USA: i 10 olocausti nucleari sfiorati durante la Guerra Fredda

24 settembre

“Broken Arrow” è il termine nel gergo usato dai militari americani per definire la massima emergenza riguardante una bomba atomica: un’ esplosione accidentale o la sua scomparsa, la sua perdita. Dalla fine degli anni’40, negli Stati Uniti si sono registrati una ventina di incidenti in cui la frase in codice è stata citata nei convulsi messaggi tra le autorità militari, anche se, probabilmente, i casi sconosciuti al grande pubblico sono molti di più.

di Michele Zurleni da Panorama del 23 settembre 2013 

Un documento ottenuto dal giornalista investigativo Eric Schlosser sulla base del Freedom of Information Act e’ pubblicato sul sito Usa del quotidiano britannico Guardian ha fornito nuovi particolari su di un incidente avvenuto nel 1961. Un ordigno atomico Marc 39 a idrogeno cadde per errore nelle vicinanze del villaggio di Goldsboro, in North Carolina. Solo un interruttore a basso voltaggio impedi che esplodesse. Era una bomba atomica la cui potenza era 260 volte superiore a quella che distrusse Hiroshima. Se fosse esplosa, la bomba avrebbe portato la morte in un’area densamente abitata e gli effetti distruttivi si sarebbero potuti sentire lungo la East Cost fino a Filadelfia e (addirittura) New York.
Quello di Goldsboro non è stato l’unico olocausto nucleare sfiorato negli Usa. Ecco l’elenco dei più importanti.

1) 22 maggio 1957, Base aerea militare di Kirtland, Nuovo Messico
Il B-36 trasportava una bomba atomica dal Texas al New Messico. Era una tersa e calda mattina di primavera. Nessuno ha mai capito che cosa sia accaduto a bordo dell’aereo, ma improvvisamente il vano bombe si è aperto e un ordigno è caduto da un altezza di 1.700 piedi. E’esploso nell’impatto a terra. Ma non c’è stato il fall out. Per fortuna, per motivi di sicurezza durante il trasporto, la capsula atomica contenuta nell’ordigno era stata separata dall’esplosivo convenzionale. Così, alla fine, è esploso solo quest’ultimo, mentre la capsula è stata ritrovata intatta. Poteva essere una strage, nonostante la zona non fosse così altamente abitata. Alla fine, invece, dicono i documenti, le uniche vittime furono trovate tra un gruppo di mucche che pascolava poco lontano il luogo dell’incidente.

2) 5 maggio 1958, Fiume Savannah, Georgia
Durante un’esercitazione aerea militare, un B-47 che trasportava un ordigno nucleare entrò in collisione con un altro aereo, un F-86. Visto i danni, e la possibilità di precipitare, venne dato l’ordine ai piloti di sganciare le bombe nel fiume Savannah. Per fortuna, non esplosero nell’impatto con l’acqua, ma sprofondarono nelle profonde acque del fiume. Ad ogni modo, anche in questo caso, non ci sarebbe stato il fall out atomico. Le capsule atomiche, infatti, non erano state installate. L’aereonautica mililitare statunitense cercò le bombe nel fiume per diversi mesi, ma non le trovò.

3) 11 marzo 1958, Florence, South Carolina
Negli stessi giorni in cui l’Air Force era alle prese con l’incidente del Fiume Savannah, ci fu un’altra emergenza. Un’altra Broken Arrow. Un ordigno atomico cadde poco dopo il decollo del B-47 che doveva trasportarlo dalla South Carolina alla base militare d’oltremare a cui era destinato. In questo caso, l’esplosivo convenzionale esplose nel momento del’impatto con il terreno. Distrusse una casa e provocò diversi feriti. Per fortuna, non era state caricate la capsule atomiche.

4) 4 novembre 1958, Base aere militare di Dyess, in Texas
Durante il decollo dalla pista della base, un B-47 che trasporta testate atomiche prende fuoco. L’aero continua il suo volo per diversi minuti. Tre membri dell’equipaggio si lanciano con il paracadute e si salvano, un quarto non ce la farà. L’aereo precipita, la bomba a bordo esplode, ma – anche in questo caso – non sono le capsule atomiche a saltare in aria, ma la carica di esplosivo convenzionale.

5) 24 gennaio 1961, Goldsboro, North Carolina
Uno degli episodi più gravi. Solo per miracolo non c’è stato un olocausto nucleare. Un aereo che trasporta una bomba all’idrogeno prende fuoco ed esplode in aria. Il paracadute di uno dei due ordigni atomici funziona. L’altro, invece, no. La bomba è innescata, la capsula atomica è attiva. Solo grazie al basso voltaggio di un interruttore, la bomba atomica non esplode. L’Air Force recuperò il plutonio contenuto nella bomba, ma non trovò mai l’uranio.

6) 14 marzo 1961, Yuba City, California
Qule giorno, il pilota di un B-52 ordinò al suo equipaggio di lasciare il bombardiere che stava precipitando a causa di un guasto all’impianto di pressurizzazione. Dopo che i suoi uomini avevano abbandonato l’aereo, lui lo portò lontano dalle popolate zone della California che stava sorvolando. Poi, a sua volta, si lanciò. L’aero cadde, ma le due bombe atomiche che trasportava non esplosero. Un altro miracolo.

7) 5 dicembre 1965, portaerei Ticonderoga, acque internazionali al largo del Giappone
E’uno degli incidenti più misteriosi perché tra i più “coperti” dalle autorità americane. Un aereo che stava atterrando sul ponte della portaerei cadde in mare con il suo prezioso carico. una bomba atomica. Il pilota rimase ucciso, mentre la bomba non venne mai più ritrovata. Il governo americano ha sempre voluto dare poca pubblicità all’accaduto. Per due motivi: evitare di spiegare perché un aereo in missione in Vietnam fosse armato con un ordigno atomico e poi perché l’incidente era avvenuto a poche miglia dalle acque nazionali giapponesi, un motivo di imbarazzo per Washington.

8) 17 gennaio 1966, Palomares, Spagna
Il più famoso incidente. Non fu sul territorio statunitense, ma su quello spagnolo. Per lungo tempo, le autorità americane cercarono di tenerlo nascosto, ma non ci riuscirono. C’erano dei testimoni oculari, tanto che qualche giorno dopo l’accaduto, il New York Times ne parlò. Durante il rifornimento in volo di carburante di un B-52 sui cieli della Spagna, l’aereo cisterna esplose, facendo saltare in aria anche il bombardiere. Due bombe atomiche esplosero nell’impatto con il terreno vicino al villaggio spagnolo di Palomares, distruggendo e contaminando una vasta area, un altro ordigno fu trovato inesploso sulla riva di un fiume, mentre una quarta bomba cadde (senza esplodere) nel Mediterraneo.

9) 21 gennaio 1968, base aerea di Thule, Groenlandia
L’incendio scoppiò nello scompartimento del navigatore del B-52 che pattugliava la zona del Circolo Artico. Il comandante decise di dirigersi verso la più vicina base militare Usa, ma precipitò poco prima di arrivarci. L’aereo era avvolto nelle fiamme, una delle bombe atomiche detonò, un’altra bruciò e le altre due perforarono la coltre di ghiaccio e scivolarono nelle acque della baita. L’incidente provocò la contaminazione da plutonio per una vasta aerea attorno al luogo dell’impatto. Per quattro mesi, i tecnici lavorarono sul ghiaccio e l’acqua contaminata.

10) 9 settembre 1980, Damascus, Arkansas
Un tecnico dell’Air Force, inavvertitamente, fece cadere una grossa chiave inglese dentro il sito in cui si trovava un missile Titan II. L’oggetto bucò il serbatorio di carburante del missile, che iniziò a perdere liquido infiammabile. Otto ore dopo, ci fu un’esplosione, che distrusse il sito, uccise un meccanico e ne ferì altre 21. La testata atomica che era ospitata all’interno del sito, fu coinvolta dall’esplosione, ma non subì alcun danno.Venne trovata a poca distanza, intatta.
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Vuoi saperne di più sui danni prodotti dai programmi nucleari durante la Guerra Fredda? Leggi Storia in Rete n. 69-70!

Storia in Rete n. 69-70

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