Storia in Rete numero 100, febbraio 2014

20 febbraio

Storia in Rete n. 100! Completamente rinnovata nella copertina e nella veste grafica, sempre coerente con la sua missione di fare Storia come nessun’altra rivista fa in Italia

Questo numero racconta i 60 anni dal ritorno di Trieste all’Italia, fra 1953 e 1954. Poi si concentra sullo spauracchio moderno, quello del “populismo”: è davvero una parolaccia politica o un insulto che serve alle vecchie nomenclature per gettare discredito su tutti coloro che hanno voluto rappresentare gli interessi del popolo? Dai Padri Fondatori degli USA al Movimento 5 Stelle, un viaggio alla scoperta del nuovo “fantasma” che si aggirerebbe per l’Europa…

Quindi, una lunga carrellata di crimini e criminali: da Joe Valachi, il primo pentito di mafia in America, l’inventore del termine “Cosa Nostra” a Richard Kuklinski, l’uomo di ghiaccio, il sicario che uccise più di 200 persone, e infine l’Omicidio Calabresi e il silenzio di chi sa chi uccise il commissario durante gli Anni di Piombo. Per arrivare a uno dei peggiori (e più assurdi) dei crimini commessi nella Seconda guerra mondiale, il bombardamento di Montecassino, di cui ricorre il 70° anniversario.

E infine, l’ultima puntata della saga della fuga del Delfino di Francia, Luigi XVII, e i ritratti di due grandi del nostro passato: Ottaviano Augusto, con le donne della sua “commedia” del potere e uno che di potere se ne intendeva, Machiavelli, a 500 anni dalla redazione de “Il Principe”.

Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di febbraio!!

 

VUOI ACQUISTARE IL NUMERO 100 DI STORIA IN RETE IN PDF? CLICCA QUI!

TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI

Invia ad un amico Invia ad un amico     Stampa questo post Stampa questo post

Lascia un commento

*

* Attenzione: i commenti sono moderati. Storia In Rete si riserva la possibilità di non pubblicare commenti offensivi, lesivi dell'altrui reputazione, o comunque contro le leggi in vigore. In ogni caso, i commenti pubblicato non riflettono necessariamente la linea editoriale di Storia In Rete, che si impegna a stimolare e diffondere un dialogo il più possibile rispettoso di tutte le posizioni.