Un nuovo museo per Camillo Benso di Cavour

27 marzo

Sarà un’immersione nella storia, più che un museo tout court. Con schermi tecnologici, proiezioni video a grandezza naturale, si potrà addirittura assistere a una seduta del primo Parlamento del Regno d’Italia. E’ partito il progetto di ristrutturazione del Castello di Santena, residenza che fu di Camillo Benso Conte di Cavour. Un restauro sofferto, con lunghe attese di fondi che non si trovavano, che porterà nel 2016 la dimora di uno dei padri fondatori della patria alla dignità museale che merita.

di Letizia Tortello da La Stampa del 18 marzo 2014 

E vista la particolarità del progetto, tanto importante per la storia d’Italia, è stata direttamente la Presidenza della Repubblica a destinare i 3,9 milioni che servono per il recupero di casa Cavour. Il presidente della Fondazione Cavour, Nerio Nesi, 89 anni e un’energia giovanile instancabile, è andato a chiedere i soldi direttamente a Napolitano, che non gli ha detto di no: «Voglio riconsegnare al Presidente della Repubblica un grande museo nazionale, come lo sono la casa di Garibaldi a Caprera, Palazzo Reale e le varie dimore per Vittorio Emanuele II. Un museo attuale. Napolitano mi ha dato un anno e mezzo per ultimare i lavori», dice, attorniato da centinaia di bambini delle scuole di Santena, che ieri hanno festeggiato con canti, racconti, poesie davanti alla cittadinanza, nel cortile del Castello, l’anniversario dell’Unità d’Italia.

Ieri era il 17 marzo, festa nazionale. Santena è stato uno dei quattro luoghi che ha ottenuto il patrocinio dello Stato per la ricorrenza, insieme a Caprera, a Genova, che ospita la tomba di Mazzini e al Pantheon di Roma, dove è sepolto Vittorio Emanuele II. Tra il pubblico, il Prefetto di Torino, Paola Basilone, che ha condiviso l’importanza di un «luogo fondamentale per la nostra storia, la Casa di Cavour, amato dal presidente Napolitano – ha detto –. Dobbiamo lavorare perché diventi una tappa turistica e non sia dimenticato». Ed è proprio su questo punto che si battono Nesi e il sindaco di Santena, Ugo Baldi: «Torino non ha abbandonato casa Cavour, ma ha concentrato tutti i suoi sforzi sulla Venaria. Santena, luogo in cui nacque un padre della patria, merita altrettanti sforzi» commenta Nesi. E Baldi gli fa eco: «Sì, vogliamo essere quasi una Venaria 2, con flussi turistici importanti».

Per ora, il Castello è impacchettato come una caramella: sono in corso i lavori di ristrutturazione degli esterni, finanziati dalla città di Torino, proprietaria del complesso dopo la donazione del 1947 da parte del marchese Giovanni Visconti Venosta. Il progetto definitivo per gli arredi e per gli interni partirà in autunno: è stato studiato dall’architetto Carlo Pession e da una cordata di professionisti. Nesi ha messo d’accordo storici e progettisti: «Gli uni volevano lasciare tutto com’è, per dare l’idea di una casa dell’800. Gli altri puntavano alla contemporaneità di allestimenti multimediali. Abbiamo mediato, per un risultato ad effetto», precisa Nesi. Il suo progetto è ambizioso: «Oltre al museo, voglio istituire un centro studi cavouriani, con la biblioteca dedicata allo statista e la possibilità di ospitare ricercatori da tutta Europa».

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