Riccardo III: sarà mappato il Dna del re inglese «shakespeariano»

21 febbraio

Spietato, ambizioso, manipolatore, ma anche insicuro, tormentato, irrequieto. E brutto, sgradevole e malfatto: ecco come il testo shakespeariano ha tramandato la figura di Riccardo III d’Inghilterra. Ma ora la mappatura del suo genoma, che verrà eseguita da un’équipe dell’Università di Leicester, ci dirà esattamente come era questo monarca tanto odiato da essere immaginato anche fisicamente disarmonico, ma che passerà alla storia come il primo personaggio storico il cui Dna verrà interamente sequenziato. Inoltre, come specificano i ricercatori, il procedimento consentirà di acquisire importanti informazioni sulla condizione clinica del re e avrà un significativo impatto sull’analisi della componente ereditaria di alcune patologie.

di Emanuela Di Pasqua dal Corriere della Sera del 14 febbraio 2014 

CREDENZE O VERITÀ – Aveva veramente il braccio avvizzito e la schiena ricurva, soffriva di scoliosi? E di che colore aveva i capelli? E gli occhi? Aveva una propensione all’Alzheimer o al diabete ed era intollerante al latte? A queste altre domande potremo presto rispondere, con l’evidenza scientifica che un esame genetico è in grado di poter regalare alla verità storiche. Riccardo III, grazie anche all’omonimo dramma di Shakespeare (influenzato a sua volta da Tommaso Moro) è passato infatti alla storia come un re odiato, sanguinario e come una figura negativa che persino fisicamente, grazie a un aspetto deforme, suggeriva un animo sinistro. Ma la storia, si sa, la fanno i vincitori e ciò che viene tramandato non sempre è oggettivo. Ma la verità è che nulla si sa di oggettivo riguardo al re d’Inghilterra e signore d’Irlanda, e solo la scienza può rispondere imparzialmente.

SEQUENZIAMENTO REGALE – Gli scienziati di Leicester, dopo avere ritrovato lo scheletro sepolto sotto un parcheggio, sequenzieranno il Dna e si saprà esattamente come era il discusso dinasta, al di là delle leggende e delle ricostruzioni storiche. Riccardo III era stato sepolto in una tomba senza nome nel giardino del convento dei Grayfriars, dove ora sorge un parcheggio, che gli archeologi stavano esplorando. Ora i resti verranno interrati nella cattedrale di Leicester, rispettando la tradizione archeologica che stabilisce la sepoltura dei resti ritrovati nel suolo consacrato più prossimo al ritrovamento.

IL RITROVAMENTO – Il 4 febbraio 2013, gli esperti dell’Università di Leicester guidati da Richard Buckley, confermavano che il corpo riesumato nel mese di settembre 2012 apparteneva proprio a Riccardo III, ultimo re d’Inghilterra della dinastia dei Plantageneti, morto a 32 anni per le ferite riportate nella battaglia di Bosworth Field, il 22 agosto 1485, scontrandosi con la casata dei Lancaster, guidata da Enrico Tudor. Combinando le conoscenze storiche con l’esame medico sui resti e la ricerca genetica, gli scienziati dell’università potranno giungere a un’immagine molto precisa del sovrano inglese, la cui fama negativa è spesso riconosciuta dagli storici come esagerata. E forse, con un ritardo di quasi seicento anni, riusciranno anche a riabilitarlo e a migliorare la sua reputazione, in parte sicuramente compromessa dalla propaganda dei Tudor. Almeno fisicamente.

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