Gli archeologi si ribellano «Noi, pagati sette euro l’ora»

26 luglio

notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)«Da cinque a sette euro all’ora. Lordi, naturalmente. È quanto vale un archeologo per l’Italgas, la spa a cui il Comune di Roma ha affidato, con un bando (molto) controverso, tutta la rete di fornitura gas della Capitale. Gli archeologi «ingaggiati» dall’Italgas servono a controllare la realizzazione delle trincee per la posa di nuove tubature; sono, insomma, chiamati a fare tutela se emergessero reperti archeologici e il sottosuolo di Roma, si sa, è ricco di preziosità ancora da scoprire.

R. Do. dal Corriere della Sera del 18 luglio 2013 Corriere della Sera

È forte e, insieme, amara la denuncia dell’associazione nazionale archeologi il cui presidente, Salvo Barrano, spiega le modalità dell’«ingaggio»: «Il nuovo contratto di fornitura prevede importi a base d’asta scandalosi, lesivi della dignità umana, prima che professionale, degli archeologi. Il distributore chiede infatti alle imprese archeologiche il massimo ribasso rispetto a cifre già di per sé ridicole: sette euro e mezzo lordi all’ora, comprensivi perfino degli oneri per la sicurezza, per sei ore di lavoro al giorno. Con il risultato che gli archeologi attualmente incaricati nel contratto di fornitura in corso percepiscono cifre comprese tra cinque e sette euro lordi all’ora. Basta il confronto con il costo orario reale di un operaio comune, 23,03 euro, per comprendere il vergognoso trattamento che viene fatto su professionisti di alta specializzazione, qualcuno con due lauree». Conclude Barrano: »Abbiamo chiesto un incontro a Italgas ma non abbiamo avuto ancora risposte. Facciamo pertanto appello alle amministrazioni coinvolte, tra cui il Comune di Roma, perché intervengano nel sospendere il contratto, rivedendo le condizioni e imponendo importi unitari a base d’asta concordati che non calpestino la dignità degli archeologi».

 

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