chiesto la mazzetta?
R. Pretendevano di sapere il nome della mia ditta. Poi è successa una cosa molto cattiva.
D. Quale?
R. Non l’ho raccontata neanche ai carabinieri.
D. Quando è che prova più paura?
R. La sera, quando esco ed è buio pesto: ogni fruscìo della campagna mi fa sobbalzare.
D. La camorra dei Casalesi le fa paura?
R. Se avesse voluto riempirmi di botte o uccidermi, lo avrebbe già fatto.
D. Ne è sicuro?
R. No.

Inserito su www.storiainrete.com il 27 Febbraio 2013

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Un commento


  1. Ho visto il sito dall’esterno diverse volte e posso dire che, nonostante il grave stato di incuria in cui versa, mantiene comunque il fascino dei tempi in cui fu costruito. Forse sarebbe ora che la magistratura cominci ad interessarsi alla questione e magari nel frattempo dell’auspicato recupero, qualche militare del vicino deposito munizioni possa essere inviato a dar manforte al sig. Tommaso.

    Fabio Fontana

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